111 amministratori scrivono a Speranza e a Zingaretti per revoca zona rossa nella Tuscia.
Bagnoregio, 15 marzo 2021 – «Grazie ai 111 colleghi amministratori che hanno firmato la lettera che abbiamo appena inviato al Ministro Speranza, al Presidente Zingaretti ed al Prefetto Bruno. Abbiamo chiesto di rivedere la decisione di far entrare la provincia di Viterbo in zona rossa». Lo scrive il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili sulla sua pagina Facebook. «Una decisione che alla luce dei dati epidemiologici, non condividiamo. Da oltre 12 mesi chiediamo sacrifici ai nostri cittadini, ai nostri ragazzi, alle nostre attività economiche. Credo sia giusto ascoltare ogni singola persona e dargli voce, siamo qua per questo. Senza polemiche, senza che ogni volta vengano strumentalizzate posizioni politiche, le cause giuste non hanno bandiera».
«Considerato che in altre Regioni, come ad esempio in Toscana e in Umbria, è stata prevista la possibilità di identificare zone rosse all’interno della Regione di colore diverso (nello specifico nella c.d zona arancione) – è riportato nella lettera – appare di buonsenso richiedere che tale trattamento sia applicato anche in Regione Lazio, permettendo così ai territori dove gli indici di contagio non sono alla data attuale così allarmanti da giustificare l’applicazione della misura più drastica, di beneficiare di provvedimenti meno restrittivi, almeno fino alla data del 3 aprile».
Gli amministratori sottoscrittori della lettera chiedono, quindi: «di inserire la Provincia di Viterbo in zona arancione, di applicare una valutazione più capillare degli indici di contagio di ogni Comune, e quindi dell’intera Provincia d Viterbo, per non vedere penalizzati nuovamente i cittadini, gli studenti e tutte le attività economiche delle nostre città».
La richiesta di alcuni amministratori poggia anche sui dati diffusi, è scritto nella lettera, «dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas)», che «nei prossimi giorni» stima «tra Viterbo e Provincia un decremento dei contagi del 5%, rispetto all’ultima rilevazione, fatta l’8 marzo, in controtendenza con quello regionale, che dovrebbe far registrare un più 5% dei casi, distribuiti tra +10% a Rieti, +8% a Frosinone, + 7% a Roma, + 1% a Latina».
Sulla base di queste considerazioni, gli amministratori firmatari della lettera tornano a ribadire il peso «sproporzionato della misura» della zona rossa per la Tuscia, segnalando il pericolo che tutto ciò possa «aggravare in modo permanente una situazione economico e sociale già molto critica». «Registriamo in queste ore – dicono gli amministratori – un malessere importante tra i nostri concittadini che si sentono ingiustamente colpiti da questo nuovo provvedimento, dopo mesi di grandi sacrifici».