Dies Natalis a via Marconi “forse” nel 2028 per il 50esimo del Sodalizio
Viterbo, 5 settembre 2026 – I facchini hanno superato tutte le prove che costellavano questo trasporto 2026, reso ancor più difficoltoso dalle elevatissime temperature: il doppio Sollevate e Fermi, uno a piazza Fontana Grande, l’altro a Largo Facchini di Santa Rosa, all’arrivo della Macchina sul sagrato della chiesa della patrona, e la “non sosta” alla fine del Corso per l’inserimento delle aggiuntive. Il capofacchino Luigi Aspromonte, al termine di un trasporto trionfale e altamente performante, lo conferma: «Questi ragazzi sono pronti a tutto. Con la macchina ci fanno quello che gli pare», dice all’indomani del Trasporto a margine della messa di Santa Rosa del 4 settembre. Per un eventuale passaggio in via Marconi: «Sono prontissimi». Ma per vedere Dies Natalis arrivare fino al Sacrario, bisognerà aspettare, forse, qualche anno. Su questo Aspromonte è categorico: «Ci dovrà essere un evento», che potrebbe arrivare «Nel 2028», l’anno del «50esimo anniversario dalla fondazione del Sodalizio». Potrebbe essere propria quella l’occasione “straordinaria” per spingersi ancora più oltre, fino a via Marconi. Per ora il Sodalizio si gode questo trasporto definito «eccezionale», dallo stesso Aspromonte, «un trasporto tranquillo, per cui abbiamo potuto provare determinate cose per testare la Macchina. Ho chiesto un po’ di sacrificio ai facchini. Abbiamo verificato che Dies Natalis comincia ad essere quasi al top per trasportabilità e per tutto». Oltre che le «doppie alzate con i due Sollevate e Fermi» i facchini hanno anche effettuato una girata e tre quarti a piazza del Plebiscito, dove, abitualmente la macchina gira solo a tre quarti. «La seconda girata è stata veramente tosta» afferma Aspromonte.
Promossi a pieni voti non solo i facchini, ma anche le guide che, soprattutto al Corso «hanno fatto un lavoro certosino. I facchini hanno risposto, soffrendo, perché dobbiamo andare molto piano con il peso sulle spalle». Per quel che riguarda l’inserimento delle aggiuntive senza fermarsi «Ero tranquillo perché avevamo fatto le prove, ieri sera al primo colpo hanno inserito subito le aggiuntive e alzato la macchina dando un po’ di fiato a chi aveva sofferto fino a quel momento, perché eravamo solo 91. Hanno dato dimostrazione che anche loro sono fortissimi», continua Aspromonte. Ma i punti dove i facchini devono stringere i denti, sono molti. Un altro dove «si soffre moltissimo» è la discesa verso piazza Verdi, da qui, infine, lo sforzo finale di corsa sulla salita di Santa Rosa. «Ho chiesto ai ragazzi delle corde di dare il 110%, perché ho visto un po’ di stanchezza. Hanno risposto alla grande. Non so i tempi, ma la mia sensazione è che siamo andati più veloci dell’anno scorso. Quando ho dato il secondo ordine di spingere le corde, ho visto che la macchina ha schizzato via», conclude Aspromonte.
Dies Natalis, finalmente è sul sagrato della santa, Rosina è a casa, ma dove sta andando la tradizione? «Il trasporto è cresciuto in maniera esponenziale, anche grazie al riconoscimento Unesco che ci sta proiettando in ambito internazionale anche con il lavoro della rete», dice il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. «Con “Machine for peace” – prosegue – abbiamo girato molte città estere, prossimamente dovremmo essere in Messico a Queretaro». Per tornare a vedere i facchini, invece, non ci sarà da aspettare molto, il «13 settembre» al Patto d’Amore della Madonna della Quercia, «parteciperemo in maniera molto evidente», assicura Mecarini. Il trasporto 2026 ha dimostrato alcune cose e riconfermato altre. Una in particolare. E cioè che da quando è stato affidato al Sodalizio, dopo la sfiorata tragedia del 1986 con Armonia Celeste che si inclinò paurosamente, oramai esso è una vera e propria macchina organizzativa ed operativa sempre più collaudata e perfetta, «tutto è sempre filato liscio», dice Mecarini, a parte le cause esterne, come «il rischio attentato dell’anno scorso, il petardo che scoppia, ecc». Ma nonostante tutto, la Macchina ha sempre completato il suo cammino, senza sbandare, arretrare o tornare indietro.