Home Attualità Candidati sindaco, Allegrini non molla, Lega e FI guardano altrove.
Candidati sindaco, Allegrini non molla, Lega e FI guardano altrove.

Candidati sindaco, Allegrini non molla, Lega e FI guardano altrove.

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Viterbo, 19 marzo 2022 – Laura Allegrini prosegue la sua campagna elettorale come candidata sindaco di Fratelli d’Italia. Qualche giorno fa una riunione blindatissima  con quelli che dovrebbero essere i candidati della sua lista. Ma oramai è chiaro che la corsa di Laura Allegrini, per quanto determinata, sarà in solitaria. Resterà probabilmente la candidata sindaco di Fratelli d’Italia, ma non lo sarà, con molta più probabilità, quella della coalizione, se ancora ce ne sarà una. Da parte di Lega e Forza Italia l’appoggio all’ex assessora ai Lavori Pubblici del comune di Viterbo non c’è. E non ci sarà. Nè oggi, nè domani.  Non ci sono spazi di ripensamenti o di negoziazioni. Questo quello che trapela dai vari incontri.  Non sanno più come dirglielo, si potrebbe arrivare ai segnali di fumo. Forza Italia non ci pensa nemmeno a sostenere un ex assessore della giunta Arena, la stessa sfiduciata da quelli che ora vorrebbero proporre alcuni suoi pezzi: questo il pensiero degli azzurri. La Lega pure, tolto Rotelli, ragiona dentro il perimetro di casa sua, dove possibili candidati a sindaco non mancano, senza necessità di doverli andare a cercare nell’orto del vicino. La Lega, in questa partita,  è l’osservata speciale poiché “teoricamente” potrebbe siglare qualunque alleanza compresa quella con il PD che dopo l’esperienza Draghi non sarebbe di certo uno scandalo a Viterbo. Non solo. Mettere da parte le divisioni politiche e dare vita a un governo che sia veramente dei migliori, magari anche con l’innesto di comprovate  professionalità,  forse potrebbe essere più utile a Viterbo di una politica che non è più tale, ma solo una disputa basata sui personalismi, sulle aspirazioni individuali, sull’imposizione della propria bandierina a discapito delle altre.  Ecco, dunque, che quelle della Lega potrebbero presto tradursi in manovre a tutto campo. Del resto anche a livello nazionale il Carroccio ha abbandonato da tempo l’ideologia esasperata preferendo la concretezza del governo che in questo particolare momento storico porta con sè la necessità di gestire al meglio i fondi del PNRR, gli stessi che si stanno riversando, copiosamente, anche sul comune di Viterbo. Dunque perché sottostare a eventuali diktat di un alleato? Tanto più che quel centrodestra storico scricchiola oramai pericolosamente da qualche anno. Per non contare la Caporetto delle ultime amministrative, che da sole meriterebbero quanto meno un momento di riflessione. Inoltre, le mosse fatte dalla Lega finora sembrano piuttosto chiare: tolto Mauro Rotelli, qualunque altra carta che Fratelli d’Italia dovesse mettere sul piatto, troverebbe identica corrispondenza presso i Verdi. Si è visto con Laura Allegrini alla quale è stato risposto con Claudio Ubertini. E così potrebbe essere anche per altri nomi. Insomma l’asso di briscola, l’asso pigliatutto,  tolto Rotelli, nel mazzo di Fratelli d’Italia non pare di vederlo, se l’identikit del candidato sindaco dovrà essere una figura politica. E pure la ricerca di un civico non ha dato, finora, i frutti sperati. Ecco, dunque, che il criterio per cercare un incastro dovrà necessariamente essere un altro, e potrebbe presto rivelarsi quello spazio di manovra a disposizione di ogni partito. Orizzonte ampissimo per Forza Italia che potrebbe oramai andare disinvoltamente tanto a destra quanto a sinistra. Più ristretto per la Lega, partito con dna di destra, è vero, ma con una storia recente che l’ha vista al governo un po’ con tutti,  se le circostanze lo richiedono. E quella di Viterbo, vista la difficoltà a ricomporre il quadro di centrodestra, potrebbe richiederlo. Dunque, superato un iniziale momento di imbarazzo, con la strada dentro il centrodestra tutta in salita, il Carroccio potrebbe alla fine prendere un’altra direzione. Anche perché riproporre un’alleanza alla Draghi a Viterbo, considerata l’inesistenza elettorale del Cinque Stelle, vorrebbe dire formare una coalizione con due partiti di centrodestra Lega e Forza Italia, con uno di centro sinistra, il Pd. Altro che virata a sinistra,  ma una coalizione in cui la componente di centrodestra sarebbe ben rappresentata, sicuramente più che nel governo nazionale di Mario Draghi. Ecco perché nei prossimi giorni tutto potrà accadere sullo scacchiere politico locale, soprattutto se la determinazione di alcuni, diventerà cieca ostinazione.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.