Home Politica Per Ubertini un futuro “civico”: così non si va avanti

Per Ubertini un futuro “civico”: così non si va avanti

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Il tramonto di Forza Italia, con la dominante leadership di Silvio Berlusconi, indiscusso protagonista di un’epoca storica che è stato capace di segnare profondamente con la sua vicenda politica, è anche la fine di un’era. Un ciclo che si chiude, per lasciare che se ne apra un altro. Come sempre avviene, in ogni cosa. Cambia lo scenario, cambiano gli attori, si schiudono nuove visioni, dove sempre più spesso ricorre il termine civismo, che soppianta la figura forte del leader politico, diluisce lo schema partitico e prende in consegna forse anche l’ardua speranza di un ritorno a una politica più vicina al cittadino, più aderente al territorio.\r\n\r\nUna scelta, quella civica, che nel prossimo futuro potrebbe fare anche l’attuale capo gruppo di Forza Italia al consiglio comunale di Viterbo, Claudio Ubertini. “Se devo continuare a fare politica in questo modo”, dice, trascorsa poco più di una settimana dalle amministrative, “non mi interessa. Viviamo una lotta continua”, prosegue, “a causa di chi mira solo a ottenere dei posizionamenti politici. Bisogna iniziare a ragionare in modo diverso. Non si può più andare avanti con le nomine. Ora che il presidente Berlusconi non ha più l’appeal di un tempo, il partito è definitivamente crollato e ha rivelato tutte le sue debolezze: la mancanza di un’organizzazione interna, anche territoriale, ad esempio. Attualmente Forza Italia non ha nemmeno una sede. In futuro vedo positivamente la formazione di liste civiche di centrodestra, e la scelta dei candidati con le primarie, un metodo che può ampliare la partecipazione, oltre a introdurre uno spirito più democratico. Le ultime elezioni ci hanno dimostrato che è finito il tempo dei partiti. Per il PD la storia è diversa. Sono più organizzati, strutturati, hanno alle spalle una tradizione in tal senso. La coalizione di centrodestra deve ripartire dalla base”. Ubertini pone l’accento sulla latitanza dei vertici e il disfacimento anche solo di una parvenza organizzativa a Viterbo: “Nelle recenti elezioni amministrative degli amici si sono rivolti al nostro gruppo per mancanza di dialogo con il coordinatore”, dice, chiamando in causa Francesco Battistoni. Il vice coordinatore regionale, secondo Ubertini, è stato “una figura assente, probabilmente perché più impegnato a cercare di fare il sindaco, impresa in cui non è riuscito, nonostante la presenza di Antonio Tajani durante la sua campagna elettorale”. Battistoni era candidato sindaco al comune di Proceno. Un obiettivo mancato, così come quello di altri suoi uomini: Sandrino Aquilani che ha provato nuovamente a fare il primo cittadino a Vetralla, ma senza successo, o anche Alessandro Guarducci sconfitto a Montefiascone dove addirittura vince Fratelli d’Italia e Lega. Tutto ciò, unito all’ormai insanabile frattura interna con il gruppo di Ubertini e Marini, suggerisce, forse, che per Forza Italia sia giunto veramente il momento di voltare pagina.\r\n\r\n \r\n

Tiziana Mancinelli

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