Home Attualità Indagine amministrativa sul daspo urbano, parla la dirigente: “Il 5 settembre ero in servizio. Hanno firmato al posto mio”
Indagine amministrativa sul daspo urbano, parla la dirigente: “Il 5 settembre ero in servizio. Hanno firmato al posto mio”

Indagine amministrativa sul daspo urbano, parla la dirigente: “Il 5 settembre ero in servizio. Hanno firmato al posto mio”

0
0

Viterbo – Daspo urbano del 4 settembre, la firma in calce alla comunicazione inviata alla Questura il 5 settembre non è del comandante Mara Ciambella. Il fatto emerge nella commissione convocata per discutere dell’applicazione della misura. “Come mai c’è scritto Mara Ciambella su questo modulo, ma la firma è di un’altra persona?” chiede Lina delle Monache. “Non c’era in servizio era in ferie”, è la risposta del vice comandante Fanelli. Ma a sorpresa la dirigente che ha concesso un’intervista a Quinta Epoca tira fuori il cartellino delle timbrature: “5 settembre – entrata 8,40 uscita 18.11”. La dirigente era in servizio e dichiara di non essere mai stata messa a conoscenza della pratica sul primo daspo urbano applicato a Viterbo. Sempre Fanelli dichiara in commissione che: “Non era necessario informare il comandante. Se non c’è in quel momento, firma l’ufficiale più alto in grado. Sono soltanto delle formalità. Non c’è bisogno della firma del comandante. Tante cose facciamo noi, non è che dobbiamo costantemente dire tutto al comandante. Questo provvedimento è una normale attività, una sanzione tra virgolette accessoria equiparabile a una violazione del divieto di sosta. Se il comandante in ufficio non c’è, si barra il suo nome e firma l’ufficiale più alto in grado”. Ma il comandante sostiene che quel giorno era in servizio  e mostra il cartellino.

 

Dott.ssa Mara Ciambella la pratica del daspo doveva esserle sottoposta?

“Il dirigente gli atti li vede tutti. Io non sono stata informata il 5 settembre che è stato applicato il daspo. E il 5 ero in servizio. Loro hanno applicato il daspo il 4 settembre. Prima di trasmettere gli atti dovevo essere informata o no? Il 5 ero regolarmente in servizio. Io sono comandante della Polizia Locale, dell’anagrafe che sta a piazza Fontana Grande, dell’Ambiente e  del ced che stanno a via Garbini e della Polizia locale che sta a via Monte Cervino.  Da quando sono dirigente di questi due settori che hanno varie sedi di lavoro, mi devo spostare da un ufficio all’altro. Ma mi rintracciano sul telefono e arrivo. Io il 5 settembre non stavo dentro al comando, ma ero regolarmente in servizio presso il comune di Viterbo. E nessuno mi ha chiamata.

 

Piergentili poteva firmare la trasmissione degli atti alla Questura?

Ci sarà un’indagine amministrativa che chiarirà se Piergentili poteva firmare. Io posso solo dire che ero regolarmente in servizio. Il modulo di trasmissione riporta scritto in stampatello il mio nome. Ho visto la nota di trasmissione che ha fatto Piergentili alla Questura. Sul mio nome, Mara Ciambella, è stato fatto un tratto e ha firmato Piergentili. Ma questo tu lo fai e il comandante non c’è. Io ho chiesto a Piergentili con una nota protocollata perché non mi ha sottoposto la pratica. Lui ha risposto che era solo una trasmissione degli atti. Ma non è questo il punto. Io non sono stata nemmeno informata che era stato applicato il daspo.  Il Tso che viene applicato, viene firmato dal sindaco e inoltrato con la firma del comandante. Non vedo che Piergentili firma il Tso.

Chi dovrà prununciarsi sulla vicenda?

L’ufficio del personale. Sarà compito suo dire se il responsabile più alto in grado può firmare per conto del comandante quando il comandante è in ufficio. Non è cosa nella quale io voglio entrare. Io ero in servizio e non sono stata informata né che è  stato fatto il daspo né  che il provvedimento è stato inviato alla Questura. Sono stata sorpassata su tutto. Sarà ora l’amministrazione che dovrà dire. Ma non potrà dire che non ero in servizo. C’è il cartellino. Sono stata a lavoro dalle 8,40 alle 18,11 e non era nemmeno giorno di rientro. Alle 16 avevo una riunione convocata dal sindaco con i consiglieri di maggioranza sull’appalto della nettezza urbana.

L’assessore Nunzi ha emanato un avviso per reperire agenti volontari per il turno notturno. Ne sapeva Nulla? 

Fanelli, che è un caposervizio, è venuto da me  con un elenco di persone e mi ha detto che l’assessore Nunzi gli aveva dato questi nomi, dicendo che erano le persone che si erano rese disponibili  a fare il terzo turno da mezzanotte alle sei di mattina. Avrà sentito il personale, ma non li ho sentiti io. Fanelli mi ha detto di preparare il provvedimento. Ma Nunzi non mi ha mai detto una parola. Così ho detto che non potevo dare seguito. Bisogna passare dalle delegazioni trattanti. Sono rimasta basita. Ho avuto difficoltà con i sindacati a fare i turni notturni in occasione di iniziative particolari.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.