Home Nazionale Di Maio (M5S): “Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi”. Zingaretti (Pd): “Scappano dalla manovra. Non la faremo noi per loro”.
Di Maio (M5S): “Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi”. Zingaretti (Pd): “Scappano dalla manovra. Non la faremo noi per loro”.

Di Maio (M5S): “Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi”. Zingaretti (Pd): “Scappano dalla manovra. Non la faremo noi per loro”.

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Roma – Una storia che si ripete: dopo 100 anni. Tanto era che l’Italia non andava al voto in autunno. E quest’anno, a un secolo di distanza, pare proprio che si verificherà di nuovo. La crisi aperta in questi giorni dalla Lega, sta accelerando verso una fine anticipata del governo giallo-verde, nonostante ci sia un ampio “partito” trasversale del “no al voto.” A questo apparterrebbe, oltre al Movimento Cinque Stelle,  il blocco di deputati e senatori dem facenti capo a Matteo Renzi, contrario all’orientamento dettato dal segretario nazionale, Nicola Zingaretti, che, invece ribadisce la linea del ritorno alle urne. “Escludo – dice Zingaretti – l’ipotesi di fare un governo per approvare una manovra da cui “questo governo” sta scappando, per poi tornare al voto“. Da parte sua, Luigi Di Maio (M5S) smentisce accordi con il Pd di Renzi per un governo tecnico:Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi – dice in una diretta Facebook –  Tante persone mi scrivono, ma qui nessuno vuole farlo. Si parla di  aperture, chiusure, mezze aperture e mezze chiusure. Il Movimento Cinque Stelle vuole una cosa: che si apra al taglio dei 345 parlamentari. Siamo pronti, inoltreremo la richiesta alla presidenza della camera e ci aspettiamo che si possa votare su questo provvedimento.  Non ci sono giochi di palazzo da fare. Sento di nuovi gruppi che potrebbero nascere in parlamento. Ma questi nascono con le elezioni. Devono stare sulla scheda elettorale. Il nostro cronoprogramma è chiaro:  tagliare 345 parlamentari. Sosterremo  il presidente Conte in aula quando spiegherà quello che ha fatto con questo governo, e  quello che ancora poteva fare. Per me bisogna andare al voto. Ma è il presidente della Repubblica che decide come e quando.  Piena fiducia nel presidente Mattarella. Sono le sue prerogative”, dice Di Maio. Ma approvare il taglio dei parlamentari farebbe slittare la data del voto a primavera del 2020. Prospettiva invisa alla Lega che oramai ha rotto l’asse giallo verde. A traghettare il parlamento verso nuove elezioni, nel caso si approvasse il taglio dei parlamentari, sarebbe quindi un governo tecnico. Ipotesi quest’ultima rifiutata anche da Fratelli d’Italia e Forza  Italia che in queste ore starebbero ritrovando l’unità con la Lega per presentarsi compatti alle prossime forse imminenti, elezioni. Di Maio da parte sua non risparmia strali agli ex alleati: “Gli italiani faranno pagare alla Lega la pugnalata che ha dato alle spalle del Paese. La Lega ha fatto non un’azione qualsiasi, ma ha aperto una crisi di governo nel bel mezzo di agosto, trascinando l’Italia ad elezioni in autunno. Non succedeva dal 1919. Erano 100 anni che non si andava a votare in Italia in autunno.  Queste cose si pagano. Molta gente mi ferma e dice che dobbiamo andare avanti, che è stata fatta una scorrettezza al paese.  Voglio vedere la Lega votare contro un governo che ha fatto quota 100 e che aveva oltre il 50% di gradimento degli italiani. Ma, quel che è più incredibile, la Lega ha presentato una mozione di sfiducia in parlamento al governo che ha dentro i suoi stessi ministri. Ci sono senatori della Lega, che fanno anche i ministri, che dovranno votare contro se stessi.  Per questo credo sia giusto far dimettere i ministri della Lega che sono in questo governo. Questa crisi rischia, inoltre, di far aumentare le tasse”.  Detto questo Di Maio rimarca: “La crisi di questi giorni ha dell’incredibile, la Lega ha deciso di non essere più leale non nei confronti del Movimento Cinque Stelle,  ma verso il contratto di governo e i problemi degli italiani. La spina non è stata staccata solo per il consenso.  Stavamo arrivando al taglio delle concessioni ai Benetton sulle autostrade, alla riforma della prescrizione in vigore da gennaio 2020, della giustizia, stavamo arrivando al taglio di 345 parlamentari. E proprio ora la Lega ha deciso di staccare la spina, di mettere a rischio gli interessi di imprese e famiglie. Se tutto va bene, il nuovo governo ci sarà a inizio dicembre e non avrà il tempo di evitare l’aumento dell’Iva, di fare la legge di bilancio per confermare quote 100,  confermare la tassazione al 15% sulle partite Iva in regime agevolato, il  reddito e la pensione di cittadinanza, gli  investimenti. Andremo ad esercizio provvisorio, ossia potremo spendere solo i soldi per l’ordinaria amministrazione”.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.