Carcere di Viterbo, Di Stefano (Uspp): «Una bomba ad orologeria». USPP e CGIL in piazza. Incontro con il Prefetto.
Viterbo – Il carcere di Viterbo? «Una bomba ad orologeria». Non ci sono altre parole per descrivere in modo più realistico la situazione dell‘istituto penitenziario di Viterbo. Lo dice Umberto di Stefano, segretario regionale dell’USPP, oggi in piazza insieme alla CGIL per manifestare e accendere un faro sulle problematiche di Mammagialla. Per l’USPP anche Danilo Primi, responsabile provinciale. Le richieste sono chiare: “Più sicurezza – dice Di Stefano – l’istituto penitenziario di Viterbo è una realtà complessa, che determina la necessità di implementare mezzi e uomini, al di là di quello che sostengono i vari decreti, secondo i quali il personale di Viterbo sarebbe in esubero. Non è così. Tant’è che la nostra segreteria nazionale quegli organici li ha impugnati al Tar. Oggi siamo qui per manifestare e per chiedere più personale e più mezzi perché all’interno dell’istituto di Viterbo esiste un’utenza – dice riguardo ai detenuti Di Stefano, mentre presidia con altri manifestanti il gazebo a piazza del Plebiscito – che per motivi a noi sconosciuti sta creando delle problematiche. Abbiamo assistito in passato a delle aggressioni, a dei comportamenti sicuramente poco in linea con quelle che sono le regole penitenziarie, e, a questo punto, ci è sembrato giusto informare il signor Prefetto della situazione che si vive all’interno dell’istituto penitenziario». Uspp e Cgil nel corso della mattina sono stati ricevuti da Giovanni Bruno: «Dobbiamo ringraziare il Prefetto – dice Di Stefano – perché, colpito dalle nostre parole, ci ha assicurato in tempi brevi l’indizione di un tavolo tecnico, a cui parteciperemo noi dell’Uspp e la Cgil che con noi ha manifestato oggi, le autorità dell ‘amministrazione penitenziaria locale, quindi direttore e comandante. Abbiamo acconsentito che a questo incontro partecipino anche le altre sigle sindacali che hanno scelto altre strade di rivendicazione rispetto alla nostra, perché riteniamo che la situazione di Viterbo sia talmente tanto delicata che occorre l’aiuto di tutti per essere migliorata». La situazione che si vive all’interno del carcere viterbese è particolare. «Dobbiamo partire dal presupposto generale che ogni istituto ha la sua problematica e la sua peculiarità – spiega Di Stefano -. A Viterbo, in particolare, registriamo la compresenza di detenuti appartenenti a diversi circuiti penitenziari, quindi con diverse problematiche. Ciò che ci preoccupa particolarmente è la presenza di un numero consistente di detenuti con problemi psichiatrici che non possono essere ospitati all’interno delle rems, o meglio, che aspettano che si liberino dei posti alle rems. C’è poi la presenza di detenuti che sono stati trasferiti da istituti romani per motivi di ordine e sicurezza. Tutto ciò crea un effetto bomba ad orologeria, che coinvolge il personale di Viterbo che quotidianamente lavora nei reparti detentivi, senza possibilità di applicare regole certe. E questo crea ancora più difficoltà», conclude Di Stefano. In piazza oggi anche il senatore della Lega Umberto Fusco, il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Rotelli, il sindaco Giovanni Arena, l’assessore ai Lavori Pubblici, Laura Allegrini, il consigliere provinciale, Gianluca Grancini, il consigliere comunale, Paolo Bianchini
Tiziana Mancinelli
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