Home Attualità Palazzo Gentili: governo istituzionale, prima seduta. Nocchi: «Ecco la Casa dei Comuni».
Palazzo Gentili: governo istituzionale, prima seduta. Nocchi: «Ecco la Casa dei Comuni».

Palazzo Gentili: governo istituzionale, prima seduta. Nocchi: «Ecco la Casa dei Comuni».

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Viterbo, 17 aprile 2020 – Consiglio provinciale: parte il governissimo di Palazzo Gentili nato da un accordo tra centrodestra e centrosinistra sulla base di una piattaforma programmatica comune. Epilogo di una tornata elettorale che ha consegnato una geografia politica senza maggioranza per il presidente Pietro Nocchi  del Partito Democratico. Piuttosto che andare al muro contro muro, bloccando l’amministrazione provinciale in un periodo in cui l’emergenza sanitaria richiede dinamismo e prontezza da parte di chi gestisce le comunità, centrodestra e centrosinistra hanno dato vita a un governo unitario per essere di riferimento a tutti i sindaci della Tuscia, senza distinzione di colore politico. Un evento inedito a Palazzo Gentili, che vede la luce in un momento altrettanto unico: l’emergenza coronavirus. Oggi è stata una seduta di consiglio provinciale senza precedenti, non solo per il clima di totale collaborazione tra centrodestra e centrosinistra, sancito dal governo istituzionale, ma anche per il particolare abbigliamento dei consiglieri provinciali. Tutti con guanti in lattice e mascherina. Il presidente del consiglio provinciale ne indossa una Tricolore. Una seduta che, forse, per la prima volta va in diretta streaming con Palazzo Gentili off limits a pubblico e giornalisti.  Contatto virtuale anche per la consigliera provinciale Lina Novelli che partecipa in videoconfernza.

Pietro Nocchi – Presidente della Provincia di Viterbo

Apre la seduta il Presidente Pietro Nocchi con un pensiero doveroso ai  sindaci, in prima linea in questo difficilissimo periodo devastato dalla pandemia, a cui ha mandato il suo saluto dopo il minuto di silenzio in memoria delle «vittime del virus  che sta devastando il nostro Paese». Così ha detto Nocchi ricordando quanti se ne sono andati «senza nemmeno poter riceverel’abbraccio dei propri familiari». Al termine del minuto di silenzio l’applauso di tutti i consiglieri provinciali. «Oggi – ha esordito Nocchi – portiamo un’idea nuova di Provincia, basata su cose da fare, iniziative da mettere in campo, sul potenziamento e la vicinanza alle nostre comunità. Credo che oggi ci sa quell’idea di “Casa dei Comuni” pronta ad affrontare sfide importanti, che in questo momento sono ancora più complicate e complesse. Questa volontà di condividere questa esperienza con le liste di Tuscia Democratica, Insieme per la Tuscia e Tuscia Tricolore, si traduce nella possibilità di mettere in campo azioni concrete, perché tutti i Comuni sono rappresentati. Ringrazio per questo tutte le forze politiche», ha concluso Nocchi. «Siamo pronti a partecipare a questa gestione unitaria – ha detto Gianluca Grancini di Tuscia Tricolore -. Ma il nostro non sarà un assegno in bianco». Alessandro Romoli, da oggi vicepresidente della Provincia di Viterbo, ha confermato la disponibilità e la collaborazione per Insieme per la Tuscia, formata da Lega e Forza Italia: «La decisione di partecipare a un governo unitario nasce dalla condivisione di una piattaforma con obiettivi comuni nell’interesse della Tuscia. La nostra è stata una riflessione di responsabilità che ci ha portato ad accantonare la diverse sensibilità politiche che ci caratterizzano, partecipando, ognuno, per la propria parte, alla realizzazione del bene comune.  Oggi questo governo unitario testimonia la presenza di una classe dirigente nella Tuscia all’altezza della sfida che dobbiamo affrontare», ha detto Romoli in considerazione anche dell’emergenza epidemia.

Giulio Marini (FI – Insieme per la Tuscia)

Anche da Tuscia Democratica sono arrivate dichiarazioni di collaborazione e disponibilità alla nuova realtà amministrativa che li vedrà operare a fianco del centrodestra. «Mi associo al plauso di questo nuovo modo di operare – ha detto  Carlo Postiglioni -. Abbiamo individuato un serie di problematiche che riguardano tutta la Tuscia. Concordo con il consigliere Alessandro Romoli: questo governo condiviso è il segno di una responsabilità estrema da parte della politica. Abbiamo approcci diversi ai temi, ma questo può essere una ricchezza. Tuscia Democratica è promotrice di questo progetto». Dal versante di centrosinistra parla anche Maurizio Palozzi: «Abbiamo una grossa responsabilità. Questo è un esperimento, dove i consiglieri provinciali, supportati da tutti i partiti che rappresentiamo, si sono messi a disposizione per dare a questa Provincia un governo unitario per raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato. Sono felice di giocare questa partita sia a titolo personale, sia come appartenente a una forza politica che da sempre cerca di portare avanti l’interesse dei cittadini. Questa condivisione programmatica è la scelta più giusta nel momento più complicato per il nostro Paese». Un clima, dunque, estremamente disteso e collaborativo, mai visto, forse, nella sala consiliare della Provincia: un “miracolo” della seppur criticatissima riforma Delrio, incrinato dalla dichiarazione del consigliere Valentini di Beni Comuni rimasto fuori dal governo istituzionale. «Non abbiamo fatto parte dell’accordo – ha detto  Valentini -. Pur non avendo alcuna poltrona o incarico, manifesto la mia collaborazione per l’ente e per il bene della provincia». Un intervento, quello di Valentini, che ha riscosso una dura, seppur pacata, reprimenda, per l’utilizzo del termine “poltrona”, prima di tutti dal presidente Pietro Nocchi: «Non è questo il modo di esprimersi – ha detto Nocchi –  come ha potuto constatare dalle dichiarazioni dei consiglieri, lo spirito con cui abbiamo dato vita a questo governo istituzionale è semplicemente quello di lavorare per tutta la Tuscia. In modo pacato, ma ci tengo a dirlo». Anche Maurizio Palozzi (PD) è intervenuto ricordando che: «Si tratta di incarichi a indennità zero. Dunque completamente gratuiti». Infine è stato Giulio Marini (FI), ex presidente della Provincia, a smorzare definitivamente la polemica: «Ho avuto molte poltrone, perché il mio partito mi ha chiesto di presentarmi a moltissime competizioni elettorali, alcune vinte, altre perse. Mi sono sempre messo a disposizione per il territorio per fare il possibile per i miei concittadini. Anche questa volta il mio partito mi ha chiesto di partecipare a questa competizione e l’ho fatto.  Già dalla riforma Delrio auspicavo questo governo allargato, perché la Provincia che ho governato io è un altro modello rispetto a quella di oggi. Con questa nuova realtà, è giusto che tutti partecipino alla gestione della Provincia in maniera fattiva, senza speculazioni su atteggiamenti politici, che non devono esistere.

 

 

Alla vicepresidenza Alessandro Romoli (Insieme per la Tuscia), con deleghe nei settori Contenzioso, Enti Partecipati, Patrimonio.

Gli assessori:

Maurizio Palozzi (Tuscia Democratica)Viabilità, Trasporti, Lavori pubblici Istruzione;

Augusto Bracoloni (Insieme per la Tuscia)Attività edilizia scolastica;

Eugenio Stelliferi (Tuscia Democratica) Rete scolastica, Formazione professionale;

Lina Novelli (Tuscia Democratica)Pari opportunità;

Giulio Marini (Insieme per la Tuscia)Ambiente;

Matteo Costa (Insieme per la Tuscia) Polizia Provinciale;

Carlo Postiglione (Tuscia Democratica)Bilancio;

Lina Delle Monache (Tuscia Democratica)Progetti Comunitari, Personale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.