Viterbo – Dalla Cina rimbalzano notizie poco rassicuranti sulla diffusione del coronavirus che sta mietendo un numero crescente di vittime, mentre si allarga il contagio. L’epoca della globalizzazione insegna che nulla è oramai così lontano da restarne fuori. La libera e velocissima circolazione di merci e persone non fa dormire sonni tranquilli nemmeno a chi sta da quest’altra parte della terra. E eppure ad oggi non ci sono casi confermati di coronavirus in Italia, né tantomeno alla Tuscia, c’è paura e diffidenza verso una nuova minaccia che nessuno, in Europa, conosce ancora bene. Nessuna certezza, ancora, nemmeno all’origine del virus. L’ipotesi più accreditata è che si sia sviluppato in uno dei anti luridi mercati di animali venduti vivi, e spesso macellati in strada, a scopo alimentare. Un mercato di Wuhan. Ma c’è anche chi sostiene che si tratti di un virus creato in laboratorio, in ricerche e sperimentazioni di armi batteriologiche. Qualunque sia la verità, il rischio che il contagio si propaghi a tutti, anche al di fuori della Cina è reale. Per questo, per fare luce sulla situazione, la Lega ha appena richiesto un consiglio straordinario: “A seguito della recente epidemia del Coronavirus che sta colpendo la popolazione cinese, si richiede la convocazione di un consiglio straordinario aperto, al fine di affrontare le tematiche relative ai pericoli di possibili contagi. Si richiede, inoltre, di invitare le autorità sanitarie competenti, al fine di conoscere gli atti posti in essere dalle stesse in questo momento. Tutto ciò per evitare possibili allarmismi e dare corrette informazioni alla popolazione”.