Home Attualità Gelmini: “Non è Salvini il nostro nemico. Non dobbiamo rompere il centrodestra”.
Gelmini: “Non è Salvini il nostro nemico. Non dobbiamo rompere il centrodestra”.

Gelmini: “Non è Salvini il nostro nemico. Non dobbiamo rompere il centrodestra”.

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Viterbo – “Non è Salvini il nostro nemico. Non commettiamo l’errore di considerarlo tale. Non dobbiamo rompere il centrodestra, ma ricostruirlo. Il nostro nemico è Renzi, il Pd, il Movimento Cinque Stelle, Leu”. A chiusura della tre giorni di Forza Italia a Viterbo, Maria Stella Gelmini fissa le linee di Forza Italia: “Alle prossime regionali dovremo sederci allo stesso tavolo con i nostri alleati: Lega e Fratelli d’Italia, anche se la Meloni non dice cose molto carine nei nostri confronti. Ma vogliamo andare alle regionali da soli o con un centrodestra unito e forte? Pensiamoci. Abbiamo fondato il centrodestra, non possiamo passare il tempo a litigare per il centrodestra”. Posizione chiara quella della Gelmini che ribadisce la collocazione di Forza Italia dentro il centrodestra. “Dovremo fare un ‘opposizione dura e decisa a questo governo – dice alla convention di Forza Italia a Viterbo – Altrimenti i voti non li prendiamo. Quello del M5S con il  Pd è un matrimonio nato non dall’amore, ma dalla paura di andare al voto. Questo è il governo degli sconfitti. Hanno perso le elezioni e la coerenza. Sono passati dall’hashtag ‘MaiColPd‘ a ‘ColPdATuttiICosti‘ pur di non perdere le poltrone. Ma io – prosegue Gelmini – non voglio prendere applausi parlando male del governo. Sarebbe troppo facile. Diciamo cosa vogliamo fare noi. Siamo su un crinale difficile per noi e per il Paese. Non è il tempo delle linee a zig zag, ondivaghe. Dietro al governo giallo roso c’è un progetto politico che è quello delle quattro sinistre. Noi non possiamo essere né con i Cinque Stelle, né con il Pd. Non faremo un’opposizione debole a questo governo. Non li prendiamo i voti in questo modo. Venti dei ventinove punti del programma di governo M5S-Pd sono stati dettati da Grillo: no ai termovalorizzatori, no alle trivelle, no chiarezza su crescita economica, giustizialismo. Il Pd, pur di stare al governo, ha accettato al ministero degli Esteri Luigi Di Maio, quello che dialogava con i gilet gialli e ha preso la via della Seta. Hanno confermato Bonafede alla Giustizia. Vuol dire che il Pd è pronto a pagare il prezzo di un giustizialismo esasperato pur  di restare al governo. La nostra opposizione deve essere dura e senza sconti. Conte è il nuovo volto del Movimento Cinque Stelle.  Lo stesso premier che governava con Lega e Cinque Stelle, prima, e con Cinque Stelle – Pd ora. E dice che non è un premier per tutte le stagioni!. Il Pd dichiara di voler fare un nuovo umanesimo con il partito del Vaffa”.  L’analisi di Gelmini si sposta, poi, su Matteo Renzi: “Ha fondato un nuovo movimento. Qualcuno è preoccupato. Io no. Stiamo parlando dell’ex segretario del Pd. Nel suo programma c’è Ius Soli, suicidio assistito, una posizione contraria a Minniti, l’unico che ha tenuto una posizione rigorosa sull’immigrazione. Dobbiamo schiacciare Renzi nella sua metà campo. La sua sarà una sinistra diversa da quella del Pd,  ma sempre di sinistra si tratta.  Il nostro avversario resta la sinistra e l’incompetenza del Cinque Stelle. L’economia italiana è in fase di decrescita per le ricette sbagliate che sono state proposte. Forza Italia ha il dovere di presidiare quei temi su cui la Lega ha fatto degli errori, votando il reddito cittadinanza e il decreto dignità: cose deleterie. Ora siamo di fronte a un governo che  vuole tassare pure le merendine. Parlano di infrastrutture e litigano. Non hanno detto dove troveranno i soldi per gli asili nido a costo zero. E non parliamo troppo di legge elettorale. Gli italiani non campano con questo. Hanno problemi di sicurezza, di lavoro. C’è la questione preoccupante della fuga di cervelli all’estero. Forza Italia deve lavorare su tutte queste tematiche. Anche su welfare e ambiente. Io sono con Antonio Tajani: non dobbiamo giocare al piccolo leader. Quell’accrocchio di governo che hanno fatto, rischia di diventare un’alleanza stabile, come possiamo vedere da quello che sta accadendo in Umbria. Noi non siamo sovranisti e populisti. Siamo riformisti, cattolici, popolari.  Ma non è Salvini il nostro nemico”, conclude Gelmini.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.