Viterbo, 5 giugno 2020 – Nessuno si fa illusioni, la macchina di Santa Rosa, mai come quest’anno, deve affrontare la salita forse più ripida di tutta la sua storia: il pericolo di contagio da coronavirus. La pandemia che sta scuotendo il mondo, ha fatto fare al sindaco Giovanni Arena, già il 12 maggio, l’annuncio che tutti temevano:«Quest’anno sarà ricordato nella storia, perché la macchina di Santa Rosa non passerà». Una frase che sembrava aver chiuso la questione per sempre. Il Trasporto 2020 negli annali della storia non esisterà. E, invece, una voce della stessa maggioranza, potrebbe avere rimesso tutto in discussione in queste ore. Santucci, infatti, ha sottolineato che dire no già a maggio «forse è un po’ affrettato». La curva dei contagi, infatti, è oramai appiattita sullo zero, almeno a Viterbo, ma anche nel resto d’Italia l’onda dell’infezione pare ritrarsi. Se la situazione dovesse restare questa, secondo Gianmaria Santucci, con le adeguate cautele, si potrebbe tornare a valutare l’idea di fare il Trasporto. «Bisognerà sentire anche cosa ne pensa il Sodalizio», dice Santucci. Nel gruppo dei facchini, però, nessuno parla. Anche per loro è prematuro esprimersi sul tema, su cui la decisione deve arrivare innanzitutto dal comune di Viterbo. «Aspettiamo le decisioni delle autorità competenti”, dice Massimo Mecarini, senza chiudere, né aprire la porta all’ipotesi. Secondo Santucci la decisione sul passaggio o meno della macchina potrebbe essere assunta entro la metà di luglio, quando la curva dei contagi potrebbe essersi stabilizzata sullo zero o essere malauguratamente ripresa. In quest’ultimo caso è chiaro che il Trasporto non si farà, ma nell’ipotesi, invece, che il virus sia scomparso, la discussione sul 3 settembre potrebbe riaprirsi, anche perché, il 15 luglio dovrebbero esserci ancora tutti i tempi necessari per organizzare il passaggio di Gloria. Sembrano certamente escluse per quest’anno, invece, le cene in piazza. Se anche il Trasporto si farà, infatti, è ragionevole attendersi una rimodulazione del programma per la necessità di evitare il più possibile gli assembramenti.