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Tavolo in Provincia sui 36 lavoratori dell’Alta Altene

Tavolo in Provincia sui 36 lavoratori dell’Alta Altene

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Riceviamo e pubblichiamo dal presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi – Nella sede di Palazzo Gentili, presso la sala del consiglio, si è tenuto quest’oggi un tavolo di lavoro per ricercare un’intesa a livello provinciale, per porre la giusta attenzione alle problematiche dei 36 lavoratori dell’Azienda Alta Altene srl di Bagnoregio.

La questione riguarda i dipendenti posti prima in cassa integrazione e poi licenziati, a seguito della chiusura dell’Alta Altene srl, avvenuta lo scorso 31 ottobre.

Nell’ambito della discussione del tavolo, al quale era presente anche una rappresentanza dei lavoratori, ha preso la parola Francesco Bigiotti, sindaco di Bagnoregio, che ha evidenziato una gestione aziendale poco sensibile agli interessi dei lavoratori e del territorio. Bigiotti parla di un periodo sufficientemente lungo, con la copertura degli ammortizzatori sociali, per ricercare garanzie per il futuro dei 36 lavoratori e delle loro famiglie. L’impegno è quello di far sì che tutti vengano ricollocati, evidenziando al contempo come il Comune di Bagnoregio possa vantare oggi un credito certo ed esigibile nei confronti della società, a seguito della pronuncia del giudice.

Il Sindaco del Comune di San Lorenzo, Massimo Bambini, dichiara tutto il suo impegno a sostegno della ricollocazione dei lavoratori.

Marchetti, del sindacato FEMCA CISL, pone l’attenzione sul lavoro e sottolinea come si debbano accelerare i tempi, laddove possibile. Considerando la presenza di due soli sindaci, Marchetti è amareggiato per la latitanza della politica, che spesso si trova al margine di determinate questioni.

Esprime forte preoccupazione rispetto alla poca disponibilità di fronte alla quale ci si è trovati. Ringraziando la Provincia di Viterbo per aver promosso l’iniziativa, auspica la presenza di altri primi cittadini e che quello di oggi sia solo il punto di partenza per altre attività sulle quali si dovrà ricercare il confronto.

Malerba, segretario confederale della CISL, nel ringraziare l’Amministrazione, evidenzia una sensibilità diversa che pone l’attenzione sulla società in questione. In un territorio come il nostro, dove si assiste ad una desertificazione territoriale ed industriale, occorre fare un percorso insieme, ogni volta che dovessero verificarsi casi di questo tipo ed auspica che il tavolo diventi una modalità di lavoro permanente.

Mauro Vaccarotti della FILTEM CGIL avrebbe auspicato l’intervento degli altri sindaci per conoscere la loro opinione sulla possibilità di ricollocare i lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro.

Tra i lavoratori presenti c’è chi ritiene sia importante rivedere le fasi istituzionali già espletate e che rilevano intenzioni poco chiare da parte della proprietà, ostacolando margini di trattativa in eventuali negoziati sull’acquisto da parte di altri interlocutori. Sono stati compiuti passaggi fondamentali e che poi si sono volatilizzati.

La preziosa e fattiva presenza di S.E. il Prefetto, Dr. Giovanni Bruno, ha portato un contributo concreto e determinante. Abituato a trattare le questioni in tema di lavoro, S.E. chiede che venga redatto quanto prima un crono-programma per chiarire attività e modalità operative.

Occorre che tutti i sindaci partecipino e che si faccia squadra, insieme alle associazioni di categoria ed ai sindacati.

Come prima cosa, convocherà al più presto un incontro, nella sede della Prefettura, per chiarire con i proprietari le prospettive future.

Il Prefetto dichiara di essere a disposizione al fianco dei lavoratori, delle aziende e del territorio, comprendendo molto bene cosa possa significare avere o non avere un lavoro.

Con tali premesse, ritengo che, di fronte ad una questione così complessa e difficile, occorra responsabilmente mettere in campo interventi nell’ambito di una sinergia che possa assicurare maggiori opportunità di successo. L’obiettivo dell’incontro era proprio quello di far conoscere le difficoltà a tutti i livelli, per poter poi stimolare chi deve ricercare le soluzioni.

Serve lavorare per la definizione di obiettivi tesi a ricercare, insieme ai sindaci, alle parti sociali ed alle associazioni di categoria, misure idonee a tutela dei lavoratori appartenenti ad aziende in crisi nel nostro ambito provinciale.