Home Cronaca Viterbo, lunedì da leoni: città invasa dai turisti.
Viterbo, lunedì da leoni: città invasa dai turisti.

Viterbo, lunedì da leoni: città invasa dai turisti.

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Viterbo, 24 agosto 2021 –  Sembrerebbe un week end, e invece è solo un lunedì: le vie cittadine brulicano di persone. Ma non sono viterbesi. Zaino in spalla, macchina fotografica al collo, aria  di chi va a caccia di cose da scoprire, belle possibilmente. E qui ce ne sono parecchie. Ora lo sanno anche loro. Sono turisti. Tanti. Invadono piazza San Pellegrino, dove si siedono ad ascoltare la guida turistica che poco a poco svela loro la storia del posto. Si parla anche della macchina di Santa Rosa: un campanile di oltre trenta metri, avvolto in una una cascata di luci che risvegliano la notte come sonagli, portata a spalla da uomini in giro per la città. Quest’anno non ci sarà, dice la guida, e negli occhi di quelle persone compare un lampo di delusione per uno spettacolo mai visto, ma arriva la notizia che la macchina sarà montata e si accendono guizzi di curiosità nel gruppo seduto un po’ sugli scalini della chiesa di San Pellegrino, alcuni su quelli di Palazzo degli Alessandri e altri sulle scale delle residenze private. Poi ripartono e si perdono nei meandri disegnati nella pietra grigia delle antiche costruzioni.

 Alcuni passano in bicicletta in via San Pellegrino, altri si fermano sotto il portone della Prefettura ad ammirare Palazzo dei Priori, altri ancora li incontri nei negozi di alimentari, soprattutto quelli che vendono i prodotti tipici viterbesi. E poi c’è il Corso, via Roma, l’itinerario turistico tipico viterbese è quello lì, ed è puntellato ovunque dai “cacciatori” della bellezza, con obiettivi carichi pronti a sparare flash, cappellini per proteggersi dal sole, mappa della città in mano: Viterbo ce l’ha fatta, non è più il brutto anatroccolo di un tempo, quella città smarrita nei boschi Cimini, isolata, gelosa di sé, restia ad aprirsi al mondo, che non trovavi sulla cartina nemmeno con una calamita. Viterbo riprende quella tradizione che l’ha vista un tempo sfolgorare nelle cronache antiche, quando ospitava la corte papale, accoglieva imperatori, diveniva  vasta precettoria templare e cantiere per grandi artisti. Quel passato ha bussato alle porte dell’era contemporanea e si è riappropriato della sua gloria,  è tornato alla ribalta, si è posto sotto i riflettori del mondo, per ricordare a tutti che quel “piccolo capoluogo di provincia” sconosciuto ai più, è stato solo un incidente di percorso, Viterbo è un’altra storia, e ora è tempo di riannodare i fili  con quegli anni antichi e proiettarli nella modernità, chiudendo per sempre la parentesi del paesotto quasi “senza nome”.   Viterbo è un luogo dove la storia ha eretto gli edifici di una grande memoria. E se con il tempo i rovi e la vegetazione dell’ignoranza li hanno sepolti,  stanno finalmente tornando alla luce, perché la storia, è nel suo dna, ritorna sempre, non solo nelle vicende, ma anche nelle testimonianze concrete, che in un modo o nell’altro ritrovano sempre la via della superficie.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.