Home Attualità Consiglio comunale, battesimo di fuoco per il centrodestra alle prese con il “caso” Muroni.
Consiglio comunale, battesimo di fuoco per il centrodestra alle prese con il “caso” Muroni.

Consiglio comunale, battesimo di fuoco per il centrodestra alle prese con il “caso” Muroni.

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Viterbo – Battesimo di fuoco per il sindaco Giovanni Arena (FI)  e la sua maggioranza che ha dato ufficialmente il via oggi alla sua legislatura con il primo consiglio comunale a Palazzo dei Priori. Una maggioranza che si è presentata sui banchi con molti voti nuovi e le cosiddette, dai malpancisti della politica, “solite facce” che però hanno garantito già dalla prima seduta quel contributo di esperienza che in qualche momento ha permesso di tenere la barra dritta. E così Gianmaria Santucci (Fondazione) è intervenuto a un certo punto a mettere un argine a un’opposizione subito “scatenata” che ha messo in difficoltà più di una volta Isabella Lotti (FI), consigliera anziana, cioè la più votata dopo l’uscita dal consiglio di Elpidio Micci per fare l’assessore, alla quale è toccato presiedere per la prima volta in vita sua, prima dell’elezione di Stefano Evangelista (Lega) a presidente del consiglio, un’assise non certo facile considerato anche il muro da subito alzato dall’opposizione sulla convalida degli eletti, in particolare quella di Paolo Muroni, sul quale pende ancora la vicenda del Cev e, dunque, la presunta causa di incompatibilità con la carica di consigliere comunale. Su questo “nodo” in particolare l’opposizione si è fatta immediatamente sentire “monopolizzando” per qualche ora il consiglio tra palli e rimpalli con il segretario generale. Ha esordito Luisa Ciambella (Pd) chiedendo di votare su ogni singolo consigliere comunale la convalida, mettendo subito così la maggioranza di fronte al “caso” Muroni: “Chiediamo al segretario generale – ha detto Ciambella – se ritiene che rispetto alla condizione di tutti i consiglieri e assessori sia stata fatta un’attenta valutazione per scongiurare eventuali incompatibilità o condizioni di non eleggibilità per sedere in questi scranni”. Frontini da parte sua ha sottolineato che: “Non può esse consigliere comunale colui che per fatti compiuti quando era amministratore in base a una sentenza passata in giudicato sia stato dichiarato responsabile verso azienda ente o istituzione e non abbia ancora estino il suo debito”. Una casistica che, secondo l’opposizione, calzerebbe a pennello a Paolo Muroni che per la vicenda Cev ha un debito di circa 100 mila euro verso il Comune, seppur con una copertura assicurativa. Frontini ha insistito per un approfondimento: “È irrituale oggi votare. Un voto dice sì o no. Potrebbero esserci conseguenze amministrative”. Tanto più che anche la “delibera sul Cev” che ha messo nei guai Muroni e altri amministratori aveva “tutti i pareri positivi dei tecnici” ha ricordato Frontini. Ed è un’altra figura di “esperienza” del consiglio comunale, l’ex sindaco Giulio Marini (FI), a spuntare una lancia dell’opposizione contro la questione Cev, rivendicando l’operato intrapreso: “Nel 2008 chiesi un parere alla Corte dei Conti per la fase liquidatoria del Cev e anche in quel caso mi chiesero di far fallire la società, in quanto soluzione più rapida e idonea per togliere il problema dal comune di Viterbo. Significava perdere 100 posti di lavoro e non permettere ad alcuni creditori di rifarsi delle loro somme. Così ho scelto di metterlo in liquidazione e non far fallire la società evitando una perdita per la città”. Ricci, Frontini, Ciambella insistono per sollevare la presunta causa di incompatibilità prima della convalida del voto, paventando scenari non troppo rassicuranti in caso contrario.  Un monito che inizialmente fa presa sulla maggioranza, formata in gran parte da nuovi arrivati, messi subito di fronte a una questione piuttosto spinosa. A nulla sono valse le rassicurazioni del segretario genarale che ha portato in aula la sua tesi appellandosi a un altro articolo della giungla delle norme che disciplinano la pubblica amministrazione: “Finché non si vota la convalida degli eletti – ha precisato –  non si può aprire nessun procedimento finalizzato a verificare l’esistenza o meno di cause di incompatibilità”. In altre parole, “prima il voto”, poi “entro 10 giorni l’esito della procedura che potrebbe concludersi con la decadenza o meno del consigliere presunto incompatibile”. Ma qualcuno da quelle che gli devono essere sembrate le  “Forche Caudine” di un voto favorevole alla convalida dell’elezione di Paolo Muroni non se l’è sentita di passarci, così al rientro in aula dopo una sospensione, la maggioranza di Giovanni Arena va per la prima volta, subito al primo consiglio, sotto la soglia del numero legale. Restano fuori dai banchi: Ombretta Perlorca (Lega) Vittorio Galati (FdI), Fabrizio Purchiaroni (FI) e Paola Bigiotti (FI).  Sommati agli assenti Gianluca Grancini (FdI) e a Sergio Insogna (Fondazione) finiscono per mandare in apnea la coalizione. Per l’opposizione è come andare a “nozze”. Segue un’altra pausa. Qualcuno della maggioranza si ravvede. Rientrano tutti meno Fabrizio Purchiaroni. La minoranza resta fuori: banchi dell’opposizione vuoti meno due, spicca l’insolita presenza di Filippo Rossi (Viva Viterbo) e di Massimo Erbetti (M5S) che non sposano la linea degli altri gruppi di minoranza di lasciare l’aula e restano al loro posto. Il primo si astiene sulla convalida di Muroni, l’altro vota contrario. La maggioranza riprova il “test” su Paolo Muroni e stavolta c’è. Vota no solo Ombretta Perlorca (Lega). Muroni è a tutti gli effetti consigliere comunale con i voti della coalizione di centrodestra che se da un lato gli spalancano le porte di Palazzo dei Priori, dall’altro danno ufficialmente il via al procedimento finalizzato a verificare l’eventuale sussistenza di incompatibilità ed eventualmente la decadenza. Ludovica Salcini, capogruppo della Lega, lo specifica, subordinando il voto positivo dei leghisti a successivi approfondimenti. Qualcuno dalle parti dell’opposizione mette in dubbio la possibilità si esprimere un voto favorevole con riserva. Ma si prosegue. Il consiglio passa all’elezione di Stefano Evangelista (Lega) a presidente del consiglio e Vittorio galati (Vice). Si apre così ufficialmente la consiliatura del centrodestra a Palazzo dei Priori targata Giovanni Arena.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.