Decreto Sicurezza, Viterbo: stop iscrizioni all’anagrafe e residenze per i richiedenti asilo.
Viterbo – Il comune di Viterbo ha iniziato ad applicare il decreto Immigrazione e Sicurezza: niente più iscrizioni al registro anagrafe dei richiedenti asilo, che non potranno più avere la residenza. L’annuncio lo fa direttamente l’assessore competente Claudia Nunzi in un contesto più che adeguato: l’incontro organizzato dalla Lega per dimostrare il proprio sostegno al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, soprattutto contro quel “drappello” di sindaci che hanno dichiarato di non voler applicare il decreto Sicurezza. Più una boutade politica che una possibilità concreta. Il sindaco, infatti, non ha il potere di disapplicare una legge dello Stato, né, tantomeno, di ordinare agli uffici di farlo, continuando, in questo caso, a iscrivere richiedenti asilo all’anagrafe, contravvenendo al decreto Sicurezza, la cui presunta “incostituzionalità”, sollevata dai cosiddetti sindaci “ribelli”, è tutta da dimostrare. Pe ora la legge c’è, ed è valida, e somiglia più alla fantascienza che alla vita reale l’ipotesi che un impiegato amministrativo si prenda la responsabilità di violarla, al di là di quello che gli dice il sindaco. Non è questo il caso del comune di Viterbo, dove la Lega è attualmente il primo partito. «Siamo al lavoro – dice l’assessore Nunzi – per recepire quanti più punti possibili del decreto Salvini nel nuovo regolamento comunale. Il daspo sarà il fulcro centrale, amplieremo le zone in cui sarà possibile applicarlo, non solo all’interno del centro storico, ma anche fuori. Con il nuovo regolamento potremo dare una risposta a questioni su cui la gente manifesta un certo malessere: accattonaggio molesto e parcheggiatori abusivi», dice Nunzi. Ma la novità più evidente dell’applicazione del decreto Salvini è il cambio di marcia dell’anagrafe. «Stamattina con il nuovo comandante della Polizia Locale – spiega l’assessore – abbiamo bloccato la concessione di residenze ai richiedenti asilo. Sosteniamo il decreto Sicurezza in modo pieno, contro quei sindaci di sinistra che vorrebbero fare il contrario. Per fortuna sono rimasti in pochi. Noi, con il comune di Viterbo, vogliamo dare un’applicazione piena al decreto Salvini e magari diventare anche un esempio per altri Comuni italiani».
Dopo Nunzi parla anche il vice sindaco Enrico Maria Contardo: «È allucinante quanto sta avvenendo. E non mi riferisco solo a quei sindaci di sinistra che sono passati dai girotondi all’anarchia, quanto al comportamento del presidente del consiglio, Conte, che si schiera apertamente contro la politica di Matteo Salvini, affermando di voler andare in aereo a prendere i migranti. È il segnale della paura che inizia a serpeggiare tra gli alleati di governo per una Lega che cresce sempre di più. A maggio avremo il doppio appuntamento con le elezioni europee e quelle amministrative nei Comuni della Tuscia, dove andremo da soli, perché avere nostri amministratori ci farà giocare una partita diversa alle prossime provinciali se resterà l’elezione di secondo livello».
Finisce Contardo e prende la parola il consigliere comunale Andrea Micci: «In consiglio comunale siamo un gruppo forte, non solo in termini numerici, ma anche perché ci sono persone competenti, serie e capaci. Ma quello che ci caratterizza è che siamo uniti e compatti. Questo è importante per superare i momenti difficili e raggiungere gli obiettivi. Siamo vicini al nostro ministro dell’Interno. Stanno arrivando attacchi da tutte le parti, perché quando uno è forte, ha la voce del popolo, automaticamente viene attaccato. Quello che hanno fatto i sindaci ribelli è una cosa vergognosa, illegale. Un primo cittadino che dice di non voler rispettare la legge è inconcepibile, dovrebbero essere commissariati», dice strappando un lungo e rumoroso applauso alla platea. «Sfogliando la rassegna stampa dal primo dicembre fino ad oggi – prosegue Micci – abbiamo visto con gli altri colleghi che su circa 12 fatti di cronaca, 10 riguardavano immigrati e stranieri. Un dato che fa riflettere. Questo decreto Sicurezza risolverà molte problematiche e darà più poteri ai sindaci. Come si fa a non volerlo». Interviene pure Antonio Scardozzi che dietro alla sollevazione di un gruppetto di sindaci di centrosinistra vede trame di “Palazzo”. Poi c’è Elisa Cepparotti che afferma: «Per Salvini parlano i fatti». Anche lei menziona l’armonia che regna all’interno del gruppo consiliare della Lega. Porta i suoi saluti anche la consigliera comunale Ombretta Perlorca, il capogruppo Ludovica Salcini, il presidente del consiglio Stefano Evangelista, l’assessore all’Urbanistica, Claudio Ubertini, il consigliere comunale Valter Merli. «Tutte queste persone presenti qui stasera ci danno un forte sostegno per l’azione che stiamo portando avanti al comune per cambiare il volto di questa città – dice Ubertini -. Giornalmente vediamo un’azione mediatica contro Salvini, tesa a rilevare solo aspetti negativi dell’azione di governo». Carla di Seri, coordinatrice di Sutri, esprime contrarietà alle posizioni espresse dal papa. Loretta Zanobbi sostiene la legittima difesa. Il coordinatore di Bolsena chiede di scendere in piazza. «Da domani dobbiamo diventare i soldatini di Salvini – dice – e iniziare a cercare voti per le europee, nel nostro giro di amicizie, familiari, colleghi, un po’ come facevano le parrocchie dell’azione cattolica e il PcI». Le testimonianze vanno avanti fino alle 20. Una voce unica a sostegno di Matteo Salvini da una sala gremita fino all’ultimo posto a sedere.




