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Frontini ufficializza la candidatura a sindaco: «Risponderemo solo ai viterbesi».

Frontini ufficializza la candidatura a sindaco: «Risponderemo solo ai viterbesi».

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Viterbo, 26 febbraio 2022 – Chiara Frontini apre le danze e si candida a sindaco della città di Viterbo. Tre anni all’opposizione, sempre presente sui banchi del consiglio comunale, ma ancora prima, nel 2018, mancato sindaco per un soffio. Poteva essere la prima donna a sedere sullo scranno più alto di Palazzo dei Priori.  E ci è andata vicino. Molto vicino. Giovanni Arena, sostenuto dalla coalizione di centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Fondazione “scippò” quel sogno a Frontini per circa 400 voti. Adesso però “È Ora” di riprovarci. L’ha scritto con giganteschi manifesti in giro per la città che preludevano, senza svelare troppo, la nuova discesa in campo della leader di Viterbo2020. E, ieri, è arrivata l’ufficialità. Vestita di bianco, colore, non a caso, della “speranza” ma anche della “pace”, specifica lei stessa, Chiara Frontini si è portata al centro di Piazza del Plebiscito, sullo sfondo la cornice di Palazzo dei Priori che punta a conquistare, e ha presentato la sua candidatura. Non promette miracoli, ma competenza e perseveranza per risolvere i problemi. La sua è appunto la “politica della speranza”: «Non parlo di sciocco ottimismo – dice –  quella specie di sana incoscienza per cui a un certo punto la disoccupazione se ne andrà da sola, le buche si tapperanno a prescindere e il sole splenderà ogni giorno, no, non parlo di questo. Parlo della reale possibilità che, con le persone giuste, con le competenze, con la determinazione, con la perseveranza, i problemi si possano risolvere. E questa è una buona ragione per confermare il nostro impegno e la mia candidatura alla guida di questa città». Frontini sottolinea l’eccezionalità del momento, c’è un treno che passa e si chiama PNRR, capace di cambiare il destino anche di Viterbo: «La responsabilità – dice Frontini – ci chiede, insieme, di essere in grado di affrontare le sfide che ci attendono, i fondi del PNRR da spendere bene e nei tempi, affinché siano davvero un investimento, il Giubileo e chissà, magari anche Expo 2030. Come facciamo a non rispondere presenti a questa sfida col presente e col futuro? La storia di Viterbo è una svolta, è possibile realizzare insieme un grande sogno più prospera e serena, più moderna ed efficiente protagonista in Italia e in Europa». In piazza del Plebiscito con Chiara Frontini ieri si è vista Patrizia Notaristefano, consigliere uscente, presente nella lista di Viterbo 2020 insieme agli altri uscenti Letizia Chiatti e Alfonso Antoniozzi. In lista anche Marco Ciorba ex presidente del consiglio comunale nel mandato Michelini. E tra gli intervenuti alla conferenza stampa spunta pure Claudia Nunzi, che non sarà della partita, ma tifa per lo zio che, invece, sarà concorrerà per un posto da consigliere comunale.  Con l’ufficialità della candidatura di Chiara Frontini, iniziano a scoprirsi le carte sul tavolo della prossima partita elettorale. Tra qualche giorno potrebbe essere la volta del centrodestra: anche se non arriverà l’ufficialità del candidato sindaco, potrebbe, però iniziare a sfoltirsi la rosa, e magari, anche arricchirsi di nuovi petali. Certo è che a breve dovrà arrivare la conferma o la rinuncia da parte di Mauro Rotelli a concorrere alle prossime comunali. Un passaggio fondamentale, poiché nel caso in cui il parlamentare viterbese dovesse passare la mano, si aprirebbe la ruota dei nomi nel centrodestra, con il centrosinistra alla finestra per cercare di capire lo scenario e calibrare le contromosse.

 

Il testo del discorso di Chiara Frontini.

Ci sono luoghi, e momenti a Viterbo, in cui si è deciso il destino di questa città. Alcuni sono siti di guerra, come Ferento o la Viterbo sotto i nostri piedi, in un momento storico in cui la guerra è più vicina che mai, ahinoi. Altri sono siti che simboleggiano l’audacia del carattere dei Viterbesi, come il Palazzo papale e lo scoperchiamento del tetto. Ecco, Piazza del Comune è uno di questi luoghi, il luogo dove la storia della città si fa tutti i giorni. Perché abbiamo scelto piazza del Comune per riunirvi oggi? Piazza dove si affaccia il Comune, che è la casa di tutti i Viterbesi, il luogo dove tutti i cittadini di Viterbo si devono sentire accolti e ricevere risposte e soluzioni dalla nuova amministrazione. E le parole non sono solo parole. Sono una cosa viva, un invito all’azione, un percorso di cittadinanza e un’insistenza nella capacità di uomini e donne liberi di plasmare il nostro proprio destino.

I cambiamenti globali avvengono solo se tutti i giorni le persone comuni fanno cose importanti, anche piccole, ma tutti i giorni. E oggi è il giorno in cui, per chi non l’ha ancora fatto, quel “tutti i giorni” deve iniziare. Oggi è il giorno in cui questa squadra civica si assume una responsabilità, la più grande che si sia mai assunta dalla sua nascita. Che è quella di aspirare a dare un buon governo a questa città e di farlo rispondendo solo a cittadini viterbesi, ai nostri concittadini, con la bellezza di camminare a testa alta per le strade della nostra città senza doversi nascondere o cambiare tragitto di fronte a persone che hai deluso, a cui hai fatto promesse che non hai mantenuto. Prendersi impegni, non fare promesse. Perché vi avremo detto sempre la verità. Anche quando è scomoda, anche quando dire “no” è difficile.

Oggi vi dico che le sfide che affrontiamo sono reali. Sono serie e sono numerose. Non le vinceremo facilmente, o in poco tempo. Ma te lo garantisco, e questo è il nostro impegno, Viterbo: le affronteremo. Una dopo l’altra, con la competenza, la passione e la dedizione che ci sono proprie.

La situazione straordinaria che viviamo richiede azione, richiede responsabilità, richiede coraggio, richiede determinazione, richiede unità, richiede speranza.

L’azione richiede che ci liberiamo del nostro cinismo. Perché quando si vuole davvero invertire la rotta, non possiamo permetterci né compiacimento, né disperazione.

Faremmo un cattivo servizio alla nostra storia lasciando intendere che il malgoverno è immutabile. Che Viterbo sia stata malgovernata negli anni recenti è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Oggi la città rischia di essere impreparata e incerta in un delicato passaggio della storia mondiale, per cui ci vogliono menti nuove, in grado di interpretare un nuovo modello sociale. Ma affinché il nuovo sistema funzioni è indispensabile che al fallimento sperimentato si alterni un sistema che capace di attrarre a sé il meglio di una città pulita, consapevole, moderna, competente, appassionata, fraterna.

Sta a noi invertire questa rotta e oggi Viterbo ha l’opportunità di farlo.

L’errore più comune è pensare che “peggio di cosi non può andare” perché può, può eccome. Non abbiamo bisogno del sole 24 ore che ci dice che siamo, economicamente e demograficamente, una delle città più depresse d’Italia al pari di certi capoluoghi del sud. Abbiamo bisogno solo di aprire gli occhi, il cuore e le menti per sapere che meritiamo di più di quello che abbiamo subito fino ad ora. Abbiamo bisogno di tornare a vedere la bellezza e di tornare ad innamorarci ogni giorno di questa città.

Questo è un lavoro che tutti i viterbesi, ognuno per la propria parte, devono sentirsi proprio. Tutti noi siamo chiamati a non ignorare, stavolta no, l’urgenza appassionata dell’adesso. Tutti noi abbiamo bisogno di riconoscere che il cambiamento dipende dalle nostre azioni, dai nostri atteggiamenti, dalle cose che insegniamo ai nostri figli. E se facciamo questo sforzo, non importa quanto difficile possa sembrare, le delibere possono essere approvate, e le coscienze possono essere smosse, e si può costruire il consenso. Sappiamo che Viterbo è ciò che facciamo di essa.

E questa è una buona ragione per confermare il nostro impegno e la mia candidatura alla guida di questa città.

La responsabilità ci chiede, insieme, di essere in grado di affrontare le sfide che ci attendono, i fondi del PNRR da spendere bene e nei tempi, affinché siano davvero un investimento, il Giubileo e chissà, magari anche Expo 2030. Come facciamo a non rispondere PRESENTI a questa sfida col presente e col futuro, ad ignorare il potere che ognuno ha, la nostra voce, nel plasmare il futuro di Viterbo? È l’imperativo della cittadinanza che chiama. E noi non possiamo non rispondere PRESENTI. La storia di Viterbo è una svolta, è possibile realizzare insieme un grande sogno più prospera e serena, più moderna ed efficiente protagonista in Italia e in Europa.

In un momento così difficile mai come ora sono necessarie una grande consapevolezza e una grande responsabilità civica, sono necessarie per voltare le pagine che devono essere voltate e per guidare ed accompagnare il sistema con fermezza e serenità verso un nuovo capitolo della nostra storia cittadina. Per non perdere l’opportunità che la storia ci mette sul piatto, e lo fa oggi e non lo rifarà nei decenni a venire. Il decennio che ci attende è unico nell’arco di una generazione e Viterbo non può lasciarsi scappare anche questo treno. E questa è una buona ragione per confermare il nostro impegno e la mia candidatura alla guida di questa città.

Coraggio Dobbiamo dare coraggio a migliaia di persone, aiutare le persone a far emergere i temi che riguardano le loro vite. Ogni posizione di leadership ti dà un comportamento, una mentalità specifica. Io ad esempio sono diventata più umile, ma ho anche imparato ad avere più coraggio. So che a prescindere dalla nostra età, religione o fede politica quando apriamo davvero i nostri cuori, sappiamo che non è giusto quello che sta accadendo alla nostra città. Non è questo che vogliamo essere. E per cambiare ci vuole coraggio e ora, è ora di farlo. Ma noi siamo il popolo di Raniero Gatti, il popolo di Rosa, di Angelo Ioppi, di Olimpia Maidalchini

Questo è il nostro carattere.

Ecco come siamo arrivati a essere quel che siamo.

Rispettiamo il passato, ma non temiamo il futuro; vogliamo afferrarlo. Ed è quello che i giovani qui oggi e in ascolto devono prendere da questo giorno. Tu sei Viterbo. Non vincolato da abitudini e convenzioni. Libero dall’impaccio di quel che è, e pronto a cogliere ciò che dovrebbe essere. Perché in questa città devono tornare ad esserci i primi passi da intraprendere per chi vuole crescere, nuovi percorsi da battere, e ponti da attraversare. E solo chi non ha paura nel cuore, può aiutare in questo processo di rinnovamento che oggi come mai è necessario. E questa è una buona ragione per confermare il nostro impegno e la mia candidatura alla guida di questa città.

 

La determinazione ci richiede un compito ancora più gravoso, forse il più gravoso di tutti. Il nostro compito è riunire Viterbo intorno a una comune identità, in un’epoca di polarizzazione senza precedenti: descrivere e rappresentare un terreno comune per tutti, e quindi avvicinare un po’ tra loro i cittadini di una città sempre più frammentata e divisa. Viterbo, così come il suo Comune, non è il progetto di una sola persona.
Perché la parola più potente nella nostra democrazia è la parola “noi”. Noi cittadini. Noi. Noi possiamo farcela. Noi dobbiamo farcela. Noi. Non è proprietà di nessuno. Appartiene a tutti. È ed un onore immenso quello di assumersi il compito di cercare continuamente di migliorare questa splendida città. L’obiettivo di unire, per dare finalmente a Viterbo un governo all’altezza delle esigenze sentite dalla gente comune, farlo con dignità, alimentando la brace delle ragionevoli speranze che sono il motore di ogni progetto di crescita. E questa è una buona ragione per confermare il nostro impegno e la mia candidatura alla guida di questa città.

 

E a tutti voi che siete qui, e a quelli che ci ascoltano dico: vogliamo partecipare a una politica basata sul cinismo, o a una basata sulla speranza? Non parlo di sciocco ottimismo, quella specie di sana incoscienza per cui a un certo punto la disoccupazione se ne andrà da sola, le buche si attapperanno a prescindere e il sole splenderà ogni giorno, no, non parlo di questo. Parlo della reale possibilità che, con le persone giuste, con le competenze, con la determinazione, con la perseveranza, i problemi si possano risolvere. E questa è una buona ragione per confermare il nostro impegno e la mia candidatura alla guida di questa città.

Grazie a tutti.

CF

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.