Elezioni, Fioroni: «Il governissimo in Provincia confonde» Scuole: «Nocchi dice sì, Arena dice no».
Viterbo, 13 settembre 2020 – «Il governissimo “politico” a Palazzo Gentili non favorisce il confronto nei comuni della provincia nelle tornate elettorali». È il pensiero dell’ex parlamentare di lungo corso, e figura di spicco del Pd, Giuseppe Fioroni che ieri ha incontrato i suoi elettori presso una struttura di San Martino per sostenere le ragioni del “no” al referendum. Tra qualche giorno si andrà a votare in alcuni centri della Tuscia, tra cui il comune di Civita Castellana, dove centrodestra e centrosinistra si presenteranno con due proposte alternative, in un quadro, quello della Provincia, che li vede governare insieme, neutralizzando, così, secondo Fioroni, proprio quella differenza che, invece, si va rimarcando nelle elezioni di settembre. Dopo il patto destra-sinistra a Palazzo Gentili una distinzione, secondo il dem, che si cerca di riaffermare «con una certa difficoltà».
«In un sistema democratico è necessario dare al cittadino-elettore, alle comunità e al territorio, progetti e valori di riferimento alternativi – dice Fioroni – Ma se in Provincia governano insieme, destra e sinistra, il cittadino non riesce più a comprendere le diversità che ci sono tra centrodestra e centrosinistra. Il governissimo non favorisce il confronto e neanche la chiarezza». In proposito Fioroni ha un esempio calzante e di grande attualità: la riapertura delle scuole: «Arena ha prorogato l’apertura al 24 settembre, l’assessore Bracolanoni e il presidente Nocchi, espressione della maggioranza destra-sinistra in Provincia, su quelle stesse scuole hanno detto che era tutto a posto. La destra-sinistra dell’ente provinciale dice che è tutto a posto, la destra di Viterbo dice no. Tutta questa confusione che si genera quando si fanno i governissimi politici e non istituzionali, rischia di creare delle sabbie mobili che inghiottono il confronto democratico e la trasparenza necessaria al cittadino per scegliere». E a proposito di “confusione”, entrando nello specifico del comune di Viterbo, nel Partito Democratico da qualche tempo alla voce della capogruppo, Luisa Ciambella, fa puntualmente “eco” quella di Alvaro Ricci, consigliere comunale del Pd. E non sempre per dire le stesse cose, evidenziando, al contrario, una differente linea all’interno dei dem, tra le due anime storiche, quella panunziana e quella, appunto, fioroniana. Insomma c’è un capogruppo ombra in comune? Ci sono due linee diverse e a volte in contrasto? Fioroni la risolve con l’ironia: «Fare ombra alla Ciambella la vedo molto difficile – dice sorridendo -. Alvaro fa il suo mestiere. E lo fa bene. I cittadini lo hanno eletto. Le cose che si fanno all’ombra sono sempre cose che uno si vergogna a fare alla luce del sole. Conosco Alvaro e le cose all’ombra non le fa». Forse Fioroni intendeva qualcun altro?