Saggini (Unindustria) suona la sveglia alla politica: «Non si può gioire per il taglio dell’erba. Facciamo ridere».
Viterbo, 27 maggio 2022 – Senza una visione, non si ha una direzione di marcia, si rischia di brancolare nel buio, tirando a campare un giorno dietro all’altro, tirati ora a destra, ora a sinistra, dalle emergenze del momento, ma senza costruire un futuro, anzi, spesso bruciandolo. Avere un visione è importante, soprattutto quando si è alla guida di una macchina, quella comunale, che si alimenta dei soldi dei contribuenti per andare avanti. Lo ha rimarcato il presidente di Unindustria al confronto con gli 8 candidati sindaco qualche giorno fa. «Speriamo che voi abbiate una visione, per vederla proiettata, non solo in termine elettorali, abbandonate la contingenza per vedere più lontano. Abbiamo una città con tantissimi problemi, gioiamo perché è stata tagliata l’erba e asfaltata la strada, scusate ma facciamo ridere, abbiamo una potenzialità in tantissimi settori. In passato ci è stato rimproverato di aver giudicato l’operato delle precedenti amministrazioni. Noi siamo qui per valutare i provvedimenti che prenderete, non criticheremo nessuno come persona. Rappresentiamo una platea molto ampia di imprenditori, per cui oggi facciamo da portavoce per tutti loro: è mancata visione e coraggio. Ci vuole coraggio la città va cambiata dalla A alla Zeta. Le briglie le avete voi. Il problema urbanistico in generale è di estrema importanza. I project financing sono stati fatti pochi. Forse uno. È un dato allarmante, significa che le precedenti amministrazioni non si sono sedute con gli imprenditori. Noi abbiamo le idee e anche i soldi. C’è un commissario e l’erba non viene tagliata lo stesso. Diteci qual è il problema. Abbiamo un’area industriale, di cui ci vergogniamo, non ci sono fogne, non c’è un parcheggio, è una situazione intollerabile, qui ci sono imprenditori che hanno clienti esteri. Vi chiediamo di sbrigarvi perché le aziende, così, muoiono. Abbiamo una università, se mi rivolgo ad essa per chiedere dei candidati, non ci sono perché vanno all’estero. Questa è una cosa gravissima perché se non c’è futuro per i nostri giovani, non ce n’è per nessuno. Ci sono richieste di autorizzazioni per impianto fotovoltaico che coprirebbero tutto il fabbisogno energetico, ma restano lì. Ferme. Non possiamo dire di no al termovalorizzatore, no alla trasversale, no al fotovoltaico. Voi dovete decidere: non si può dire di no a tutto. Non si può dire zero cemento, zero commercio. Abbiamo un regolamento edilizio del 1966, in cui si parla di latrine nei balconi. Vi dovete rendere conto in che stato siamo? C’è veramente da lavorare. Vi diamo tutta la disponibilità a chiunque di voi sarà lì».
