Seconda udienza, processo Frontini – Cavini, in aula parlano le presunte vittime
Viterbo, 5 novembre 2026 – Si torna in aula oggi con la seconda udienza del processo di appello che vede sul banco degli imputati la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini con l’accusa di minaccia aggravata in concorso a seguito dei fatti accaduti nell’ambito della oramai nota “Cena dei veleni“, una conviviale che si è svolta in casa del consigliere comunale Marco Bruzziches il 26 settembre 2023.
Alla cena a cui presero parte Marco Bruzziches, la moglie e i coniugi Frontini – Cavini, secondo l’accusa sostenuta dal pubblico ministero Massimiliano Siddi, sarebbero state usate parole ed espressioni da parte di Fabio Cavini dal tono intimidatorio col fine di condizionare gli equilibri in consiglio comunale.
All’epoca i consiglieri Chiatti e Bruzziches erano ancora componenti della maggioranza, ma con una posizione piuttosto critica, poi finita con il passaggio in opposizione.
La conversazione con le frasi incriminate pronunciate quella sera sono finite in una registrazione poi resa pubblica: “Uno dei miei compiti – dice Cavini – è la tutela prima di Chiara, poi della maggioranza. Noi, quando vogliamo colpire, o abbiamo qualcosa o la inventiamo e questo lo facciamo in casi estremi. Non siamo dei principianti, se voglio fare male capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona“. “Ogni tanto bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame, perché funziona così”.
L’incontro sarebbe stato chiesto proprio da Cavini, preoccupato dello scricchiolamento della maggioranza. Dopo quella sera, si apre la vicenda giudiziaria, con Marco Bruzziches che il 21 dicembre, con tanto di registrazione allegata, sporge denuncia. In quegli stessi giorni esce dalla maggioranza Frontini e passa in opposizione. Dopo qualche tempo lo seguirà anche Letizia Chiatti.
Dopo circa un anno dalla denuncia di Bruzziches, il 21 novembre 2024, il gup Fiorella Scarpato respinge la richiesa di rinvio a giudizio per il reato di minaccia a corpo politico, formulata inizialmente dal pm Massimiliano Siddi. Un altro anno dopo, il 5 dicembre 2025, la Corte d’Appello di Roma accoglie il ricorso della procura e dispone il rinvio a giudizio di Frontini e Cavini, riformulando il reato in minaccia aggravata. La sindaca è chiamata a rispondere “in concorso”.
Inizia, dunque, il procedimento, incardinato sulle frasi pronunciate quella sera, punto di avvio di un’indagine finalizzata alla ricostruzione dei fatti e alla valuazione delle presunte pressioni che potrebbero essere state esercitate sul contesto politico amministrativo che vede la maggioranza civica guidata da Frontini alla guida della città.
La prima udienza del processo si è tenuta il 9 aprile scorso, durante la quale sono state rigettate tutte le eccezioni sollevate dalla difesa.
I due imputati Frontini e Cavini non si sono presentati in aula. C’erano, invece, Marco Bruzziches e Letizia Chiatti che si sono costituiti parte civile. Il consigliere e la moglie sono assistiti dall’avvocato Samuele De Santis, mentre la consigliera Chiatti dall’avvocato Valentini. La sindaca Chiara Frontini è difesa dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani, Fabio Cavini da Giovanni Labate.