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Elezioni provinciali: da domani un nuovo consiglio a Palazzo Gentili.

Elezioni provinciali: da domani un nuovo consiglio a Palazzo Gentili.

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Viterbo – Si vota per il rinnovo del consiglio provinciale di Viterbo: 4 liste, 42 candidati e 748 amministratori tra sindaci e consiglieri comunali che oggi si recheranno alle urne, dalle 8 di stamattina alle 20 di stasera, nella sala Benedetti al primo piano di Palazzo Gentili a Viterbo.

A votare saranno loro: gli amministratori dei Comuni della Tuscia, che eleggeranno a ruolo di consigliere provinciale, altri consiglieri e sindaci della Tuscia. È quanto stabilisce la riforma Delrio che ha spazzato via il diritto dei cittadini a votare propri rappresentanti alla guida di un’istituzione democratica, quale la Provincia. Norma emanata in vista della soppressione dell’ente che, invece, ad oggi, continua ad esistere, con questo meccanismo di rappresentanza democratica. Non solo: la riforma Delrio assegna al presidente della Provincia ampi poteri e la facoltà di governare pure senza l’appoggio del consiglio provinciale. Insomma: un uomo solo al comando che può decidere, anche in solitudine, con dei decreti presidenziali, il destino e l’attività di un’istituzione pubblica. Fatto, questo, che, forse, mina ancora di più delle elezioni di secondo livello quel concetto di “democrazia” che dovrebbe costituire il baluardo degli stati moderni. Le elezioni di oggi porteranno al rinnovo dei 12 consiglieri provinciali, ma non di Pietro Nocchi (PD) che, a differenza del consiglio provinciale, resta in carica fino al prossimo anno. Un altro obbrobrio della Delrio: la scadenza del consiglio provinciale  è diversa da quella del presidente della Provincia. Fatto che, a Viterbo, porterà a Palazzo Gentili due opposti colori  politici: un presidente del Pd e un consiglio provinciale, con molta probabilità, a maggioranza di centrodestra. Quella uscente è di centrosinistra. Questo è il risultato delle urne ragionevolmente prevedibile, considerando che i Comuni più popolosi, come Viterbo, Civita Castellana e Tarquinia sono diventati di centrodestra. E saranno proprio questi a determinare i risultati delle elezioni provinciali. Il voto di un sindaco o di un consigliere comunale, infatti, “pesa” in base agli abitanti del Comune in cui è stato eletto. Quattro le liste in campo. Due per il centrodestra. La prima “Insieme per la Tuscia” formata da Lega, Forza Italia e Fondazione. La seconda “Tuscia Tricolore” con esponenti di Fratelli d’Italia. Due a centrosinistra: “Tuscia Democratica” a trazione panunziana e “Sinistra ecologista”. Tra i consiglieri uscenti  che si sono candidati nuovamente: Gianluca Grancini (FdI), consigliere comunale a Viterbo, Alessandro Romoli (FI), sindaco di Bassano in Teverina, Lina Novelli (Pd), sindaco di Canino, Eugenio Stalliferi (PD), sindaco di Caprarola, Carlo Postiglioni (PD) assessore a Vetralla, Maurizio Palozzi (Pd) presidente del consiglio al comune di Canepina.  Tra le new entry le quotazioni più alte a ctrodestra sono quelle di Giulio Marini (FI), Ombretta Perlorca (Lega), Sandro Leonardi assessore a Montefiascone. Sul versante di centrosinistra: il sindaco di Ronciglione, Mario Mengoni, Lina delle Monache. Dei 748 aventi diritto al voto: 337 sono amministratori di Comuni al di sotto di 3 mila abitanti, 156 di Comuni tra i 3 mila e i 5 mila abitanti, 155 nei comuni dai 5 mila ai 10 mila abitanti, 67 in quelli tra 10 mila e 30 mila abitanti. Trentatrè amministratori dell’unico Comune al di sopra dei 30 mila abitanti: quello di Viterbo. Il consiglio provinciale è composto da 12 consiglieri. Ma con la riforma Delrio, a decidere sarà solo uno: il presidente della Provincia. Un uomo solo al comando, non votato direttamente dai cittadini. In barba alla rappresentanza democratica “vecchio, ma buono, stile”. Lo spoglio delle schede inizierà domattina 16 dicembre. Solo allora si conosceranno i nomi dei nuovi consiglieri provinciali.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.