Nazionale, 23 agosto 2021 – «Se gli Stati Uniti o la Gran Bretagna cercheranno di guadagnare tempo per continuare le evacuazioni dall’Afghanistan ci saranno delle conseguenze». Così Suhail Shaheen, uno dei portavoce dei talebani e membro del team di negoziazione del gruppo in un’intervista a Skynews a Doha.
«Il presidente Biden ha annunciato che il 31 agosto avrebbe ritirato tutte le truppe americane. Quindi, se estendono il limite, significa che stanno estendendo l’occupazione e non ce n’è bisogno», ha detto ancora il portavoce dei talebani ribadendo che se «l’intenzione è continuare ad occupare» l’Afghanistan «si romperà la fiducia e ci sarà una reazione».
Kabul rischia di diventare una polveriera, e a innescare l’esplosione potrebbe proprio essere proprio quella fretta che sta connotando l’azione targata Biden del ritiro degli Stati Uniti, tanto da fargli anticipare al 31 agosto, la data ultima della partenza di tutte le truppe americane. Termine che ora si rivela troppo vicino per completare l’evacuazione dei cittadini americani, degli alleati afghani e delle fasce più fragili della popolazione. Il termine inizialmente fissato per chiudere l’operazione Afghanistan era l’11 settembre, data simbolo perché legata ai 20 anni dagli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono. Poi l’idea di Biden di concludere tutto 11 giorni prima. Una previsione errata se oggi anche il premier britannico Boris Johnson chiede maggior tempo per terminare l’evacuazione dei civili dall’aeroporto di Kabul. Una retromarcia poco gradita ai talebani che hanno minacciato conseguenze se gli Stati Uniti saranno ancora sul territorio afghano dopo il 31 agosto.