Viterbo senza Gloria: una ferita sulla città. Rischio di assembramento a piazza Verdi.
Viterbo, 27 agosto 2020 – Stamattina i pezzi di Gloria sarebbero dovuti salire sui camion del costruttore Fiorillo e dirigersi verso la salita di Santa Rosa per essere montati su Largo Facchini di Santa Rosa, sul sagrato antistante l’omonima chiesa. Lì, la macchina sarebbe rimasta in esposizione dal 28 agosto fino ai primi giorni di settembre, offrendo così ai viterbesi e ai turisti una “consolazione” per l’annullamento del Trasporto 2020. Ma stamattina non accadrà nulla di tutto questo. Il Covid19, per la prima volta nella storia, ferma la macchina di Santa Rosa. Non solo il Trasporto, ma anche il montaggio, ieri sera, è definitivamente sfumato. La decisione era nell’aria, in questi giorni in cui il “termometro” dei contagi è ricominciato a salire in Italia e anche a Viterbo, dove era fermo da diversi mesi sullo zero. Ma il “display” della Asl da più di una settimana è ripartito: quotidianamente emergono contagi, seppur contenuti, in gran parte persone rientrate dalle vacanze in Sardegna e in Spagna. E, così, dati alla mano, la commissione di ordine pubblico e sicurezza, ieri sera, si è riunita in Prefettura e ha ufficializzato quello che tutti si aspettavano. Gloria quest’anno resta nel capannone. Non sarà nemmeno montata. Una ferita per la città, che il presidente del

Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, pensa di rimarginare con un doppio Trasporto nel 2021, uno che potrebbe tenersi a giugno e l’altro a settembre. Un’idea che il sindaco non esclude, né conferma. Ma Arena assicura: «Con Mecarini ragioniamo sempre per il bene della città. Ora non vorrei mettere troppa carne al fuoco, abbiamo appena subìto questo brutto colpo. Quel che posso assicurare è che nel 2021 faremo sicuramente qualcosa di eccezionale, così come lo stiamo facendo ora, in negativo, annullando il Trasporto, lo faremo in positivo il prossimo anno». Dunque il doppio trasporto non è escluso. Intanto ieri sera è arrivato il “no” unanime della commissione di ordine pubblico e sicurezza per il montaggio della macchina sul sagrato. Montarla sarebbe costato circa 32 mila euro lorde, compreso il premio assicurativo di circa 8 mila euro. Il sindaco commenta così la decisione: «Credo che la commissione abbia fatto la scelta migliore. Le famiglie viterbesi possono tirare un sospiro di sollievo: mi risultava molta preoccupazione. Tutti fino all’ultimo abbiamo sperato di poter montare la macchina. Ma vista la situazione dei contagi, il buonsenso ha prevalso e tutti i pareri dei componenti la commissione sono stati unanimamente negativi. Abbiamo deciso, quindi, di soprassedere – dice Arena -. Capiamo che quest’anno è un avvenimento eccezionale, dal dopoguerra è la prima volta che il Trasporto non c’è. Volevamo limitare i danni, montando la macchina sul sagrato, ma, visto l’andamento del virus, non è stato possibile farlo. Oggi ci sono 1.400 nuovi positivi in tutta Italia, e anche in città si registra, comunque, una positività quotidiana. Considerato tutto ciò, abbiamo deciso di annullare tutto. Prima è toccato al Trasporto, stasera al montaggio della macchina. Avevamo
già cancellato la fiera del 4 settembre e il luna park dove i giovani si sarebbero riversati in questi giorni. È prioritaria, in questo momento, la sicurezza della cittadinanza». Decisione condivisa, anche se con molta sofferenza, dal Sodalizio dei Facchini. «Non c’è molto da aggiungere a quello che ha detto il sindaco – dice il presidente Massimo Mecarini – Era nell’aria, vista la crescita dei contagi di oggi. Era diventato quasi un passo obbligato evitare anche il montaggio. È ovvio che la situazione ci procura un grande, grande, dispiacere e tanta amarezza, ma siamo consapevoli che l’emergenza sanitaria ha la priorità su tutto quest’anno. Ricorderemo il 2020 per il non passaggio della macchina. Non avremo modo nemmeno di ammirarla sul sagrato». Una ferita per il Sodalizio e per la città: «Sì, è così – dice Mecarini – il Sodalizio non è un mondo a parte, ma è fuso nella città». La molla che ha fatto propendere per l’annullamento dell’esposizione della macchina sul sagrato, è stata il timore che a piazza del Teatro si potessero creare pericolosi assembramenti. Qui, infatti, si sarebbe raccolta la folla, in attesa di superare la transenna all’inizio della salita e procedere a gruppetti scaglionati verso la macchina e il santuario. «C’era il serio rischio che in piazza Verdi si riversassero tantissime persone che, con i tempi di attesa per poter accedere al percorso fino alla macchina, avrebbero potuto creare pericolosi assembramenti». Se la macchina fosse stata comunque montata, sarebbe stato impossibile sostare nei pressi di essa,
come amano fare i viterbesi, sia prima, sia dopo il trasporto, quando è ferma sul sagrato, ritrovandosi ai piedi di essa, per trascorrere un po’ del loro tempo, quasi a cercare riparo nel cono di luce di quell’alto campanile, che è insieme un forte elemento identitario e di aggregazione. Alla commissione di ieri sera ha preso parte anche Mirko Fiorillo, costruttore, insieme alla sua famiglia, di Gloria: «Era un po’ nell’aria la decisione di stasera – dice – Ce lo aspettavamo. Non avevamo fatto grossi preparativi. Immaginavamo che alla fine non sarebbe stata montata. La sicurezza della città è anche una nostra responsabilità. Va bene così. Anche se c’è molta tristezza. Inevitabile. Il 3 settembre sarà un giorno lavorativo, come tanti altri».
Il Trasporto di Santa Rosa a Viterbo ha sempre segnato la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno, uno spartiacque tra un tempo vecchio e uno nuovo. Quasi un Capodanno tutto viterbese. Il 3 settembre è un giorno che separa tutto ciò che è stato prima, da quello che sarà dopo. È un rito che azzera un ciclo e ne avvia un altro. È stato sempre così per i viterbesi, tanto che hanno coniato quel “Dopo Santa Rosa”, entrato oramai nel gergo cittadino, che qualche mese prima del Trasporto, diventa un punto di riferimento temporale totalizzante, dal quale far dipendere l’arresto e poi la ripresa del corso normale della vita cittadina. In prossimità del 3 settembre tutto si ferma e viene rinviato al “Dopo Santa Rosa”. Un termine che quest’anno è saltato, confermando quella rivoluzione della normalità che il Covid19 ci ha tristemente inflitto con una severa lezione. La Città resterà in attesa del prossimo appuntamento con il Trasporto, e fino ad allora, sembrerà quasi che il tempo da queste parti sia rimasto sospeso, aspettando quel Dopo Santa Rosa che ancora non è arrivato. Fino a quando la macchina non ricomparirà nelle vie cittadine, con la sua scia di luce, a rischiarare questa lunga notte buia dell’umanità, il piccolo mondo di un capoluogo di provincia, continuerà a girare, ma con un senso di incompiuto.