Home Attualità Evangelista: «Il consiglio comunale del 28 si terrà a Palazzo Gentili, in Provincia».
Evangelista: «Il consiglio comunale del 28 si terrà a Palazzo Gentili, in Provincia».

Evangelista: «Il consiglio comunale del 28 si terrà a Palazzo Gentili, in Provincia».

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Viterbo, 23 maggio 2020 – Consigli comunali dal vivo: tutti ne sentono la mancanza. Ma se c’è una cosa che questi mesi hanno insegnato, è che viviamo in un momento storico in cui certi desideri restano tali. Vietati gli assembramenti. Almeno fino al termine dello stato di emergenza dichiarato fino al 31 luglio, verrebbe da pensare, e comunque finché la minaccia Covid19 non sarà del tutto debellata. Obiettivo, questo, che pare ancora molto distante vista l’assenza di un vaccino. E, così, anche il consiglio comunale di Viterbo si adegua al diktat del virus: sedute solo in videoconferenza. In questi giorni i consiglieri di maggioranza e opposizione sono tornati a chiedere una soluzione per riunirsi fisicamente con le dovute cautele. Una cosa più facile a dirsi che a farsi. Trentadue persone, tanti sono i consiglieri, sono già di fatto un assembramento. E dove collocarle per garantire i fatidici metri di distanziamento sociale? Non nella sala del consiglio comunale. Ma neanche in Sala Regia pare possibile, considerato il pregio del luogo incompatibile con la necessità di sottoporlo a ripetute sanificazioni. Si è riaffacciata, dunque, l’ipotesi della sala del consiglio provinciale, per la quale pare essere stato raggiunto un accordo che si concretizzerà nei prossimi giorni. Dunque il prossimo consiglio comunale del 28 maggio si terrà a Palazzo Gentili in via Saffi. Il parlamentino di Palazzo dei Priori, per la prima volta nella storia, forse, prende armi e bagagli e si trasferisce. A data da definirsi.
«Sono in attesa di conferma ufficiale, ma il 28 maggio, il consiglio si dovrebbe tenere presso la Provincia di Viterbo che per capienza può contenere tutti i consiglieri, nel pieno rispetto delle norme di distanziamento interpersonale», dice il presidente del consiglio comunale, Stefano Evangelista. «Tuttavia – spiega – il consiglio si terrà in formula mista per garantire la presenza fisica di chi, come da richiesta unanime presentata dai capigruppo, vorrà esserci, e la partecipazione in videoconferenza per chi vorrà farlo da remoto e per il personale che assiste il consiglio. Ciò non esclude – prosegue – che si possa comunque trovare una sede comunale da attrezzare per lo svolgimento del consiglio che possa essere usata nei prossimi mesi qualora lo stato d’emergenza si dovesse prolungare». Prima di decidere per la sala della Provincia, sono state vagliate le possibilità comunali: «Abbiamo acquisito i protocolli di sicurezza per le sale del consiglio e della Sala Regia – prosegue Evangelista pensando di svolgere le sedute nella prima in forma mista, consentendo di partecipare a chi lo avesse ritenuto irrinunciabile, e facendo intervenire gli altri in videoconferenza da casa. Tuttavia il numero sarebbe stato ridotto e la soluzione non avrebbe garantito le stesse modalità di partecipazione a tutti i consiglieri.
Per questo, abbiamo scartato l’ipotesi, e per non perdere ulteriore tempo, ci siamo rivolti direttamente alla Provincia che ha delle sale più ampie capaci di ospitare un numero maggiore di consiglieri, garantendo un più agevole svolgimento della seduta, e, soprattutto, in piena sicurezza per i partecipanti.
Stiamo comunque lavorando per dotare un locale di proprietà comunale della strumentazione necessaria (microfoni, camera ecc), nel pieno rispetto delle misure dettate dal DPCM del 17 marzo 2020, dunque sanificazione, distanziamento e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Ci aspettavamo che il decreto allentasse le regole per le riunioni e invece ha ribadito l’importanza di preferire la videoconferenza e di limitare le sedute fisiche».
«Ritengo opportuno – conclude Evangelista – che, come richiesto da tutti i capigruppo, si possa tornare a riunirsi in presenza per potersi confrontare sui provvedimenti che l’amministrazione dovrà adottare, penso soprattutto all’importanza di quelli a sostegno di tutte quelle persone ed imprese che hanno subito importanti perdite in questo periodo, utili a rilanciare al più presto una ripresa delle attività della città». Se il Covid19 ha imposto una realtà “virtuale” in ogni settore, è anche vero che essa ha mostrato tutti i suoi limiti, dimostrandosi incapace di sostituirsi completamente alla realtà fisica. Tra disguidi della rete internet, schermi che appaiono e scompaiono, microfoni che saltano, consiglieri che si perdono nei meandri della rete web, sicuramente non lo è nei consigli comunali, dove il confronto fisico e ravvicinato, il faccia a faccia, oltre ad essere più efficace, ha sempre aggiunto quel pizzico di pepe e di colore che ha vivacizzato i dibattiti diventati, con i collegamenti a distanza, più opachi, disattenti e distratti.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.