Viterbo, 14 aprile 2026 – Da via Mazzini e da piazza della Rocca, per le quali il Pums propone la pedonalizzazione in un arco temporale da “0-2” anni, parte la “spallata” di commercianti e residenti alla visione di città dell’amministrazione Frontini. Il termine “chiusura” fa paura a chi ha un’attività in centro storico. E il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, è infarcito di termini come “chiusura” e “pedonalizzazione”, muovendosi sugli indirizzi della giunta Frontini che non ha mai fatto mistero di volere una città “blindata” alle auto, da dirottare nei parcheggi fuori dalle mura, eccetto quelle dei residenti. Il Pums, più che prevedere la realizzazione di nuovi parcheggi, a parte quello a San Biele, punta a utilizzare quelli esistenti, posti a corona intorno alle mura, attrezzandoli per farli diventare dei parcheggi scambiatori, ossia dei punti di raccordo con le linee del trasporto pubblico urbano. In pratica si dovrebbe lasciare l’auto in queste aree di sosta e andare in centro con una navetta o anche a piedi o in bici, il rafforzamento delle piste ciclabili è l’altro caposaldo insieme al potenziamento del trasporto pubblico locale. L’idea è semplice, quasi banale: meno auto, meno traffico. Sulla carta ha le sue suggestioni, anche positive. Ma nella pratica rischia di far tracollare le poche attività che restano ancora in piedi all’interno delle mura. Si può immaginare che un cittadino lasci l’auto al parcheggio della “Cittadella della salute” o a “Piazzale Africa”, individuati tra i parcheggi scambiatori, dove peraltro insiste un ipermercato, per prendere una navetta e con quella andare a comprare una mozzarella, un chilo di carne e uno di verdura dentro Porta della Verità? Insomma, nella pratica, tutto ciò appare a dir poco surreale. Un incubo, a dire il vero, per i commercianti delle due zone interessate alla proposta di pedonalizzazione, che temono di veder evaporare dalla sera alla mattina gran parte della propria clientela, in arrivo con l’auto da altri quartieri fuori dalle mura, visto che, dentro, i residenti si contano oramai con il pallottoliere. Da qui la mobilitazione, con centinaia di firme già raccolte e la successiva presentazione delle osservazioni. L’idea di fondo del Pums, documento adottato dalla giunta Frontini e pubblicato sul sito del comune di Viterbo dove può essere facilmente consultato da tutti, sarebbe quella di arrivare, in un orizzonte lungo, alla “chiusura al traffico veicolare dell’intero centro storico, trasformandolo in una vasta area a priorità pedonale e ciclabile”. A tal fine si ipotizza la costruzione di un modello di viabilità fondato principalmente su trasporto pubblico locale e piste ciclabili che incentivi il privato a lasciare l’auto a casa o in un parcheggio scambiatore pr muoversi con altri mezzi più sostenibili. Si pensi che “l’intervento di Piazza della Rocca prevede una pedonalizzazione totale senza vincoli di orario, mantenendo la possibilità di percorrere il perimetro della piazza, secondo le limitazioni della ZTL”. Sarà anche “inibito il parcheggio su tutta la superficie della piazza, liberando lo spazio da elementi di sosta statica” è scritto nel Pums. Prospettiva, quella della eliminazione dei parcheggi e delle chiusure, che ha fatto rabbrividire le attività commerciali di piazza della Rocca, già in sofferenza per la presenza del mercato il sabato mattina: “Per noi questa è già una pedonalizzazione”, dicono, “E non fa bene ai nostri incassi che in quelle ore precipitano“. E, così, è partita la raccolta di firme, che starebbe registrando parecchie adesioni anche tra i residenti, dentro e fuori dalle mura,per chiedere all’amministrazione di ripensare a “idee” in grado di “circolare” un po’ più con i piedi per terra.