Viterbo, 23 giugno 2022 – Salgono i toni in vista del ballottaggio tra le due sfidanti Chiara Frontini (Viterbo 2020) e Alessandra Troncarelli (PD). L’ultimo duello pare convergere su un terreno piuttosto caldo: il trasferimento dei rifiuti di Roma a Viterbo. Qualche giorno fa la conferenza stampa di Frontini di fronte alla discarica, alla quale è seguita la replica di Troncarelli.

«Ci batteremo fino all’ultima goccia di energia e con tutti gli strumenti a disposizione del sindaco e dell’Amministrazione, sia quelli del massimo grado di coinvolgimento dell’opinione pubblica per dire basta, una volta per tutte ai rifiuti da Roma», tuona Chiara Frontini. «Gli unici che possono prendere questo impegno siamo noi – prosegue -, poiché non abbiamo nessuna cambiale da pagare nei confronti del partito che oggi governa la Regione Lazio e il comune di Roma – dice Frontini all’indirizzo del Pd -. Nessun ossequio da dover prestare nei confronti di chi oggi continua a mandarci tonnellate di rifiuti. Nello specifico parliamo di circa 300 tonnellate al giorno per tutto il 2022, più 50 tonnellate di rifiuto di scarto». Frontini ricorda che «La provincia di Viterbo, ad oggi, è autosufficiente nello smaltire i propri rifiuti, questo significa che chiudiamo il ciclo dei rifiuti sul territorio. Siamo, quindi, una provincia virtuosa, che continua a pagare lo scotto di Roma che non è autosufficiente. Non è più tollerabile. È un tema su cui non vogliamo più transigere. Lo avremmo ribadito oggi a Gualtieri e a Zingaretti, se si fossero presentati ma, evidentemente, hanno ritenuto opportuno non farsi vedere più fino alla fine della campagna elettorale, visto che avevano un effetto diverso da quello voluto. Evidentemente non vogliono rispondere su queste tematiche: rifiuti e acqua di Talete. Argomenti – prosegue Frontini – su cui la filiera istituzionale pare essersi inceppata. I rifiuti da Malagrotta non sono arrivati, a dimostrazione che quando si deve accaparrare il consenso, le soluzioni alternative a Viterbo si trovano». Frontini si rivolge, poi, alla sua avversaria, Troncarelli, per «Un impegno chiaro a dirci prima del 26 giugno qual è la soluzione per interrompere, una volta per sempre, il flusso dei rifiuti da Roma a Viterbo». Flusso che, se continuasse «a questi ritmi – fa notare Chiara Frontini – porterebbe “all’ esaurimento della discarica tra due anni. Se questo sistema non si interrompe, i cittadini lo devono sapere, nonostante siamo una provincia virtuosa, dovremo andare a conferire fuori con un aumento dei costi di smaltimento a carico della tariffa. Un altro dato sul quale chiediamo risposte – dice Frontini – è l’ampliamento di 600 mila metri cubi dalla discarica, autorizzato dalla Regione Lazio, a riprova che si vuole continuare con questo schema, cioè far proseguire l’arrivo di rifiuti dalla Capitale. Il Comune si è opposto a questo ampliamento, ricorrendo al Tar a difesa del territorio e dei cittadini, ma mettendo in fila tutti questi segnali, ci sembra che la Regione voglia farci diventare la discarica del Centro Italia. Non possiamo accettarlo, la vocazione della Tuscia è turistica e agricola con produzioni di eccellenza. Non possiamo continuare a ricevere rifiuti romani, ci opporremo con tutti i mezzi a disposizione».
A stretto giro è arrivata la replica di Alessandra Troncarelli: «I rifiuti di Malagrotta non arriveranno a Viterbo», ha detto. «Le normative le conosciamo? Io sì. Non vado alla discarica a dire di non preoccuparsi che se sarò sindaco non arriveranno più i rifiuti a Viterbo. Addirittura – dice Troncarelli – animiamo la rivolta popolare. Un sindaco può fare questo? Un sindaco deve dare sicurezza al cittadino, se ha bisogno di una rivolta popolare per farsi sentire, vuol dire che è un sindaco delegittimato dal suo ruolo, che non conta. Con le istituzioni serve dialogo, non la forza». Troncarelli, poi, entra nel merito della questione. «Regione e Comune hanno una competenza diversa. La prima si occupa della programmazione. La materia dei rifiuti dipende anche da normative nazionali ed europee. La Regione ha anche la possibilità di autorizzare gli impianti, ma è il Comune che deve provvedere a farli e a individuare dove. La Regione Lazio sta lavorando affinché sia messa a sistema la gestione e il trattamento dei rifiuti. A causa dell ‘emergenza di Malagrotta, in seguito a un incendio, 900 tonnellate di rifiuti sono stati dirottati ad Aprilia e a Frosinone e altri fuori Regione, ma non sono venuti a Viterbo. Vige il principio della solidarietà tra Ato di prossimità – ricorda ancora Troncarelli – Il nuovo piano regionale dei rifiuti approvato nel 2022, prevede il superamento di questo principio della prossimità a favore dell’autosufficienza, in virtù della quale ogni impianto autogestirà i propri rifiuti. È stata proposta una legge, che è in fase di approvazione al consiglio regionale del Lazio, dove si parlerà proprio di autosufficienza. Sarà posta una tassa del 5% laddove un ambito territoriale ottimale non smaltirà i propri rifiuti. Questo si allaccia alla clausola risarcitoria promossa dal consigliere regionale Enrico Panunzi in base alla quale tutte le discariche e gli impianti che ad oggi hanno accolto rifiuti da altri Ato devono essere risarcite con una compensazione della volumetria a partire dal 2020, data di approvazione del piano regionale dei rifiuti. Non è vero – conclude Troncarelli – che non c’è stata nessuna voce rappresentativa di Viterbo in Regione. Si sta lavorando per la Tuscia».