Viterbo, 28 agosto 2026 – Esporre la macchina di Santa Rosa prima, in questo caso dal 9 luglio, «È la strategia giusta». Lo sostiene convintamente la sindaca Chiara Frontini. «Le sei passeggiate sotto la macchina hanno visto la partecipazione di oltre 1000 persone», afferma. «Il montaggio della macchina il 9 di luglio è stata una scelta che abbiamo riconfermato quest’anno, perché abbiamo visto la ricaduta che questo ha avuto in termini di partecipazione delle persone, di tutti i visitatori che vengono a vivere la città nel periodo estivo e che, in questo modo, possono avere un piccolo assaggio di cosa è la macchina di Santa Rosa», ha detto Frontini. «Ha ragione l’architetto Raffaele Ascenzi», ha proseguito, «quando dice che il trasporto è un’altra cosa, quando la macchina si muove sulle spalle dei facchini. Ma è evidente», ha detto ancora Frontini in conferenza stampa «che i visitatori, con l’esposizione anticipata, hanno la possibilità di ammirare la macchina e magari, con le visite guidate, avere un assaggio di quella emotività, di quell’energia vitale, che passa la sera del tre settembre». Frontini ha lasciato chiaramente intendere che la Macchina continuerà ad essere esposta mesi prima del trasporto, anche nei prossimi anni, sempreché, ovviamente, sia riconfermata come sindaco di Viterbo. A giugno, infatti, si voterà per il rinnovo del consiglio comunale. E non è detto che una eventuale amministrazione diversa, abbia la stessa visione. Questione che la sindaca non contempla e parla sicura già del futuro: «Tutto si può e si deve migliorare – ha detto Frontini – per i prossimi anni organizzeremo degli eventi per animare lo spazio sotto la macchina. Ma siamo convinti che questa sia la strategia giusta. In questo modo più persone possono accedere a questo privilegio che i viterbesi hanno, nel conoscere il trasporto. È come un figlio che, quando cresce, si stacca dai genitori e, pur restando sempre loro figlio, è anche qualcosa di altro da loro», ha detto la sindaca per spiegare il fatto che il trasporto oramai è patrimonio immateriale dell’Umanità, quindi da condividere con tutti, anche se apparterrà sempre ai viterbesi.