Panunzi, Mazzoli e Serra messi fuori dal Pd, la dura reazione di Tolli e Foschi: “Partito che risolve con sentenze è da rifondare”
Viterbo – Il mondo “Pd” continua a venire giù. E se a livello nazionale le cose non vanno troppo bene, all’opposizione del governo Lega- Cinque Stelle che riconsegna l’immagine di un Partito Democratico non più determinante per le sorti del Paese, in cerca di un “dopo Renzi” che possa rimetterlo in pista, a livello locale forse va pure peggio. È di questi giorni la notizia che il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’ex deputato Alessandro Mazzoli sono stati messi alla porta dal Partito Democratico per sei mesi. Stesso destino per il consigliere comunale Francesco Serra e tutti quelli che alle ultime elezioni comunali hanno partecipato con una lista in contrapposizione a quella ufficiale del Partito democratico che proponeva Luisa Ciambella candidata sindaco. Una candidatura che avrebbe spaccato il partito, con la decisione di Serra e gli altri di dare vita a una lista in concorrenza, fallito il tentativo di trovare un nome diverso dall’ex sindaco dell’era Michelini, che potesse ricompattare tutti. Insomma un muro contro muro tra le due anime di fioroniani e panunziani. Prima e dopo le elezioni comunali. Con Ciambella e Minchella sedute all’opposizione in consiglio comunale, Serra e Frittelli dietro, separati da una barriera di incomunicabilità invisibile, ma chiaramente percettibile. E poi c’è Alvaro Ricci. Un po’ di qua e un po’ di là. Forse. Fratture che corrono dentro il Partito Democratico, allargano le distanze, inaspriscono il clima, accelerano quel processo apparentemente irreversibile di liquefazione di una realtà politica che pure per anni ha guidato il Paese, mentre il centrodestra viveva le sue sciagure con il dissolvimento del Partito delle Libertà. Ma in politica la ruota gira. In modo forse anche più puntuale di come potrebbe avvenire nella vita di tutti i giorni. E ora, esaurita la sua parabola di fulgore, è il Pd a lottare con le sabbie mobili. In Italia come a Viterbo. Dove ieri è intervenuta la sentenza della commissione regionale di garanzia che a maggioranza ha deliberato la sospensione dal PD di Panunzi, Mazzoli, Serra ed altri. Nei loro confronti si è registrata oggi la solidarietà di Marco Tolli, membro dell’ assemblea regionale del PD Lazio e coordinatore dell’area politica Campo Democratico e di Foschi vice segretario regionale. “La commissione regionale di garanzia – dice il primo – a maggioranza, ha deliberato la sospensione dal PD del consigliere alla Regione Lazio Enrico Panunzi, dell’ex segretario regionale e deputato Alessandro Mazzoli e di alcuni giovani protagonisti della vita civile e politica di Viterbo, tra cui Andrea Cutigni, capolista di una lista civica di centrosinistra che ha raccolto un grande consenso. Una scelta sbagliata, spinta da un presidente di parte, che non si è minimamente posto il problema di come provare a ricomporre i conflitti che da tempo lacerano il partito cittadino. E’ un’idea malata quella di usare la burocrazia interna per soddisfare le ansie di correnti che, alla prova dei fatti, risultano del tutto inadeguate a tenere unita la nostra comunità politica. Se quello di oggi è un partito arido, respingente e in forte crisi, lo dobbiamo anche alle degenerazioni della vita interna. Ma cosa altro deve accadere per capire che così non si va da nessuna parte?”. “Un partito che risolve problemi politici con sentenza, e sospende degli eletti per mesi durante il periodo congressuale – gli fa eco Foschi – è un partito da rifondare totalmente. Solidarietà alle vittime di una logica sbagliata frutto dell’idea che i problemi politici si risolvano a maggioranza con le sentenze dei garanti”.