Lista Italexit alle elezioni comunali, William De Vecchis (ex Lega) a Viterbo.
Viterbo, 27 febbraio 2022 – Non è ancora ufficiale, ma il sorriso sul volto del senatore William De Vecchis non lascia dubbi: sì, Italexit ci sarà, con una sua lista alle elezioni comunali di Viterbo, non si sa ancora se con un proprio candidato sindaco. Il senatore ex leghista, approdato al partito di Gianluigi Paragone ieri era a Viterbo a dare supporto ai vertici locali del partito: Marco Santoni, coordinatore provinciale e Guido Scapigliati comunale. Al gruppo si è di recente aggiunto Marco Cardona, anche lui ex Lega.

L’addio al Carroccio per De Vecchis è stata una scelta «sofferta, ma convinta, dal punto di vista ideologico e umano – dice -. Ho aderito alla Lega con fervore, un partito che era sovranista, che curava gli interessi nazionali, aveva un programma sull’immigrazione e sui rapporti con l’Europa. Subito dopo il governo giallo – verde, tutto ciò è andato a scemare. Ho fatto una riflessione personale e politica per trovare i motivi per restare in Lega. Non li ho trovati, e ho aderito al partito di Paragone, l’unico, ad oggi, che si avvicina all mie idee politiche, innanzitutto il sovranismo, che credo sia il punto di partenza, sicuramente per me fondamentale. Non vuol dire nazionalismo esagerato o estremismo, ma tutela degli interessi del popolo italiano, partendo dalla difesa dei lavoratori italiani, delle nostre industrie, degli asset strategici che rischiano di essere messi in vendita dal governo Draghi. Uno dei punti fondamentali, per me, essendo di Fiumicino, era la tutela della grande compagnia aerea Alitalia. Inizialmente è stata nazionalizzata, ma qualche giorno fa, il buon Draghi ha annunciato la vendita delle quote statali che finiranno nelle mani di altre potenze straniere come Francia e Germania. Questo non lo posso permettere», dice De Vecchis. «Il governo Draghi – prosegue – non sta facendo bene né alla Lega né alla nazione». Volendo citare un esempio concreto, De Vecchis sottolinea: «Il terrorismo mediatico alla “Speranza” con cui è stata affrontata la pandemia. È stata provocata una vera e propria psicosi negli italiani che hanno paura anche di uscire di casa. Questo è intollerabile. Io sono rimasto sulle mie posizioni, qualcun altro si è spostato». Uno dei punti su cui Italexit darà battaglia è sicuramente il green pass: «Non ho votato nessun decreto sulla carta verde che è uno strumento liberticida e illiberale – dice De Vecchis -. Cosa farà il governo dopo il 31 marzo non lo so – prosegue – perché non lo sanno nemmeno loro, sono divisi tra pro e anti green pass. Noi sicuramente tuteleremo i diritti dei cittadini. Ma questo partito – dice l’ex leghista riguardo ad Italexit – non è solo green pass. Abbiamo le idee chiare anche riguardo al mondo del lavoro, dell’ economia e soprattutto del territorio». Altra questione dirimente l’Europa: «Saremo critici nei confronti di questa Europa delle banche e dell’economia, dove le popolazioni sono schiacciate dagli interessi di pochi nei confronti di tanti. La nostra è un critica alla gestione dell’UE. Spread, PNRR, Mes, Fiscal Compact, Job Acts, sono le sigle inglesi dell’Europa delle fregature. Il nostro obiettivo è tutelare gli interessi del popolo italiano. Io esco da un partito che oscilla dal 16 al 20 per cento per approdare a uno che deve ancora nascere. Ma la Lega non mi rappresentava più, non avevo più voglia, né gioia di andare al Parlamento, ero sempre triste. Oggi mi sento libero, mi sento me stesso. Ho iniziato a fare politica a 16 anni per un’idea, svenderla così a 51 anni non mi pareva la cosa giusta da fare per continuare a fare questa attività che è passione e dignità. Qualcuno mi ha detto che stavo abbandonando la nave che affonda, ma sono approdato a una barchetta senza remi», dice De Vecchis parlando del suo passaggio dalla Lega al partito di Paragone.

A Viterbo, ad accogliere il senatore ieri c’erano i vertici locali del partito: Marco Santoni, coordinatore provinciale e Guido Scapigliati comunale. «Stiamo iniziando a costruire la barchetta partendo dal territorio. Non siamo un partito virtuale, stiamo costruendo una nuova classe politica fatta di persone vere», dice Santoni. «C’è delusione verso i partiti cosiddetti populisti come Cinque Stelle e Lega – prosegue – . Ora ci dobbiamo rimboccare le maniche per riportare la democrazia, partendo dai territori e dalle persone. Siamo già presenti in alcuni Comuni come Fabrica di Roma, Sutri e Monterosi. Viterbo, invece, è stato diviso in tre macro aree corrispondenti ad altrettanti circoli cittadini. Abbiamo aderito al partito di Paragone perché non si poteva guardare la deriva di questo paese». Tra le lamentele maggiori da parte dei cittadini, Santoni segnala la «fine della libertà e della democrazia. Credo che abbiamo toccato il fondo quando si è messo mano al diritto al lavoro attraverso il green pass. La nostra non è una discussione su vaccino sì o no. Qui è stato messo in discussione il diritto al lavoro riconosciuto dalla Costituzione, costringendo una parte della popolazione alla fame. Ci chiamano persone in difficoltà per questo motivo. Gente che ha dovuto rinunciare a lavorare, a prendere un autobus a fare sport».

Su Viterbo, invece, il coordinatore comunale Guido Scapigliati annuncia l’imminente discesa in campo di Italexit per le prossime elezioni a Viterbo: «Ci stiamo muovendo, con un pizzico di soddisfazione poiché qualcuno inizia già a tirarci per la giacchetta – dice -. La giunta che governava ha manifestato un certo immobilismo sulla governance della città, non che le precedenti abbiano brillato. Come cittadino viterbese mi pare che questa città sia sempre in ritardo con il resto del mondo o addirittura che resti completamente indifferente. Ci sono delle logiche granitiche che perseverano da più di 30 anni e che è impossible scalfire». Tornando alle elezioni comunali Scapigliati assicura che «Ci saremo, c’è interesse verso il nostro partito. Un fermento che non so dire se sia quello che nel 2018 ha lanciato il Cinque Stelle verso il 30%. Certo è che la gente non ne può più», conclude Scapigliati».