Viterbo, 4 aprile 2025 – Doveva essere un organo capace di fornire dati e informazioni sulle tendenze in atto nel settore turistico, al fine di suggerire le più opportune strategie e decisioni da parte dell’organo politico democraticamente eletto, ossia il consiglio comunale. E, invece, l’osservatorio turistico si è risolto nell’ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione, nonostante i tentativi di arrivare a una comune visione sulla fisionomia di un organismo che in ogni parte d’Italia assolve egregiamente al suo scopo. E così, ieri, dopo innumerevoli sedute di commissione e consiglio comunale, è arrivata la fumata bianca: sì della maggioranza al testo di regolamento che lo istituisce, bocciatura netta da parte dell’opposizione. “Un ibrido a metà strada tra un organo politico e uno tecnico, tra un osservatorio e una consulta” è stata la critica del centrodestra e del Partito Democratico.

Un organo “a uso e consumo del sindaco”, ha detto il consigliere comunale Andrea Micci (Lega), mentre la consigliera comunale Laura Allegrini (FDI) ha avvertito: “Verremo alle riunioni, altrimenti siamo pronti a creare un osservatorio alternativo”, ha detto, rimarcando quello che è rimasto il principale e più infuocato terreno dello scontro: l’esclusione dell’opposizione dalle riunioni dell’osservatorio che, invece, sarà presieduto dalla sindaca. Un “controsenso” secondo la minoranza: se c’è una presenza politica, allora deve essere a trecentosessanta gradi, includendo non solo la sindaca, ma anche i rappresentanti del consiglio comunale. Questo il ragionamento. Criticata anche la ristretta base dei partecipanti, un “limite” che, sempre secondo l’opposizione, non consentirà di avere una fotografia esauriente del settore turistico. Non la pensa così la maggioranza Frontini che ha votato un organo da cui non considera “necessaria la presenza dei consiglieri comunali”, ha detto Melania Perazzini (Capogruppo Viterbo 2020) in un precedente consiglio comunale. Eppure, durante il lungo iter di approvazione del regolamento istitutivo, c’è stato anche un momento in cui maggioranza e opposizione sembravano vicini a siglare un testo condiviso, durante un lungo incontro nella stanza della sindaca, al termine del quale, però, si era tornati in aula a fronteggiarsi a suon di emendamenti. Undici presentati dalla maggioranza al testo da essa stessa presentato, e 25 dell’opposizione. La discussione si era protratta fino alle 22 nell’ultima seduta di consiglio comunale di giovedì scorso, senza arrivare al voto finale. Ieri la ripresa dei lavori con l’approvazione di un testo che ha comunque recepito alcune osservazioni della minoranza. In virtù di questo, nella nuova formulazione, il parere espresso dall’osservatorio non sarà vincolante, come previsto nella prima proposta, e nemmeno obbligatorio, non avrà potere deliberativo e non esprimerà alcun voto. Su questo l’opposizione è stata irremovibile, per evitare che l’organismo possa rischiare di andare in conflitto, o anche solo “disturbare”, l’attività di un organo democraticamente eletto come il consiglio comunale.

Accolto l’emendamento della Lega per cui “il verbale di ogni seduta sarà trasmesso a tutti i consiglieri comunali entro sette giorni e che il sindaco riferirà alla prima sessione utile di consiglio comunale su quanto avvenuto nella seduta dell’osservatorio”, ha letto in aula Andrea Micci. “L’impianto tecnico di questo osservatorio non è condivisibile”, ha ribadito, invece, Laura Allegrini in sede di dichiarazione di voto finale, “Grazie ai nostri interventi abbiamo almeno ampliato la platea degli aventi diritto a partecipare, anche se l’opposizione resta esclusa”, ha concluso. “Non avete avuto il coraggio delle vostre intenzioni”, ha detto Andrea Micci, “Sarà impossibile partecipare per alcuni operatori del turismo. Vi abbiamo chiesto in tutti i modo di inserirli, ma non lo avete fatto”. “Avete confermato la vostra idea di escludere, anziché includere”, ha detto Alvaro Ricci (Pd), mentre Letizia Chiatti ha osservato: “Questo istituto non è previsto dallo statuto”.

Soddisfazione per il risultato conseguito hanno palesato i due capigruppo di maggioranza Melania Perazzini (Movimento Civico Viterbo 2020) e Ugo Poggi (Io Apro Rinascimento). “Con l’approvazione del regolamento istitutivo dell’Osservatorio per il Turismo – dicono i due -, il Comune di Viterbo compie un passo decisivo verso una gestione più partecipata e strategica del settore turistico. Si tratta di un risultato atteso da anni dalle parti sociali e dagli operatori del settore, che finalmente potranno contare su un organismo in grado di raccogliere dati, analizzare le tendenze e orientare le politiche pubbliche e private verso investimenti mirati ed efficaci. L’Osservatorio rappresenta uno strumento essenziale per una programmazione condivisa e per il coordinamento delle risorse, evitando dispersioni e puntando a un modello di sviluppo turistico sostenibile e competitivo. La sinergia tra pubblico e privato sarà alla base del suo operato, permettendo di valorizzare le peculiarità del nostro territorio e di rispondere in maniera più efficace alle esigenze di visitatori e operatori”.

“L’approvazione di questo regolamento è una vittoria per tutta la città – dichiara Melania Perazzini – perché finalmente si istituisce un organismo che darà voce agli operatori turistici ed economici del settore, garantendo una gestione più trasparente e partecipata delle risorse destinate al turismo”. Dello stesso parere Ugo Poggi, “Da troppo tempo mancava uno strumento di coordinamento che consentisse di monitorare e ottimizzare gli investimenti nel settore turistico. Questo Osservatorio potrà fornire opinioni qualificate ed elaborare strategie più efficaci, capaci di rendere Viterbo una destinazione sempre più attrattiva e competitiva”.

“Viterbo ha una grande potenzialità turistica, grazie al suo patrimonio storico, culturale e naturale”, dicono entrambi, “Con l’istituzione dell’Osservatorio per il Turismo, finalmente si pongono le basi per una crescita strutturata e condivisa del settore, favorendo una pianificazione strategica che tenga conto delle reali esigenze del territorio e dei suoi attori economici”.