Home Attualità Talete, Arena: “A mia suocera di 90 anni bolletta da 900 euro”. “Ora basta”.
Talete, Arena: “A mia suocera di 90 anni bolletta da 900 euro”. “Ora basta”.

Talete, Arena: “A mia suocera di 90 anni bolletta da 900 euro”. “Ora basta”.

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Viterbo – Prima l’aumento delle tariffe per accedere a un finanziamento di 35 milioni di euro, ora i conguagli e forse anche degli errori, che si vanno a sommare su bollette diventate astronomiche, recapitate agli utenti inferociti. Nessuno è immune dalla scure calata da Talete sui bilanci di cittadini e famiglie. Nemmeno la suocera del sindaco, Giovanni Arena. “Quello che sta succedendo in questi giorni è paranormale, è folle – ha detto al consiglio comunale di stamattina il primo cittadino – a mia suocera, una simpatica vecchietta di 90 anni che vive da sola, è arrivata una bolletta di 900 euro.  Politicamente stiamo subendo una situazione insostenibile. I cittadini sono esasperati e non arrivano risposte.  Oggi ho comunicato al presidente della Provincia, Pietro Nocchi, che non si può continuare con questo andazzo. Ho chiesto di avere un incontro ufficiale con la Regione Lazio e con Arera. Se ci chiedono di aumentare ancora le tariffe, non se ne parla. La Regione deve prendersi le sue responsabilità. Il presidente della Talete ci dica fino in fondo dove vuole arrivare. La Talete non può fregarsene degli utenti: non sono numeri in codice, ma sono dei cittadini. Comprendo che la società stia cercando di recuperare quanta più liquidità possibile. Ma questo atteggiamento sta creando danni enormi a noi e ad altri Comuni.  È ora che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. È giunto il momento di prendere una posizione netta con tutti i Comuni della Provincia. O la Regione mette le risorse necessarie, o ci saranno le conseguenze del caso”. La questione Talete era stata sollevata in consiglio comunale da Chiara Frontini (Viterbo 2020): “L’aumento delle tariffe era stato votato per accedere a un finanziamento – ha detto Frontini – Se questo non avverrà, è necessario fare un passo indietro sull’aumento delle tariffe. Oggi i cittadini vedono in bolletta errori e conguagli che si vanno ad aggiungere a un maggior costo dell’acqua pubblica. Se il finanziamento per cui è stato necessario aumentare le tariffe, non arriva, mi aspetto che il sindaco vada a battere i pugni sul tavolo in assemblea dei soci.  Se i presupposti non ci sono più, bisogna tornare alla vecchia tariffa“. Sul punto interviene anche il capogruppo del Pd, Luisa Ciambella: “La Regione non può essere chiamata in causa quando sono usciti i buoi”, dice all’indirizzo del sindaco. “È vero che abbiamo l’Ato debole. Ma fino a qualche anno fa questa società aveva la possibilità di salvarsi. Quello che è accaduto dopo, afferisce a chi ha gestito in seguito. Ormai sono una predicatrice nel deserto. Mi hanno anche detto di essere  diventata grillina. No, non sono grillina. Mi assumo le mie responsabilità.  Si avvicina il 30 novembre e il presidente ha detto che si dimetterà.  Il sindaco dice di andare in Regione. Ma cosa si aspetta che dica la Regione?”.

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.