Viterbo, 22 dicembre 2021 – Pare che Babbo Natale quest’anno sia arrivato in anticipo e abbia lasciato sotto l’albero di Piazza del Plebicito “Il Piccolo chimico“. Un gioco che qualcuno ha voluto scartare e provare. Non si potrebbe spiegare altrimenti il disastro avvenuto in soli tre giorni all’interno del centrodestra. Le elezioni provinciali sono state una miccia accesa in una polveriera che era già da tempo pronta a esplodere. Uno spaventoso detonatore, una leva che qualcuno ha abbassato facendo saltare in aria il centrodestra locale. Aveva i numeri sulla carta per tornare alla guida di Palazzo Gentili, in mano da anni al Partito Democratico. Aveva Palazzo dei Priori: il Comune capoluogo. Ma qualcuno ha pensato di giocare al Piccolo Chimico: Forza Italia sigla un’intesa con il Pd del presidente dem uscente Pietro Nocchi a sostegno della candidatura del forzista Alessandro Romoli alla guida di Palazzo Gentili. In tre giorni salta in aria tutto. Il risultato è spaventoso, da annoverare tra i peggiori primati della storia politica di questa Provincia. Una domanda resta nell’aria insieme ai frantumi di Palazzo dei Priori: chi ha abbassato la leva di quel detonatore l’ha fatto consapevole delle conseguenze o non sapeva cosa stava facendo? Visti i risultati forse la seconda. Pare che dentro Forza Italia non si aspettassero che Lega e FDI sarebbero arrivati ad abbassare il sipario a Palazzo dei Priori. Un madornale errore di valutazione. Una superficialità grossolana che fa mancare la presa ai trapezisti della politica in una manovra incosciente e senza rete. Soprattutto nel non capire che certe coreografie politiche oramai hanno fatto il loro tempo. Che certe situazioni, certi stati d’animo, avevano già superato il punto di non ritorno. Che non tutti sono disposti a ingoiare qualunque rospo pur di restare attaccati a una poltrona. Che la situazione a Palazzo dei Priori era satura senza aggiungere il balletto della Provincia. La bandiera di Forza Italia che gli azzurri sventolano sopra la testa di Alessandro Romoli abbracciato al dem Pietro Nocchi, a fine scrutinio a Palazzo Gentili, mentre Lega e Fratelli d’Italia restano attoniti in disparte più in là, con i foglietti dei conteggi in mano che dicono che il centrodestra unito avrebbe vinto, sono uno schiaffo in faccia a mano piena, uno scippo di dignità che non poteva rimanere senza conseguenze. La ferita non è solo politica, ma anche umana. Per questo non si tornerà più indietro. Il Piccolo chimico ha voluto fare il suo esperimento e ora i cocci sono ovunque, non è detto che si fermino a Viterbo. Le schegge potrebbero presto conficcarsi in altri Comuni della Provincia e rescindere il legame con i berlusconiani. Forza Italia, intanto, perde il sindaco di Viterbo, forse l’ultimo forzista alla guida di Palazzo dei Priori viste le percentuali del partito. Il Comune di Viterbo, a sua volta, perde la rappresentanza in consiglio provinciale. Cade Palazzo dei Priori, gli va dietro pure Giulio Marini (Forza Italia) e Lina delle Monache (Partito Democratico) che non essendo più consiglieri comunali, decadono automaticamente dalla medesima carica provinciale. Un conto salato, pagato non si sa bene per cosa, visto che la perdita è totale. Conto che, invece, hanno pagato ben volentieri Stefano Caporossi (Lega) e Gianluca Grancini (Fratelli d’Italia), anche loro consiglieri decaduti “consapevolmente” da Comune e Provincia, per mandare a casa l’alleato “ballerino”. La resa dei conti di Lega e Fratelli d’Italia è stata immediata e feroce. Nel giro di due giorni la Lega fa saltare la commissione alla cultura, Forza Italia quella all’urbanistica, saltano i consigli comunali, salta pure Arena che in questa spirale di eventi oramai incontrollabile riconosce amaramente che dimissioni o no, il suo destino è già scritto: dal notaio ci sono già le firme di quanti bastano per mandarlo a casa, c’è anche un giorno e un’ora precisa, giovedì 23 dicembre, giusto in tempo per gli auguri di Natale, attaccati a quel panettone che Arena non mangerà a Palazzo dei Priori. Perché il vero regalo sotto l’albero l’ha trovato lui: Enrico Panunzi, il consigliere regionale del Pd, e leader dei dem viterbesi. Senza nemmeno portare un suo candidato presidente si ritrova di nuovo ad azionare le leve del comando di Palazzo Gentili e la chance di giocarsela al Comune di Viterbo un anno e mezzo prima della scadenza naturale con un centrodestra spaccato per sempre, poiché sembra veramente impensabile ipotizzare che alle prossime elezioni comunali Lega e Fratelli d’Italia possano fare un’alleanza con Forza Italia. Se così fosse, non saremmo a Natale, ma a Carnevale.