Home Attualità Giulio Marini: «Per ora sto all’opposizione. E potrei non essere il solo».
Giulio Marini: «Per ora sto all’opposizione. E potrei non essere il solo».

Giulio Marini: «Per ora sto all’opposizione. E potrei non essere il solo».

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VIterbo, 8 agosto 2020 – Si annuncia un Ferragosto rovente a Palazzo dei Priori. Gli ultimi consigli comunali in tal senso hanno dato segnali piuttosto inequivocabili: prima lo strappo di Fondazione, poi quello di Fratelli d’Italia e, infine, quello di Giulio Marini che si è autosospeso dalla maggioranza, rimettendo la delega all’ambiente al sindaco Giovanni Arena. La coperta del centrodestra, insomma, sembra sempre più logora, pronta a strapparsi da qualche altra parte, appena si riesce a ricucirla dall’altra. In tutto ciò, nell’ultima seduta di consiglio comunale, è intervenuta la Lega a fermare le bocce per capire che partita si sta giocando: «Verifica di maggioranza prima di affrontare qualunque altro atto amministrativo», ha tuonato il capogruppo Andrea Micci. Un’intenzione che non ha ammesso repliche, tanto che alla proposta di Giulio Marini di andare avanti con i lavori del consiglio comunale, la Lega ha mantenuto il punto e, trovando una nuova maggioranza in consiglio comunale, con Fondazione e alcuni voti dell’opposizione, è riuscita a far passare la sua linea di chiudere i lavori, contro quella portata avanti da Forza Italia e Fratelli d’Italia che volevano proseguire con la discussione dell’istituzione del centro federale alla piscina comunale fino alle 20:00. Di fronte all’esito della votazione, Giulio Marini si è alzato in piedi e ha annunciato la sua autosospensione dalla maggioranza, riconsegnando la delega all’Ambiente al sindaco. Giovedì scorso è così andato in scena l’ultimo atto di un rocambolesco e lungo pomeriggio, iniziato da martedì, con l’abbandono dell’aula di Fratelli d’Italia prima di votare il rendiconto, durante il quale la Lega, che in questi giorni ha assistito ai ripetuti strappi degli alleati, ha, infine, deciso di “ruggire”, con la forza dei suoi nove consiglieri, imprimendo la rotta alla navigazione burrascosa di questi giorni: «La Lega rappresenta circa la metà della maggioranza – ha detto il capogruppo Micci nell’ultimo consiglio – ora fermiamoci e facciamo la verifica». Così è stato. La proposta è andata ai voti. E contro i numeri non c’è stato appello. Una sconfitta per Giulio Marini che voleva andare avanti con i lavori. Così è sembrata, e così è. Ma una sconfitta che per l’ex sindaco potrebbe non essere tanto amara come è sembrata in un primo momento.  Veramente Marini pensava di avere i numeri per contrastare la Lega? O il suo “conto” era un altro? E cioè, trovare il contesto giusto per fare quello che ha fatto? Uscire dalla maggioranza. Con un gesto tanto teatrale, quanto inaspettato, forse troppo eccessivo per chi conosce la “politica mitezza” di Giulio Marini. Addirittura Marini, “per ora” si proclama all’opposizione del centrodestra, del “suo” sindaco, Giovanni Arena, di Forza Italia, verso il quale, però, precisa che continua ad esserci totale appoggio. Quasi una contraddizione in termini, che Marini spiega così, in questa intervista a Quinta Epoca, dove lascia intendere che potrebbe non essere l’unico a prendere questa posizione. Certamente nota è la sintonia politica con Paolo Muroni. Ma il fronte del malcontento, dentro Forza Italia, potrebbe ampliarsi. Mentre all’orizzonte inizia a profilarsi un probabile azzeramento di giunta.

 

Che significato ha, in questo momento, la sua autospensione?

Sto all’opposizione, e potrei non essere l’unico. In questo momento, con questa situazione, non sono in maggioranza. Se cambia qualcosa sono pronto a tornare indietro.

Perché si è autosospeso?

In questo momento mi sono autosospeso dalla maggioranza, poiché l’amministrazione, a causa delle liti tra i partiti che la compongono, è ingessata.

Ha chiesto al sindaco di cambiare atteggiamento, di dare qualche lezione e rimuovere gli ostacoli allo svolgimento dell’attività amministrativa. Cosa intendeva?

Andiamo lenti, non riusciamo a risolvere i problemi della città. Dobbiamo cambiare passo.

In questi giorni stanno riprendendo forza le voci circa una presunta spaccatura all’interno di Forza Italia  tra mariniani e battistoniani.

Niente di più falso. Assolutamente no. Non è vero. Non c’è nessuna contrapposizione con Francesco Battistoni. All’interno di Forza Italia c’è un clima sereno di totale appoggio verso il sindaco. C’è solo l’evidente constatazione che il sindaco in questa situazione non riesce a lavorare.

Cosa si aspetta che faccia il sindaco ora?

Deve mettere in campo una struttura politico amministrativa che gli permetta di risolvere i problemi immediatamente e non di galleggiare. D’ora in poi non accetterò più che il mio sindaco venga tirato per la giacca da una parte e dall’altra.

Lei però, ora, si è detto all’opposizione.

Per ora. Nel momento in cui ci sarà il consiglio, la mia posizione, in maggioranza o in opposizione, sarà dichiarata in aula. Per quel momento ci sarà chiarezza su quello che vuole fare la maggioranza. Non accetto più veti incrociati dell’uno e dell’altro.

Nel frattempo cosa farà?

Cosa non farò: non parteciperò alle riunioni di maggioranza in attesa di questo chiarimento con il sindaco e con i partiti che lo sostengono. Nel momento in cui avrò chiarezza di quello che la maggioranza vuole fare, deciderò il mio comportamento.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.