Home Attualità Al Quirinale il Pd rifiuta Berlusconi: Forza Italia a Viterbo abbraccia il Pd?
Al Quirinale il Pd rifiuta Berlusconi: Forza Italia a Viterbo abbraccia il Pd?

Al Quirinale il Pd rifiuta Berlusconi: Forza Italia a Viterbo abbraccia il Pd?

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Viterbo, 26 gennaio 2022 – Al Quirinale Enrico Letta e tutto il Partito Democratico rifilano uno storico schiaffone “politico” a Silvio Berlusconi, rifiutando la sua candidatura a Capo dello Stato. Una sonora bocciatura che riecheggia fino a Viterbo, dando ulteriore vigore all’interrogativo:  Forza Italia e Partito Democratico andranno insieme alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Viterbo? La scelta richiede una certa dose di coraggio, anche alla luce della compattezza del centrodestra che sta emergendo sempre al Quirinale.  L’accoppiata Forza Italia e Partito Democratico, tuttavia, ad oggi, non pare per niente scontata. Tutt’altro. Pare che dopo la caduta del Comune di Viterbo le cose non siano andate né avanti e né indietro. Il Presidente della Provincia, Alessandro Romoli (Forza Italia) continua a governare Palazzo Gentili insieme al suo vice Pietro Nocchi (Pd), con tanto di deleghe assegnate ai consiglieri della maggioranza Pd-FI, ma a Palazzo dei Priori, anche se alcuni forzisti lo vorrebbero, ma molti altri pare di no, il medesimo copione non sarebbe stato ancora scritto. Forza Italia, insomma, riflette tra “color che sono sospesi”, attendendo gli eventi e sperando di non finire schiacciata, divisa tra chi vorrebbe restare fedele a tutta una storia che la vede come perno centrale della coalizione del centrodestra che ha contribuito a fondare, e chi, non si comprende il perché, vorrebbe lanciarsi nell’abbraccio del Partito Democratico.  Certamente l’evoluzione politica locale passa pure da Roma,  dove i destini di Palazzo dei Priori si intrecciano inevitabilmente  con quelli del Quirinale.  Da mesi si guarda all’appuntamento con l’elezione del presidente della Repubblica come a un banco di prova per testare la tenuta del centrodestra. E proprio ieri, la coalizione, nel presentare la rosa di nomi da candidare al Colle, ha ribadito all’unanimità la “straordinaria compattezza del centrodestra”. Dichiarazioni che piovono sulla Tuscia come una tegola, che seppure non arrecherà danno alla costruzione Pd-FI a Palazzo Gentili, rischia di rappresentare un elemento di imbarazzo, quanto meno di fronte all’elettore-cittadino, escluso, sì, dal voto alle elezioni provinciali, a cui deve assistere inerme, perché a votarsi tra loro sono sindaci e consiglieri comunali della Tuscia, ma non dal comune di Viterbo. Qui il cittadino esprime le sue preferenze, scrivendo sulla scheda il nome di chi lo deve rappresentare. Ad oggi, salvo sorprese, chi sperava nell’esplosione del centrodestra nazionale, per dare il via al progetto FI-PD sul Comune di Viterbo, dovrà cercare altre motivazioni. E dovrà appellarsi a tutta la sua creatività se, come pare, dopo l’elezione del Presidente della Repubblica si ripartirà con un governo maggiormente politico che farà campagna elettorale fino alle prossime elezioni politiche del 2023. La “pausa” della politica, che ha rinunciato a sé stessa per fare spazio ai tecnici nel periodo pandemico, sembra proprio finita, e ora rivendica i suoi spazi, senza i quali cade anche la ragione di esistenza dei partiti e dei loro personaggi. Sarà estremamente difficile mettere da parte la “politica” per “omogeneizzare” realtà partitiche ideologicamente differenti dentro l’ennesima ammucchiata. Il Colle, inoltre, non solo certifica la compattezza granitica del centrodestra, ma apre una profonda spaccatura proprio tra Pd e Forza Italia. Emblematico il rifiuto da parte dei dem e dei Cinque Stelle della candidatura al Colle di Silvio Berlusconi. «No, non voteremo Berlusconi. Nessuno è più divisivo di lui. Il centrodestra ha commesso un errore a candidarlo», ha detto il segretario dem, Enrico Letta ad Avvenire, a riprova che i contenuti esistono, eccome, e pure le distanze ideologiche tra un partito storicamente appartenente all’area di centrodestra come Forza Italia, e il Partito Democratico. Raccontare una storia diversa al cittadino alle prossime elezioni per il comune di Viterbo, richiederà una grande fantasia.

 

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.