Trasporto 2026: niente sosta tecnica a fine Corso. Test Dies Natalis per futuro passaggio a via Marconi
Viterbo, 26 agosto 2026 – Trasporto 2026, niente sosta tecnica alla fine del Corso, quest’anno, le spallette aggiuntive entreranno con Dies Natalis in movimento verso piazza Verdi. In questo modo i facchini testeranno la macchina per il passaggio in via Marconi. Non sarà quest’anno, ovviamente, ma se il test andrà bene, si potrebbe già pensare che il tratto straordinario possa essere percorso già dal prossimo anno. A dirlo è il capofacchino Luigi Aspromonte: «Non faremo la sosta tecnica alla fine del Corso, ma metteremo al volo le aggiuntive per verificare la Macchina», dice il capofacchino. A spingere Dies Natalis verso il tratto di via Marconi è una tematica che ricorre sempre più spesso negli ultimi anni, quando si parla di Trasporto: la sicurezza. «Se proseguiremo così, credo che dovremmo fare anche via Marconi per distribuire il pubblico su un percorso più lungo», dice, specificando «Certo non dovrà diventare un’abitudine». Testare la macchina, in questo trasporto 2026, significa capire la “resistenza” dei facchini sotto Dies Natalis, una macchina imponente e impegnativa non solo sul piano esteriore, ma anche sul fronte della portabilità. Saltare la sosta tecnica, servirà a capire, quanto possono resistere le spalle dei facchini. Un’altra novità quest’anno sarà sulla formazione. Non ancora ufficiale. Ma si sa che mancherà Alessio Fiorillo, costruttore e facchino, in posizione di ciuffo, rimasto coinvolto qualche settimana fa in un incidente che, per ques’anno, l’ha messo fuori gioco. Prenderà il suo posto un altro facchino che, a sua volta, lascerà libero il suo ruolo e così via a cascata. La sostituzione di Fiorillo farà slittare «quattro facchini», dice Aspromonte, augurando ad Alessio di «tornare il prossimo anno al suo posto». Ma che trasporto si aspetta il capofacchino quest’anno? «Mi auguro che sia un trasporto tranquillo», dice, Aspromonte che ha avuto un esordio piuttosto elettrizzante come capofacchino nel 2024, anno della prima uscita ufficiale pure per Dies Natalis. «Dovetti assumere il ruolo di capofacchino a una settimana dal trasporto, a causa dell’infortunio avuto dalla persona in carica. Fu un buon trasporto». Poi c’è stato quello del 2025: «Ancora peggio, ho dovuto guidare la formazione con un allarme attentato, non era facile condurre il trasporto, sapendo che i facchini ignoravano cosa stesse accadendo». Aspromonte si augura che quest’anno sia un trasporto sereno, senza scossoni o brutte sorprese. Proseguono, intanto, le cene in piazza con i facchini, iniziate martedì 25 agosto. Pienone fin dalle prime battute, anche stavolta i viterbesi hanno risposto alla grande all’appello dei facchini. «Se fossimo una squadra di calcio», dice Aspromonte, «le cene sarebbero il nostro ritiro. Si ride, si scherza ma, soprattutto, si sta insieme. Durante queste serate iniziamo a rinsaldare quello spirito di gruppo che ci lega sempre». Serate in cui, soprattutto, si lavora, con i facchini affaccendati tra i fornelli e i tavoli, trasportano grosse casse di cibo e bottiglie, cucinano, servono, puliscono. Si mettono a servizio di quella città che tra pochi giorni si assieperà nelle vie e nelle piazze per dare loro la carica giusta per sollevare Rosina sopra i tetti di Viterbo.