Via della Pila, commercianti in fuga dalla ciclabile
Viterbo, 25 ottobre 2026 – Via della Pila, commercianti in fuga con l’arrivo della ciclabile che ha trasformato il tratto stradale in una strada di scorrimento, dove “non si ferma più nessuno”, dicono i titolari delle varie attività e, in effetti, non c’è alcuno spazio per la sosta breve per chi vuole prendere un tramezzino, un pezzo di pizza, o fare un acquisto veloce nei negozi. La grossa pista rossa si è presa tutto, anche gli spazi per un marciapiede, con i pedoni costretti a camminare sulla corsia delle biciclette. Alle persone sarebbe riservata una stretta lingua di asfalto chiusa tra la ciclabile e il muro dei palazzi, così angusta che finiscono tutti per camminare su quella riservata alle “rare” bibiclette che passano. La trasformazione più radicale è stata l’istituzione del senso unico, dovendo necessariamente restringere la carreggiata da due a una corsia per fare posto alla mega ciclabile delimitata da maxi cordoli. L’infrastruttura è talmente ingombrante che è stato necessario segnalarne la presenza con dei cartelli verticali in prossimità dell’incrocio. “Ci chiediamo perché in altre parti di Viterbo le ciclabili siano state fatte con dei piccoli occhi di gatto a terra e qui, invece, hanno messo questi grossi cordoli“, dicono Rita e Gabriella del negozio di alimentari che si affaccia sul tratto di via della Pila interessato dalla ciclabile. “Tra un anno chiudiamo, andiamo in pensione, anche perché qui, con queste condizioni – dicono indicando la pista – non ti fanno fare più nulla. Abbiamo perso numerosa clientela delle scuole, prima le mamme venivano a prendere la colazione per i figli e facevano anche la spesa. Adesso – proseguono – con il senso unico, all’incrocio di via Monte Bianco non possono girare verso il nostro negozio, ma svoltano obbligatoriamente a sinistra e arrivano pima al supermercato. Per venire da noi dovrebbero rifare tutto il giro da via Carlo Cattaneo, dove ci sono altri alimentari Chi lo fa? Tra il traffico e il caro benzina”, fanno osservare. Di fronte all’alimentari “Casa market” non se la passa meglio, anche perché l’ingresso dell’attività è dentro la ciclabile, chiuso dal maxi cordolo che quando piove farebbe da argine al fiume d’acqua che entra pure nel negozio. “Il problema c’èra anche prima – dicono – ma ora è ulteriormente peggiorato. Ci stiamo guardando in giro per trasferirci in un’altra zona”, confessano. C’è poi il problema dello scarico merci che è diventato praticamente “impossibile“, con i furgoni che devono fermarsi molti metri più avanti dove la strada consente maggiori spazi, “nei giorni scorsi hanno dovuto lasciare il mezzo più su e portare la merce con la bravetta”, dicono alcuni negozianti. Tra loro c’è chi ha già messo in vendita l’attività: “Qui non passa più nessuno”, dicono, “la mattina è morta. Abbiamo sbagliato a investire su Viterbo dall’inizio. Ce ne andiamo. Tante tasse e pochi servizi”, affermano, riconsegnando l’immagine di uno spaccato che dimostra come la desertificazione, finora male del centro storico, con scelte sbagliate, può uscire dalle mura e contagiare altre parti di città.