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Dieci mila euro e una rete di coordinamento per le minimacchine

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Il comune di Viterbo “istituzionalizza” il sostegno alle mini macchine di santa Rosa  e lancia l’idea di un coordinamento sotto la supervisione del Sodalizio dei facchini che non sarà però una “sovraordinazione”, come spiega lo stesso presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, intervenuto alla conferenza stampa convocata in proposito dal comune di Viterbo proprio oggi, 21 giugno, ma un modo di contribuire a calare concretamente quel motto ormai famoso “tutti di un sentimento” anche tra le distinte realtà delle mini macchine, nel senso di muoversi verso la costituzione di una rete e, soprattutto, dei loro protagonisti, i bambini, che come facchini iniziano ad apprendere molti valori educativi, tra cui l’importanza di unire e non dividere.\r\n\r\nCosì oggi, nella sala del consiglio, l’assessore ai Grandi eventi, Giacomo Barelli, e la consigliera comunale Maria Ria de Alexandris, hanno annunciato lo stanziamento in bilancio di un contributo di 10 mila euro da dividere in parti uguali tra la macchina del centro storico, dove il trasporto compie quest’anno cinquant’anni, quella del Pilastro e quella di Santa Barbara.\r\n\r\n“Anche le macchine di quartiere”, ha detto Barelli, “sono un patrimonio cittadino, che abbiamo voluto sostenere con un contributo in bilancio di dieci mila euro. Non è una grande cifra, ma è già qualcosa. Il riconoscimento Unesco riguarda il Trasporto della macchina di santa Rosa con tutto ciò che gli ruota intorno, e anche le mini macchine ne fanno parte. Riconosco che realizzare una struttura del genere, anche se di minori dimensioni, e organizzarne il trasporto, non è una cosa facile, ma ci auguriamo con questa cifra di contribuire a diminuire le difficoltà. Credo in proposito che anche l’idea di creare un coordinamento sotto la supervisione del Sodalizio, potrebbe rivelarsi utile per far muovere in sintonia tutti i vari comitati. Non dimentichiamo, tra le altre cose, che per un bambino diventare facchino è una scuola di vita”, ha concluso Barelli, sottolineando l’importanza dell’aspetto anche educativo del Trasporto per i più piccoli e quindi la necessità di una valida azione di guida. Un concetto ripreso e rimarcato anche dalla consigliera comunale Maria Rita de Alexandris: “i bambini sono il nostro futuro”, ha detto, “e tra i facchini ce ne sono di piccolissimi, addirittura il più giovane mi sembra abbia addirittura tre anni. Vestire questa divisa, che ha fortemente voluto Lorenzo Celestini, per loro rappresenta già una primissima scuola di vita. Molti di loro li vediamo indossarla già nel passeggino, ovviamente solo in modo simbolico, poiché sono veramente piccolissimi, ma questo ci dimostra come questa nostra tradizione sia ‘cucita’ addosso alle nuove generazioni”.\r\n\r\nEntusiasta il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, per il contributo comunale: ““sono veramente felice di questo sostegno che il Comune ha voluto ‘istituzionalizzare’ nel bilancio di previsione triennale a favore della macchine di quartiere. Già qualche tempo fa, come Sodalizio, avevamo avviato un progetto per la creazione di una rete delle macchine cittadine, includendo anche quella di Maria SS. Liberatrice e quella del Gonfalone. Un progetto solo momentaneamente sospeso, ma di certo non abbandonato. Quella di creare un coordinamento con le macchine di quartiere è un’occasione buona per riprenderlo. Potremo anche estendere lo statuto del 1982 alle altre realtà. Il nostro ruolo sarebbe solo quello di coordinare e non “sovra ordinare. Il riconoscimento Unesco è per un bene immateriale, ossi ala nostra tradizione, che anche i comitati dei vari quartieri contribuiscono a tenere viva. Già dal mese di agosto iniziano a fare un grande lavoro per trasmettere a questi ragazzi non solo istruzioni ma anche l’emozione bellissima di indossare questa divisa”.\r\n\r\n“Quello che facciamo è solo in nome della fede che abbiamo”, ha esordito Lucio Laureti in rappresentanza del centro storico, “i sacrifici sono tanti e l’impegno è gravoso”, ha proseguito, “questo contributo è una boccata di ossigeno. Mi auguro che in futuro possiamo crescere tutti quanti insieme con i comitati di Pilastro e Santa Barbara e diventare una grande famiglia”. Quest’anno il centro storico, che festeggia il cinquantesimo anno di Trasporto, presenterà una nuova macchina “Luce di Rosa”. Per l’occasione ci sarà anche la presentazione del libro di Giancarlo Bruti.\r\n\r\nTira un sospiro di sollievo alla notizia dei fondi comunali anche Pino Loddo, vice presidente del comitato del Pilastro e capo facchino, “quando mi hanno detto che il comune ci avrebbe elargito un contributo ho messo le ali dalla felicità”, ha detto, “volevo fare il facchino”, ha continuato, “ma per motivi di salute non ho potuto, così mi sono detto che mi sarei dedicato comunque alla nostra Santa, cosa che faccio da ben 45 anni”.\r\n\r\n“Il sessantacinque per cento dei facchini della macchina grande”, ha detto Mecarini, “provengono dalle macchine di quartiere, gli anziani ormai non ci sono quasi più. Quando arrivano da noi i nuovi sanno già cosa vuol dire essere facchino, non dobbiamo insegnarli niente”.\r\n\r\nPresente in conferenza stampa anche il medico del comitato Pilastro Linda Natalini e il presidente onorario Luigi Buzzi che ha commentato: “il mio è un ruolo poco operativo e molto di immagine, ma lo vivo con molta responsabilità. In qualità di consigliere comunale in questa sala mi sono trovato spesso in contrapposizione con l’assessore Barelli, ma oggi plaudo l’amministrazione per questa decisione di sostenere con un contributo le macchine di quartiere. Auspico, anzi, di arrivare ad arrotondare questa cifra di 3333,3 euro ciascuno a 3500. Per comprendere quanto questi bambini avvertano la responsabilità e l’orgoglio di essere facchini”, ha aggiunto Buzzi, “leggo un post che uno di loro ha scritto su Facebook ad Angelo Loddo: ‘ti ho conosciuto diciassette anni fa e mi hai insegnato a marciare con il piedino come quelli grandi’”.\r\n\r\nI bambini sono al centro delle macchine di quartiere, non ne sono solo il motore, ma anche i protagonisti di questo mondo, creato pensando a loro, che fanno sì che esso esista nel nome e nell’insegnamento di Rosa.\r\n\r\n“Abbiamo fatto i salti mortali per realizzare la macchina di Santa Barbara”, ha detto Diego Terzoli, presidente e capogruppo del comitato Santa Barbara, “ma siamo felici di esserci riusciti, perché ci permette di portare via i bambini dalla strada, tenerli il più possibile vicini a noi. Io sono anche facchino. Prima Santa Rosa impegnava 364 giorni all’anno della mia vita, ora, con la macchina di Santa Barbara, sono diventati 366. Io vivo per lei. E lo insegno anche ai miei ragazzi, perché santa Rosa è sinonimo anche di serenità”.\r\n\r\nTra le varie idee per creare una collaborazione tra i tre comitati delle macchine di quartiere, anche quella di una convention che riunisca tutti i bambini facchino.\r\n\r\n“Noi non siamo facchini della macchina, ma di santa Rosa”, ha concluso Mecarini, “per noi conta solo lo spirito e la fede, quello che sta in mezzo non ci riguarda”, sostiene riguardo all’eventuale spirito competitivo che potrebbe nascere tra le diverse mini macchine.\r\n\r\nMecarini ha, infine, rinnovato l’invito alla cittadinanza a partecipare alla colletta alimentare che si terrà il 23, 24 25 giugno alle prove di portata, fuori la chiesa della Pace, e che sarà devoluta alla Caritas Sacra Famiglia.\r\n\r\n \r\n

Tiziana Mancinelli

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(Foto conferenza stampa)

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.