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Riemerge la torre pentagonale del Pilastro: nasce il nuovo volto di San Faustino.

Riemerge la torre pentagonale del Pilastro: nasce il nuovo volto di San Faustino.

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Viterbo – Parte la riqualificazione di tre torri della cinta muraria. Baluardo, un tempo, della difesa cittadina, oggi divenute l’emblema di un piano complessivo di recupero della città, iniziato già da anni, ma che ogni amministrazione arricchisce con un proprio contributo. E così all’idea di recuperare volumi e aree verdi da aggiungere a Pratogiardino, concependo la pedonalizzazione di via del Pilastro dove al massimo “potrebbero transitare bus elettrici e taxi”, l’amministrazione Arena con l’assessorato guidato da Laura Allegrini (FdI) lancia una riqualificazione imponente del quartiere San Faustino. Zona, questa, spesso bistrattata, data in pasto alle auto, nonostante il carico di storia che rappresenta, e che nel corso degli anni hanno contribuito a devastare pavimentazioni e fondo stradale.

«San Faustino merita una grande valorizzazione e un grande recupero», ha detto l’assessore Laura Allegrini in conferenza stampa insieme al sindaco, Giovanni Arena, e al dirigente ai Lavori Pubblici Massimo Gai. «Abbiamo visto che dove c’è fruibilità e vita, il degrado scompare», ha proseguito Allegrini richiamando i noti fatti di cronaca che spesso coinvolgono il quartiere San Faustino con risse e disordini di vario genere. «Vogliamo arrivare al 2020 con il completamento della riqualificazione di piazza della Trinità e di via Maria SS. Liberatrice», ha spiegato ricordando che proprio in quell’anno ricorrono i 700 anni dal miracolo che diede l’avvio al culto per la Vergine.

Il recupero della torre del Pilastro, in particolare, ricade in questo progetto di riqualificazione che oltre a piazza della Trinità e via Maria SS. Liberatrice, punta a rimettere in sesto «Il lavatoio del 1930»,  ha spiegato Allegrini «lo ripuliremo – ha rimarcato – in vista di arrivare all’obiettivo finale di recuperare lo scorcio del Pilastro». E in proposito cita le indubbie testimonianze storiche che fanno, anche di questa porzione urbana, un tassello importante della città: «La chiesa di San Faustino, le scuderie Sallupara, la Rocca Albornoz, il Colle di San Francesco».

«Puntiamo molto sul centro storico – ha sottolineato Allegrini – adotteremo  una visione non statica, ma dinamica. Le torri sono in condizioni diverse una dall’altra, ma tutte meritavano un restauro». Le torri interessate dai lavori sono quella pentagonale del Pilastro, quella di viale Raniero Capocci, quella delle Fortezze.

«Quello delle torri è un sistema di straordinario valore. Ce ne erano addirittura 197, molte sono scomparse inglobate dalle costruzioni private – ha ricordato la stessa Allegrini -. Ma quel che resta, abbiamo intenzione di valorizzarlo. La torre aveva un grande significato in epoche antiche. Alcune avevano una funzione militare, altre avevano una valenza sociale. Pensate che se una persona tradiva, veniva tolta una fila di pietre. Se uccideva, ne venivano levate ben cinque».

«Ci sono i presupposti per inaugurare una stagione di grandi riqualificazioni – ha detto il sindaco Giovanni Arena in conferenza stampa – Si tratta di progetti importanti che non consumano superficie, ma rivalutano l’esistente. Abbiamo di recente avuto un incontro con la Fondazione Carivit che ha garantito gli ultimi 300 mila euro per completare le scuderie Sallupara. Necessario anche l’intervento in via Signorelli e in via Maria SS. Liberatrice. Valuteremo insieme all’assessore – ha poi spiegato Arena – circa il materiale da utilizzare. Il sampietrino oramai costa più del parquet di casa. A Roma ho visto che in zone più periferiche hanno deciso di asfaltare. Del resto a San Faustino ci sono pezzi asfaltati e pezzi con sampietrini».

L’intervento per la riqualificazione di via Maria SS. Liberatrice e della piazza della Trinità costerà «800 mila euro».

«In questi anni c’è stato un progetto complessivo sulle torri, partito nel 2010 per circa 9 milioni e mezzo di euro, che ha puntato innanzitutto alla loro messa in sicurezza – ha detto l’architetto Massimo Gai, dirigente del settore Lavori Pubblici -. Le tre torri oggetto del piano di riqualificazione sono collocate strategicamente rispetto ai progetti che questa amministrazione intende realizzare in questi cinque anni, per quanto riguarda il recupero delle aree limitrofe alla cinta muraria. La  torre del Pilastro, inoltre, è fondamentale per un riassetto generale di quel quadrante. Si tratta di un sistema che collega la Rocca Albornoz, Prato Giardino, il polo museale di prossima apertura  nelle Scuderie Sallupara. C’è, inoltre, l’ipotetica possibilità di collegamento con la caserma Giglioli e l’utilizzo dei volumi del Genio militare su via del Pilastro. Questo creerebbe un unicum che permetterà di andare da Palazzo Grandori fino a via Signorelli, il recupero delle aree verdi della chiesa di San Faustino e la sistemazione del lavatoio che è stata avviata con quella della torre di via del Pilastro. Si avrà, così, anche l’allargamento di via Signorelli e l’ipotesi di riapertura di Pratogiardino verso via del Pilastro dietro la cabina dell’Enel», ha spiegato Gai. Nel progetto di riqualificazione della cinta muraria, quindi, anche l’estensione di Prato Giardino con il collegamento alle aree verdi della Rocca con la quale si lega attraverso percorsi sotterranei. «Le altre due torri sottoposte a riqualificazione sono quella di viale Raniero Capocci – ha proseguito Gai – e quella delle Fortezze, quella delle tre che versa in uno stato di maggior degrado. È, peraltro, quella più difficile da raggiungere e monitorare poiché inglobata in una proprietà privata. Il suo recupero completerà un piano iniziato nel 1995 con la riapertura di Porta Valia», ha concluso Gai.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.