Santa Barbara, “Miracolo di Fede”: spettacolo e devozione. La reliquia di Santa Rosa sulla macchina.
Viterbo – È il giorno del cuore e del coraggio. È il giorno di Santa Rosa: Miracolo di Fede è spettacolo, è bellezza, è amore. A Santa Barbara il sesto Trasporto è quello delle emozioni. Le lacrime dei facchini che portano la macchina per l’ultima volta scendono copiose al ritiro, e anche all partenza. I più piccolini si stringono ai più grandi per confortarli di quelle lacrime versate alla conclusione di questa straordinaria esperienza: camminare con Rosa, muovere i primi passi della propria esistenza sotto la macchina è una lezione di vita che non si dimentica. E che spesso ti porta a indossare di nuovo quella divisa sotto la macchina che parte ogni anno a San Sisto. È il sogno di tutti. Perché tutti, a modo loro, hanno imparato la lezione di Rosa. La custodiscono nel cuore. Per sempre. Don Claudio, uno dei pilastri del Trasporto di Santa Barbara insieme al capo facchino Diego Terzoli, durante il ritiro ricorda la vita di Rosa. E i facchini, i bambini e quelli già ragazzini, ascoltano attentamente. Ognuno ne farà tesoro a modo suo. C’è chi ne ammira il coraggio. Chi la generosità. C’è chi dice che Rosa è la loro madre. Chi la vede come la custode della città. E ieri sera, per tutti, loro per suggellare questo legame c’è stata una vera sorpresa. Per la prima volta nella storia, una reliquia autentica di Santa Rosa è stata collocata sulla macchina. È toccato alla macchina di Luca di Prospero, Miracolo di Fede, segnare questo primato. E così, una parte di Rosa ha realmente camminato sulle spalle dei giovani facchini nelle vie di un quartiere che poco a poco si affaccia su questa tradizione nata sei anni fa. Con grande sforzo e attenzione di don Claudio e Diego Terzoli è cresciuta tantissimo in questi anni. E Rosa, la sua storia, il suo rituale, anche qui sarà il miglior cemento di una comunità che si riconosce, sempre più numerosa, nella sua lezione spirituale e di umanità.