Lega va da sola, Ubertini: «Disponibile a fare il candidato, ma senza FI, Fondazione e Udc».
Viterbo, 23 aprile 2022 – Tra veti e controveti il tavolo di centrodestra formato da Lega, Forza Italia, Udc e Fondazione è miseramente imploso, incapace di esprimere un candidato unitario. Ieri, dopo una serie di riunioni finite anche sui tavoli romani e nazionali, pare che il centrodestra, già orfano di Fratelli d’Italia, abbia definitivamente rotto le righe. Dopo i confronti di ieri la Lega sarebbe pronta a correre da sola con Claudio Ubertini candidato sindaco. «Se me lo chiedessero – dice Ubertini – non sarei disponibile a fare il candidato di una coalizione con Forza Italia, Fondazione e Udc. Sono, invece, disponibile a farlo per il mio partito che ha sempre dimostrato nei miei confronti lealtà, stima e rispetto». Le dichiarazioni di Ubertini arrivano dopo settimane di veti che avrebbe posto Forza Italia nei suoi confronti, sposando la linea di non candidare un ex assessore e nemmeno uno dei consiglieri comunali firmatari delle dimissioni e della caduta di Arena che nel frattempo, però, pare migrato verso altri lidi, più precisamente nell’area di centrosinistra. Forza Italia che pone il veto su Ubertini e altre figure leghiste, ma non lo mette su Gianmaria Santucci nonostante anche lui avesse firmato le dimissioni: questa la posizione dei forzisti che il Carroccio viterbese non avrebbe né gradito, né compreso, così come la caccia sfrenata, quanto infruttuosa, di un esponente del mondo civico, incassando un rifiuto dietro l’altro che ha fatto poco bene all’immagine di un centrodestra che voleva porsi in alternativa a Fratelli d’Italia. Arrivati a una ventina di giorni dalla presentazione delle liste, i nomi rimasti sul tavolo del centrodestra sarebbero stati quelli di Gianmaria Santucci di Fondazione, Giulio Marini di Forza Italia e Claudio Ubertini della Lega. Impossibile chiudere sui primi due: perché la Lega viterbese dovrebbe accettare la candidatura a sindaco di un esponente di due formazioni elettoralmente minori avendone uno proprio? Questa, in sostanza, la domanda che avrebbe agitato gli ambienti leghisti della Tuscia, sfociati poi in un no sia a Marini, sia a Santucci, conseguente anche al fatto che molti candidati sarebbero stati pronti a ritirare la loro disponibilità a presentarsi in lista. Infine, negli ultimi giorni, vista l’impossibilità a elaborare una sintesi è arrivata la rottura, sembrerebbe, definitiva: la Lega si presenterà da sola. Questo sarebbe al momento l’orientamento del Carroccio, anche se da qui al 12 maggio, giorno in cui si presenteranno le liste, tutto può ancora succedere. Anche l’inimmaginabile.