Nazionale, 13 marzo 2020 – Il coronavirus è stato dichiarato pandemia dall’Organizzazione sanitaria mondiale. Il Covid-19 sta contagiando tutta l’Europa e quello che sta succedendo in Italia si accinge ad andare presto in replica in altri paesi d’Europa. In Germania si registrano già i primi due morti e 5 mila persone in quarantena per un caso sospetto a Brandeburgo, in Spagna sono raddoppiati i contagi in sole 24 ore, la Francia comunica i primi 21 morti e vieta i raduni con più di mille persone, mentre in Gran Bretagna si registra il quinto decesso e si prevede il picco dell’epidemia solo tra una quindicina di giorni. È, dunque,chiaro che il Covid-19 presto non sarà più un problema solo italiano. Per questo Bruxelles sarebbe pronto a sospendere il patto di stabilità in seguito alla pandemia da coronavirus che sta arrestando l’economia. Com riporta il Sole 24 Ore “La Commissione europea sarebbe pronta a proporre lunedì ai ministri finanziari la sostanziale sospensione del Patto di stabilità. Domani pomeriggio, su proposta della Dg Ecfin guidata da Paolo Gentiloni, il collegio dei commissari, con una procedura d’urgenza, discuterà in teleconferenza la comunicazione all’Eurogruppo che contiene le linee guida sulla flessibilità del Patto”. In pratica questo permetterà ai paesi membri di spendere per il 2020 «tutto ciò che sarà necessario» per i servizi sanitari, per la cassa integrazione, per il sostengo alle imprese, in particolare le Pmi dei settori che saranno più colpiti dalla incombente recessione economica innescata dalla crisi sanitaria. Bruxelles attiverà in pratica la clausola prevista dal regolamento europeo 1467 del ’97, poi modificato nel 2005, per «l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi». L’articolo 2 del regolamento definisce le condizioni che permettono lo sforamento del deficit in via «eccezionale e temporanea»: il verificarsi di un evento inconsueto non soggetto al controllo dello Stato membro interessato che abbia rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria della pubblica amministrazione, oppure una grave recessione economica». Il coronavirus rientrerebbe nell’evento inconsueto. Nel corredo delle norme europee è previsto anche lo sforamento del deficit per una «grave recessione economica» che determini una crescita negativa del Pil in uno stato membro. Circostanza che investirà il dibattito a livello europeo probabilmente nei prossimi mesi, considerato che l’emergenza pandemia, oramai, non è più solo un problema italiano, ma sta già investendo tutta Europa.