Home Attualità Fioroni: “Panunziani ossessionati dal gestire il Pd? Facciano. Ma con mezzo Pd non vanno da nessuna parte”.
Fioroni: “Panunziani ossessionati dal gestire il Pd? Facciano. Ma con mezzo Pd non  vanno da nessuna parte”.

Fioroni: “Panunziani ossessionati dal gestire il Pd? Facciano. Ma con mezzo Pd non vanno da nessuna parte”.

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Viterbo – Giuseppe Fioroni e Luisa Ciambella lanciano “Iniziativa democratica”. “Un manifesto”, dicono, “che ci rappresenta nei contenuti” e che li separa da “organigrammi e tessere, questioni che non ci appartengono“, dice Luisa Ciambella in conferenza stampa stamattina in un noto locale del centro storico insieme all’area moderata e popolare del Pd.

All’incontro anche  Giuseppe Fioroni:C’è un dato di fatto – dice – siamo nel Partito Democratico, abbiamo rinnovato la nostra iscrizione, ma non parteciperemo al congresso provinciale”. Un modo per non dare nuovamente in pasto all’opinione pubblica: “L’immagine del partito delle liti”, ma anche per “poter dire con estrema franchezza quello che pensiamo“, spiega Fioroni. Lo fanno con “Iniziativa democratica”, “un manifesto con cui prendiamo le distanze dall’attuale linea di gestione del partito”. Ovviamente quella locale. “Sul piano nazionale si sia riscrivendo una piattaforma programmatica con il segretario Nicola Zingaretti“, tesa a dare spazio proprio a quella componente moderata e popolare che ora rischia di salpare verso Italia Viva di Renzi. La tentazione è forte. Ma i tempi, forse, non sono ancora maturi. Nemmeno per l’area Fioroni: “Sono uno dei quattro soci fondatori del Pd,  rimasto della Margherita, ne avverto la responsabilità – dice -. Da 12 anni mi danno sulla porta con la valigia in mano, e intanto se n’è andato un quarto della sinistra e buona parte della Margherita. La scelta di iscriversi nuovamente al Pd e non partecipare al congresso provinciale è un gesto d’amore verso il partito che facciamo”.

Nonostante ci troviamo alla porta e ci stanno spingendo oltre, con la nostra ‘Iniziativa Democratica’ vogliamo provare a riportare il Pd nell’alveo dei propri valori e delle proprie regole“, dice ancora Ciambella.

Durissima la critica nei confronti della gestione del partito targata Panunzi. “Abbiamo assistito in questi mesi a polemiche feroci ad esempio sulle assunzioni in Talete o nella sanità. Polemiche che ci hanno esposto pubblicamente, come partito, ad attacchi da parte di vaste aree dell’opinione pubblica – dice Ciambella leggendo il documento di “Iniziativa Democratica”, per poi commentare. “ Molti amici lo sanno, oggi dire di essere del Pd è diventato un marchio di infamia. Non è colpa del partito,  ma di come lo rappresentiamo”.

Il manifesto “Iniziativa Democratica” è un attacco pesante all’attuale direzione panunziana locale del Pd.

Inizia così: “L’area popolare, moderata e riformista del Partito Democratico non parteciperà al Congresso provinciale. Si è trattato di una decisione sofferta, ma alla luce della completa divergenza con l’attuale linea politica locale, non si poteva compiere una scelta diversa. Da parte nostra abbiamo però convintamente rinnovato le iscrizioni al Partito Democratico. Nonostante i nostri tentativi per fare del Pd un partito in grado di rappresentare una valida alternativa alla destra populista e sovranità, abbiamo assistito in questi mesi a scelte incomprensibili spesso d’intesa con la destra – dice Ciambella leggendo il documento -. Eppure, la rappresentanza locale del partito è andata avanti lo stesso, negando ogni possibilità di confronto e dibattito interno. I risultati sono sotto gli occhi  di tutti: il centrodestra, dopo aver vinto i Comuni, ha subito rinnegato quegli accordi, condannando il Pd di fatto all’isolamento. Tutto ciò ha determinato un drammatico epilogo alle elezioni comunali, dove il Pd è uscito sconfitto su tutti i fronti, e la stessa sorte ci attenderà alle elezioni provinciali. Molto prima del rinnovo del Consiglio provinciale, l’attuale dirigenza istituzionale del Pd ha cercato di costruire un accordo che avrebbe dovuto portare, seguendo la stessa dinamica messa in atto in Talete, alla nomina di assessori di destra, un accordo contro – natura. Dicemmo che era sbagliato perché saremmo andati a manifestare in questo modo una debolezza politica, e soprattutto di contenuti programmatici relativamente al nostro elettorato che ci avrebbe pesantemente penalizzato. Siamo stati ignorati e sbeffeggiati. Nel ribadire la nostra completa fiducia nella linea politica del segretario Nicola Zingaretti e alla sua piattaforma programmatica, non possiamo che prendere le distanze dalle scelte che vengono compiute dagli esponenti locali su temi cruciali per la vita dei cittadini in completa antitesi rispetto all’indirizzo nazionale e soprattutto alle attese dei cittadini”.

Dura condanna dall’area popolare Fioroni – Ciambella alla gestione di Talete: “La disastrosa vicenda di  Talete  negli ultimi anni è stata completamente ignorata, se non avallata. Nonostante la gestione pubblica dell’acqua e il dovere di dare un servizio adeguato ai cittadini: serviva e serve di più oggi lavorare per trovare soluzioni ancora possibili, ma tutto questo non è una priorità. Siamo di fronte a una società che rischia il fallimento, ma nessuno ha inteso operare per evitare la catastrofe da noi annunciata. Oggi dobbiamo anche assistere alla presa di posizione dei sindaci di centro destra, che dopo aver votato gli aumenti delle tariffe, fintamente finalizzati alla risoluzione del problema Talete, intendono scaricare tutto sulla regione Lazio. Talete doveva essere al centro della nostra agenda politica, visto che a pagare saranno poi i cittadini ed oggi si continua con un silenzio assordante, che in maniera eloquente parla della modalità “ultimi giorni di Pompei” che da tre anni è stata attivata. Davanti a tutto questo non possiamo non chiederci perché e prendere le distanze”. Dardi infuocati  dal manifesto di “Iniziativa democratica”, pure sulla gestione della Asl:La sanità della provincia di Viterbo – legge ancora Ciambella –  è agli ultimi posti delle classifiche nazionali sui servizi per la salute, ma a questo Pd locale sembra non interessare. La drammaticità delle liste d’attesa e i viaggi della speranza che i nostri malati devono affrontare, non sono più tollerabili. Da più parti viene criticata una gestione politica, usando le parole del presidente e dell’ordine dei medici. Il silenzio dei vertici istituzionali del Pd locale anche in questa occasione è stato imbarazzante e noi crediamo che ciò non sia più  accettabile. Crediamo che la linea del Pd dovrebbe caratterizzarsi più che per la gestione del potere per la difesa dei diritti dei cittadini, i quali per diritto e non per concessione devono essere curati con efficienza e competenza, fuggendo il rischio che l’appartenenza prevalga sul merito”. Sul manifesto di “Iniziativa democratica”si parla anche di ambiente, e si apre un altro spazio per una pesante condanna sull’attuale gestione panunziana del partito: “La tutela dell’ambiente  non è al centro dell’agenda del locale Pd – dice Ciambella continuando la lettura del documento -. Si parla da mesi di fitofarmaci e diserbanti. Non è stata presa nessuna iniziativa al riguardo, anzi, si è cercato di mettere goffamente a tacere chi ha provato ad alzare la testa.  L’unica azione degna di nota è stata intrapresa dal prefetto, mentre da parte della provincia non è stato promosso ancora alcun tipo di regolamentazione”. Ci sono poi “I rifiuti che arrivano da fuori provincia, autorizzazioni per impianti fotovoltaici, inceneritori, impianti a biogas e biomasse senza un regolamentazione territoriale, siamo diventati terra di nessuno. Impossibile  per noi far finta di nulla di fronte alle richieste che giungono dai cittadini di tutti i paesi della Tuscia desiderosi di essere ascoltati e coinvolti.  Nessuno ha inteso obiettare alla possibile riapertura della centrale Enel, ignorando le aspettative di riconversione ambientale che attendevano i cittadini del litorale tirrenico”.

La scelta di non partecipare al congresso è stata molto sofferta“, dice Fioroni che ricorda: “Il Pd non è nato con il Ds al 50% e la Margherita al 4%, entrambi erano due gambe equivalenti. Decidendo di restare, abbiamo voluto lasciare una porta aperta per scrivere un’altra storia. Altrimenti avremo la solita storia”.

“Auguro buon lavoro a quella che sarà la nuova segretaria, Manuela Benedetti, il suo problema non sarà vincere il congresso, quanto passare da mezzo Pd al Pd. Vediamo se il nuovo segretario si accontenterà di mezzo Pd o no. Con mezzo Pd non si va da nessuna parte.  Ci dovrà essere capacità di sintesi. Del resto la politica è fatica e non si fa con le scorciatoie”. Intendendo per scorciatoie: “Gli accordi non la destra” per sopperire ai “problemi che hai dentro il partito”. “Fare un accordo con la destra equivale a dire che siamo tutti uguali – dice ancora Fioroni –  E se il cittadino deve scegliere, sceglie la Lega non una fotocopia. Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri valori e non tacerli.  Se la linea è gestire il potere con la destra, passerà l’idea che la politica sia un luogo dove spartirsi delle cose“. E infine l’ultimo dardo all’area panunziana: “Se la loro ossessione è governare il partito, oggi lo governano. Ma con mezzo Pd non vanno da nessuna parte”.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.