Home Attualità Berlusconi: “La Cina porterà 300 milioni di cinesi in Africa spostando migranti in Europa”.
Berlusconi: “La Cina porterà 300 milioni di cinesi in Africa spostando migranti in Europa”.

Berlusconi: “La Cina porterà 300 milioni di cinesi in Africa spostando migranti in Europa”.

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Viterbo – Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la convention nazionale di Forza Italia che quest’anno come location ha scelto la magnifica Città dei papi. Un riconoscimento per la classe dirigente locale, ma soprattutto una degna vetrina, al di là delle idee politiche, per Viterbo che in questi giorni di lavori è più volte transitata sui media nazionali. E con le sue inconfondibili cornici medioevali non ha mancato di stregare anche gli illustri ospiti venuti da diverse parti non solo d’Italia, ma anche del mondo. A dare il via ai lavori venerdì 20 settembre insieme al vice presidente di Forza Italia e del Ppe, Antonio Tajani,  c’era l’eurodeputato  spagnolo Antonio Isturiz Lopez, segretario generale del Ppe che non ha mancato di citare la macchina di Santa Rosa:Non so se me la faranno portare, ma il 3 settenne sarò qui“, ha detto scaldando subito la platea, informandola anche di avere molto apprezzato le scenografie medioevali della città. Se l’apertura è stata consegnata a Tajani e a Lopez, la chiusura non poteva non essere riservata a Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia e attuale presidente. La sua è stata una presenza telefonica. Il maltempo gli ha impedito di raggiungere Viterbo in elicottero da Milano. Dopo aver tessuto via cavo  le lodi del suo ‘pupillo’ Antonio Tajani “la persona più stimata in Europa, dove sono tantissimi i parlamentari che gli vogliono bene”,   Berlusconi ha aperto una grande finestra sullo scacchiere internazionale, aggiungendo una prospettiva finora poco dibattuta, mai entrata veramente nel calderone di argomenti più sentiti dalla politica per la loro immediatezza, ma che, in un orizzonte più ampio, rischiano di diventare anche marginali. Soprattutto se si pensa che dietro l’angolo c’è il pericolo della “tigre asiatica“. Pochi ci pensano. Tra quei pochi c’è Silvio Berlusconi, imprenditore di successo abituato a ragionare sulla lunghe distanze e non dentro i pochi metri dello scatto iniziale di una corsa. E in questa finestra più grande di quella in cui guardano alcuni leader politici improvvisati a volte dalla fortuna o dalla spinta dell’umore elettorale del momento, il rischio Cina per l’Occidente c’è ed è serio. “La questione  più insidiosa di tutte che ci aspetta è il progetto egemonico globale della Cina – dice Berlusconi – Oggi la Via della Seta si presenta come un’occasione  commerciale ed economica allettante, ma non è soltanto questo. Quella della Cina è anche una sfida sul piano politico e militare che ci deve vedere molto accorti. Nella Cina c’è una dittatura comunista con un  progetto egemonico mondiale.  Abbiamo avuto un passato diverso da questo mondo, governato per anni da dinastie con diritto di vita e di morte su tutti. La Cina negli ultimi anni ha praticamente colonizzato l’Africa. Ha realizzato centinaia di opere pubbliche a costo minore di quello che avrebbero potuto praticare i nostri Paesi – dice Berlusconi -. Conosciamo l’impiego intensivo degli operai cinesi con due turni di 12 ore al giorno. In un anno sono riusciti a realizzare quanto le nostre imprese farebbero in 4 anni. Sono più di 500 le opere pubbliche in corso. La Cina in Africa ha costruito  9 porti,  15 aeroporti, 34 centrali elettriche, chilometri e chilometri di autostrade. La Cina vende armi a 48 paesi africani su 53. Alcuni studiosi sono convinti del fatto che sia in atto una vera e propria colonizzazione africana da parte della Cina che penserebbe di portare 300 milioni di cittadini cinesi proprio in Africa e spostare migranti in Europa“. Una prospettiva allarmante quella gettata da Berlusconi sul tavolo delle riflessioni, ma che sicuramente offre una chiave di lettura da non sottovalutare nell’approccio alla politica estera e ai fenomeni migratori, insieme alla necessità di governarli nella loro complessità e globalità.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.