Home Cultura Giulio Marini: “…quella mail tra Barelli e la ditta proponente il video mapping”

Giulio Marini: “…quella mail tra Barelli e la ditta proponente il video mapping”

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Il 27 luglio alle 18,42 arriva una mail e il 29 dello stesso mese la giunta del Comune di Viterbo delibera la richiesta di finanziamento alla Regione Lazio per realizzare il video mapping. Successivamente viene affidata la realizzazione del progetto alla ditta che ha inviato la mail il 27 luglio”. E’ l’inizio dell’interrogazione che il consigliere di opposizione, Giulio Marini (FI), nel consiglio di ieri, 8 luglio 2016, rivolge all’assessore Turismo e Spettacolo, Giacomo Barelli, circa il video mapping che in questi giorni sta animando il Duomo di Viterbo in piazza San Lorenzo per raccontare il Giubileo e la macchina di santa Rosa.\r\n\r\n“Buongiorno Giacomo, in allegato trova i 2 preventivi per il periodo di 10 giorni…”,  Giulio Marini legge in consiglio comunale il testo della mail inviata direttamente all’assessore Barelli dall’artista che poi realizzerà l’opera in questione.\r\n\r\n“Il punto è – spiega Marini – che la Bassanini traccia una linea fondamentale di separazione tra chi dà gli indirizzi, ossia la sfera politica, e chi li esegue, cioè la sfera dirigenziale, mettendo in atto le relative procedure”. Una linea di fuoco, secondo la quale, fa notare Marini, ” chi si rapporta con  i professionisti interessati è il dirigente e non l’assessore”. Fase che secondo Marini in questo caso sarebbe, invece, scivolata,  dal dirigente all’assessore, che, a suo dire, avrebbe usato anche “un tono particolarmente confidenziale”, con la ditta proponente il video mapping.\r\n\r\n“Non dico che ci sia qualcosa che non va nella correttezza della procedura, per carità – puntualizza Marini – ma mi creda, eviti questa confidenza, perché lascia adombrare cose non vere. La legge non gli permette di avere questo atteggiamento confidenziale con qualcuno. Queste procedure devono essere realizzate dal dirigente dell’amministrazione.  Tutto ormai è tracciato. Il mio è solo un consiglio, può prenderlo oppure no: eviti questi atteggiamenti confidenziali. Io ebbi un indagine della finanza su un servizio di illuminazione del teatro comunale. E non c’era stata questa ‘confidenzialità’.  C’era stato solo un libero cittadino che aveva voluto manifestare la sua contrarietà alla magistratura che aveva correttamente aperto un’indagine. In queste cose non bisogna essere superficiali, perché come afferma  anche il mio collega Santucci, quella ‘confidenza’ potrebbe essere sufficiente a profilare un’ipotetica turbativa d’asta”.\r\n\r\nDal canto suo l’assessore Barelli ripercorre l’iter procedurale seguito: “Noi come assessori diamo l’indirizzo e la delibera che ha citato dà l’indirizzo. È evidente che parliamo con un sacco di persone che presentano preventivi, che sono stati poi protocollati regolarmente, questo, però, non può dare la stura per dire che ci sia qualcosa che non funziona, perché così non è.\r\n\r\nL’affidamento che abbiamo fatto, sotto soglia, con il vecchio codice degli appalti poteva essere fatto con una semplice motivazione da parte del dirigente. Poiché è una manifestazione artistica, ci interessa quell’artista, lo affidiamo a lui. Noi, invece, abbiamo fatto di più per essere in linea con il nuovo codice e le direttive Anac che ci chiedono di motivare la scelta e prendere almeno due preventivi. Cosa che abbiamo fatto. Per quanto riguarda la velocità nell’adozione della delibera, avevamo tempi molto ristretti. Ma non c’è niente di poco trasparente, di scuro”.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.