Viterbo, 3 novembre 2020 – Il rischio di diventare zona rossa, la responsabilità di assumere delle decisioni “negoziando” valori fondamentali come salute, libertà, lavoro, la preoccupazione per l’avanzata del virus nelle scuole, luoghi di grande concentrazione in una città, Viterbo, dove occasioni di socializzazioni non sono poi così tante, e anche per questo, a marzo, la pandemia, qui si era vista un po’ da lontano: Viterbo, invece, ora, è finito in trincea nella battaglia contro il Covid19, con le autorità preposte, in primis il sindaco Giovanni Arena, che dovranno nelle prossime ore prendere delle decisioni,
forse anche drastiche, per cercare di riprendere le redini di una curva del contagio che oramai galoppa a briglia sciolta. Queste sono ore di attesa, si aspetta il nuovo dpcm, le cui linee sono state esposte ieri alle Camere, dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, per decidere le eventuali misure da adottare. Ma il destino di Viterbo potrebbe essere deciso a livello superiore, dalla Regione, con un intervento restrittivo proprio sulla Tuscia che in questi giorni guida la classifica dei contagi rispetto alle altre province laziali. Dopo la chiusura di bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie dalle 18 disposta dal governo su tutto il territorio nazionale, ora potrebbero finire nel mirino anche le scuole, soprattutto dopo l’ultimo bollettino Asl che ha evidenziato come il virus stia galoppando non solo tra gli studenti delle scuole superiori, già chiusi, ma anche nelle medie, nelle elementari e negli asili. «Con i dati di ieri – dice Arena – oltrepassiamo complessivamente i 900 casi positivi a Viterbo». Il bollettino della Asl di ieri non lascia spazio ad interpretazioni: «80 positivi – dice il sindaco – Ieri il
numero più alto registrato nella nostra città». Un’area particolarmente critica, secondo il sindaco, si starebbe rivelando la scuola: «Degli odierni 80 positivi, ben 23 riguardano viterbesi in età scolare. Sommando questi 23 ai precedenti casi, sempre in età scolare, si arriva a circa 150 alunni positivi. Leggendo i dati appare evidente quanto il virus si stia diffondendo tra gli studenti. E in egual misura, tra studenti delle superiori e delle scuole dell’obbligo. Si sta riscontrando una diffusione consistente anche tra i bambini di asili, elementari e medie. E tutto questo nonostante i controlli e la rigida adozione dei protocolli all’interno degli istituti scolastici. Ai possibili e probabili contagi riconducibili agli spostamenti dei ragazzi delle superiori, che dai paesi della provincia raggiungevano il capoluogo sui mezzi di trasporto, si affiancano le tante altre occasioni di contagio», dice il sindaco. Una constatazione che starebbe suggerendo al sindaco di procedere nelle prossime ore alla chiusura di tutte le scuole sul territorio comunale. Una decisione da mettere in atto, eventualmente, dopo il nuovo dpcm se questo non conterrà restrizioni in ambito scolastico. Dopo i 233 casi positivi di ieri, di cui 80 a Viterbo, e su questi, quasi un terzo, studenti si attende, oggi, il prossimo bollettino Asl.
