Home Cronaca Trasporto 2021 verso il “No”: variante Delta e difficoltà a controllare il pubblico.
Trasporto 2021 verso il “No”: variante Delta e difficoltà a controllare il pubblico.

Trasporto 2021 verso il “No”: variante Delta e difficoltà a controllare il pubblico.

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Viterbo, 10 luglio 2021 – Se il 3 settembre fosse oggi, il trasporto della macchina di Santa Rosa avrebbe il semaforo verde. Il Lazio è in zona bianca, i contagi vanno verso l’azzeramento e non ci sono particolari divieti. Ma oggi non è il 3 settembre. Alla data, fatidica per i viterbesi, mancano ancora quasi due mesi. Un arco di tempo in cui tutto può accadere. Anche una ripresa dei contagi, spinti da quella famigerata variante Delta che sta preoccupando le autorità sanitarie. E non solo. La nuova versione di Covid19 sarà il convitato di pietra al tavolo che sarà convocato la prossima settimana per decidere se fare o meno il Trasporto 2021. Un verdetto che si conoscerà tra pochi giorni. A inizio della prossima settimana saranno consegnate le relaziono sullo studio di fattibilità commissionato a degli esperti per verificare se, e, soprattutto, con quali modalità, si sarebbe potuto dare il via libera alla macchina di Santa Rosa. Un condizionale che con il passare delle ore sta assumendo progressivamente la fisionomia di un’amara certezza. Quella che gran parte dei viterbesi non avrebbero mai voluto sentirsi dire. Quella a cui, quando saltò il Trasporto 2020, nessuno avrebbe mai immaginato. E cioè che salterà anche quello del 2021. L’ultima parola non è ancora scritta, ma negli ambienti regna un certo pessimismo. A fare pesare la bilancia sul piatto del “No” al Trasporto c’è innanzitutto la variante Delta. Ma i fattori sono anche altri. L’idea sarebbe stata, infatti, quella di creare dei settori per il pubblico, dove fare sostare le persone rigorosamente sedute e distanziate. Un assetto che avrebbe portato con sé il rigoroso divieto a spostarsi.  Quelle strade affollate prima del passaggio della macchina che eravamo abituati a vedere: un’immagine da dimenticare. Il Trasporto sarebbe stato blindato. Così tanto, che alla fine, sarebbe stato quasi impossibile farlo. Un altro quesito da risolvere, infatti, sarebbe stato quello inerente i residenti. Come impedire alla gente di raggrupparsi sui balconi delle case private, nei negozi. Come vietare loro di uscire di casa e andare in giro. Come controllarli? Insomma il protocollo da mettere in piedi non sarebbe per niente facile, né scontato. E, dunque, il tavolo tecnico che si riunirà la prossima settimana, pare già scritto. Sederanno intorno ad esso: Prefetto, Asl, comune di Viterbo, Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, forze dell’ordine, polizia locale. Si attende anche un esperto dello staff del commissario Figliuolo per vagliare tutta la situazione. Ma che il 3 settembre possano accendersi i fari a San Sisto sulla macchina di Santa Rosa, pare sempre meno probabile. E a tal proposito non è sfuggito quel piccolo inciso di Gianmaria Santucci in consiglio comunale, quando facendo una proposta, ne ha stabilito anche la tempistica: «Dopo Santa Rosa», precisando immediatamente: «Non intendo il trasporto». E, infatti, se il Trasporto, come pare sempre più probabile, slitterà, non è detto che il 3 settembre non sarà in qualche modo celebrato. Dalle parti di Palazzo dei Priori se ne parla. E parecchio.

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.