Home Attualità Elezioni provinciali: Forza Italia sempre più vicina al Pd e meno a Fratelli d’Italia.
Elezioni provinciali: Forza Italia sempre più vicina al Pd e meno a Fratelli d’Italia.

Elezioni provinciali: Forza Italia sempre più vicina al Pd e meno a Fratelli d’Italia.

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Viterbo, 19 novembre 2021 – Destra, sinistra, centro che per definizione, può stare sia di qua che di là. C’era una volta la politica. O almeno come la conoscevamo. Poi è arrivata la pandemia, che, un po’ come l’Epifania, ogni schieramento si porta via. Con essa lo stato di emergenza: la sopravvivenza è diventata un po’  l’obiettivo di tutti, non solo dei partiti. Ognuno ha cercato di difendersi come poteva o come riteneva più giusto. L’ àncora per i partiti è stata la grande ammucchiata. Ma non quelle maggioranze politicamente “scabrose”, in gergo “trasformiste”, che la storia ci ha abituato a vedere. La straordinarietà della situazione ha portato anche la politica a fare di più, a superarsi, a fare  qualcosa di eccezionale, e così è nato un governo di unità nazionale, di emergenza, di responsabilità. Insomma le declinazioni non mancano, ma si tratta di sfumature. Quel che conta è la sostanza. Comunque lo si voglia chiamare, è un governo che abbraccia tutto l’orizzonte politico, da destra a sinistra, a parte la Meloni con Fratelli d’Italia. Ammainate le bandiere, perché a dettare la linea è solo uno, Mario Draghi, con il suo “mandato” a fare “ciò che è necessario”, «Whatever it takes»: costi quel che costi, tirando il governo su una strada già scritta,  con le sue aree di sosta, dove parcheggiare di tanto in tanto il Parlamento. L’economia detta l’agenda sulla politica. Il PNRR regna sovrano. E in suo nome ogni partito porge l’altra guancia agli schiaffoni quotidiani che arrivano tanto a destra, quanto a sinistra: un giorno tocca al reddito di cittadinanza, l’altro a quota 100. La grande ammucchiata, però, inizia a scricchiolare. Più pesante del PNRR è diventato quel Colle che cerca il nuovo inquilino. Le prime scosse telluriche alla situazione cristallizzata dalla pandemia, iniziano a sentirsi. Ieri il Senato è andato sotto due volte sul decreto capienze con Italia Viva e il centrodestra che hanno votato compatti contro l’esecutivo Draghi. E quando Iv si muove, da qualche parte “piove”. Ma il dato che rileva, è una ritrovata compattezza del centrodestra e l’inizio di uno sgretolamento della maggioranza Draghi. Sarà proprio così? In questo scenario si inserisce il contesto locale, dove tra circa un mese si andrà al rinnovo di Palazzo Gentili. E qui la compattezza del centrodestra pare meno scontata, in controcorrente al quadro nazionale. Pare, infatti, che Forza Italia sia sempre più decisa a saltare il “fossato” e presentarsi con il centrosinistra, con il quale già governa a Palazzo Gentili, nonostante i “richiami” dei “fratelli” a tornare “a casa”. Ma gli azzurri  sembrano sempre più distanti dalla loro coalizione, in particolare da Fratelli d’Italia.   Se Forza Italia siglasse un patto con il centrosinistra, per la Lega e i meloniani, numeri alla mano, non ci sarebbe partita.  Se Fratelli d’Italia e Forza Italia sembrano fermi su posizioni chiare: una da una parte e l’altra dalla parte opposta, la Lega è ancora impossibile da decifrare. Cosa faranno? Seguiranno Forza Italia, ridisegnando in Provincia una sorta di maggioranza Draghi, o resteranno accanto ai meloniani? La decisione pare non essere ancora maturata. La prima opzione li porterebbe al comando di Palazzo Gentili senza troppi “scandali” visto che l’Italia è governata dalla stessa maggioranza. Su Palazzo Chigi, però, pare essersi sollevata un certa brezza, che potrebbe anche diventare un tifone e rompere l’attuale schema, riportando i due tasselli,  Forza Italia e Lega, a formare un fronte compatto di centrodestra insieme a Giorgia Meloni. Insomma a via Saffi si rischia di replicare una stagione, quella della grande alleanza, che potrebbe essere già finita. Anche perché, la maggioranza che si formerà a Palazzo Gentili, sarà, con molta probabilità, anche quella che si presenterà al rinnovo del consiglio comunale di Viterbo nel 2023. Data in cui, nei Palazzi romani, l’esecutivo Draghi e il matrimonio tra centrodestra e centrosinistra, potrebbe essere preistoria.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.