Home Attualità Bagnai: “Chi ha chiesto di far entrare Italia nel Mes? È un’aggressione. Mes è per Paesi in bancarotta”.
Bagnai: “Chi ha chiesto di far entrare Italia nel Mes? È un’aggressione. Mes è per Paesi in bancarotta”.

Bagnai: “Chi ha chiesto di far entrare Italia nel Mes? È un’aggressione. Mes è per Paesi in bancarotta”.

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Nazionale, 18 marzo 2020 – “Giuseppe Conte venga subito alla Camera e al Senato a spiegare agli italiani cosa sta succedendo. Lo spread è ai massimi, la borsa crolla. Intere aziende italiane rischiano di essere svendute al primo acquirente che viene magari dalla Cina“. A suonare la sveglia in una situazione surreale dove un virus apparentemente ingestibile ha lasciato attonito il Paese che oramai rincorre solo l’emergenza sanitaria è Matteo Salvini, affiancato dal senatore Alberto Bagnai in una diretta Facebook. “C’è stata una richiesta pensata male e comunicata peggio – dice Bagnai – che non si sa esattamente chi abbia messo sul tavolo dell’Euroogruppo, per questo vogliamo che il presidente Conte venga  immediatamente in aula a riferire. C’è la richiesta dell’Italia di avere accesso ai fondi del Mes. Qui c’è un governo al di fuori di qualunque circuito democratico che va in giro per l’Europa a prendere impegni senza un mandato delle camere. Non è chiaro chi abbia fatto questa richiesta – prosegue Bagnai – e su mandato di chi. Qualsiasi mossa che viene fatta sul tavolo europeo dovrebbe avere il mandato del Parlamento. I rappresentanti dei cittadini devono essere informati di decisioni che poi andranno a pescare nelle loro tasche”. La richiesta che secondo Bagnai avrebbe presentato “non si sa chi”, anche se la sua allusione al governo è abbastanza esplicita, di far entrarel’Italia nel MES avrebbe, secondo l’economista, già avuto i suoi effetti devastanti:Oggi lo spread ha toccato il record degli ultimi due anni con 330 punti basi di differenza tra i BTP e BUND tedeschi. I titoli del debito pubblico hanno sfondato la soglia del 3%. Nel frattempo dal 4 marzo la borsa è calata di circa il 33%. Lo spread segnala la sfiducia dei mercati in un paese. Perché sta avvenendo tutto questo? Per questa richiesta di entrare nel MES . Una richiesta pensata male e comunicata peggio, che non si sa esattamente chi abbia messo sul tavolo dell’Eurogruppo.  Per questo  vogliamo che il presidente Conte venga in aula a riferire.  Solo aver menzionato la possibilità che l’Italia richieda l’accesso ai fondi del Mes è da irresponsabili soprattutto  in un contesto turbolento, per altri motivi, come quello dell’emergenza sanitaria”. La richiesta di entrare nel Mes, secondo Bagnai, avrebbe suonato l’allarme ai mercati che hanno pesantemente penalizzato borse e spread. “Il MES – spiega Bagnai – è uno dei tanti fondi alla cui formazione i cittadini italiani hanno contributo con le loro tasse dal 2011 al 2015. Hanno messo da parte una montagna di miliardi. L’Italia ha conferito in questo fondo 60 miliardi“. Ed ecco il motivo per cui i mercati si sarebbero allarmati sapendo che l’Italia, “non si sa bene su iniziativa di chi” avrebbe richiesto l’utilizzo dei fondi del MES: “Servono a un Paese che è sull’orlo della bancarotta – spiega Bagnai -, perché, come dicono gli esperti, ha perso l’accesso ai mercati e, dunque, con il MES ottiene dei prestiti ponte per mettere le cose a posto in casa, finché i mercati non torneranno a fidarsi di lui. Ma è evidente che questa non è la situazione dell’Italia, che in questo momento ha accesso ai mercati, se si smette di fare una comunicazione irresponsabile. Perché invocare questo strumento allora? È qualcosa che ci stiamo chiedendo con una certa preoccupazione, i mercati interpretano una richiesta di questo tipo con grande allarme.  Se un paese chiede di utilizzare il MES significa che è sull’orlo della bancarotta. La situazione dell’Italia è un’altra, abbiamo un’emergenza sanitaria che in parte è già un’emergenza economica, un governo che adotta provvedimenti frammentari, ma non è di certo una situazione  da entrare nel MES”. Ma cosa significa entrare nel Mes? Bagnai lo spiega molto chiaramente: “Una volta che si entra si prendono i soldi in prestito e si è sottoposti a un memorandum, una specie di lista della spesa che ti fa la troika, cioè la commissione europea, la Bance Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale. Ti dicono, in pratica, cosa devi fare a casa tua, come i tagli alla sanità,  maggiori imposte. È un’aggressione”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.