Viterbo, 20 dicembre 2025 – Contratto per il servizio di “Progettazione e gestione della strategia d’immagine, comunicazione e promozione del brand Viterbo Capitale della Cultura” pronto al via: a gennaio 2026 potrebbe già arrivare la firma. Il protocollo di intesa per varare il comitato promotore, però, ancora non decolla. A mancare sarebbe la firma della Regione Lazio, come ha spiegato l’assessore alla Cultura, Alfonso Antoniozzi, nell’ultima seduta di consiglio comunale. Argomento su cui è intervenuta la consigliera Laura Allegrini (FDI): “Si può benissimo andare avanti anche se non c’è ancora la firma della Regione, che terrà certamente fede agli impegni presi. In realtà – ha chiosato Allegrini – l’amministrazione Frontini è in ritardo. Pensiamo solo che i fondi destinati alla candidatura sono stati appostati per ben due volte in bilancio e poi utilizzati per fare altre cose, perché appunto l’amministrazione non era ancora pronta. Innanzitutto, a mio avviso, bisognerebbe definire il perché Viterbo dovrebbe essere la Capitale europea della Cultura, ossia non c’è ancora il tema”, ha evidenziato Allegrini. Alla “corona” di “Capitale Europea della Cultura” ci guardano diverse città: Torino, Pesaro e Norcia. La sfida sarà dura. Il protocollo di intesa per costituire il comitato promotore sarebbe stato già firmato dagli altri attori, tra cui Comune, Provincia, Università degli Studi della Tuscia, Consorzio Biblioteche. Una volta varato, esso nominerà il comitato scientifico che a sua volta sceglierà un responsabile di candidatura. Solo allora si potrà dire che la rincorsa di Viterbo al titolo, sarà effettivamente partita. Su questo la sindaca ha voluto dare rassicurazioni: “Non siamo in ritardo“, ha replicato ad Allegrini, “questo è un processo che va condiviso con la cittadinanza, modalità su cui punta l’Europa stessa. Sono gli attori della società civile a dare corpo alla candidatura”, ha spiegato, “Sono andata a vedere la short list delle altre città e nessuna di quelle che ha vinto aveva un solo tema”.Per puntare al traguardo “Non dobbiamo raccontare ciò che abbiamo fatto, ma quello che in potenza saremo in grado di fare. Così è stato per Matera”, ha concluso Frontini.