Nazionale, 8 aprile 2020 – “L’Italia non è più un porto sicuro” per gli sbarchi di migranti. E non lo sarà “per tutta la durata dell’emergenza Covid“, di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e, quindi, almeno fino alla fine di giugno (6 mesi ndr). Quattro ministri: quello dei Trasporti De Micheli, degli Esteri Di Maio, dell’Interno Lamorgese, della Salute Speranza, hanno firmato un decreto con cui l’Italia chiude le porte all’arrivo di migranti soccorsi in mare. Il decreto poggia sulla Convenzione di Amburgo e stabilisce che “i porti italiani non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di Place of Safety (luogo sicuro), in virtù di quanto previsto dalla Convenzione di Amburgo, sulla ricerca e il salvataggio marittimo, per i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti vadiera straniera al di fuori dell’area Sar italiana“. Resta il nodo da sciogliere, però, per quelli soccorsi da navi italiane o che arrivino da soli sulle coste italiane. Intanto a Lampedusa riparte l’emergenza sbarchi con l’arrivo autonomo di 124 migranti che si aggiungono ai 34 sbarcati lunedì e trasferiti in quarantena nell’hotspot. Con l’emergenza sanitaria in corso, milioni di italiani chiusi forzatamente in casa per frenare il contagio, l’arrivo incontrollato di migranti, da un continente dove il Covid-19 circola in maniera consistente, potrebbe creare veramente una situazione esplosiva, concretizzando anche il rischio di contagi di importazione che vanificherebbe i tanti sacrifici che gli italiani stanno facendo per uscire fuori dall’incubo epidemia. Chi arriva, pertanto, va tenuto rigorosamente in isolamento, e trovare spazi per centinaia di migranti, controllare che non violino la quarantena, potrebbe diventare impossibile, o estremamente difficoltoso per un Paese che è già allo stremo delle forze. Per questo, secondo quanto riporta Repubblica oggi, il sindaco Totò Martello avrebbe lancia un allarme alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: “Serve una ‘nave dell’accoglienza’ ormeggiata di fronte al porto di Lampedusa: in questo momento credo sia l’unica soluzione possibile per evitare che altri migranti stazionino sull’isola dove non c’è più spazio per la loro permanenza. Ci sono regole sanitarie che bisogna rispettare per proteggere la salute individuale e collettiva, sono regole che devono valere per tutti, anche per i migranti”.