Home Attualità Talete, consulta: Frontini e Giampieri chiedono di far decadere Giulivi, poi si astengono. Ira dei sindaci: «Non siamo sui social».
Talete, consulta: Frontini e Giampieri chiedono di far decadere Giulivi, poi si astengono. Ira dei sindaci: «Non siamo sui social».

Talete, consulta: Frontini e Giampieri chiedono di far decadere Giulivi, poi si astengono. Ira dei sindaci: «Non siamo sui social».

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Viterbo, 4 agosto 2022 – Acque sempre più agitate in Talete. Ieri l’assemblea dei soci: al primo punto all’ordine del giorno una lettera con cui i sindaci di cinque comuni, Viterbo, Civita Castellana, Tuscania, Canepina, Tessennano hanno chiesto la surroga nella consulta d’ambito dei nuovi sindaci eletti alle ultime consultazioni elettorali e la decadenza di Alessandro Giulivi, sindaco di Tarquinia, per essere stato assente per più di tre volte consecutive dalla consulta, per la precisione otto, secondo quanto riferito dall’assemblea dei soci ieri. Fin qui tutto normale: la decadenza dopo tre assenze consecutive è sancita dall’art 3 del regolamento, che sarebbe stato anche richiamato dai firmatari nella lettera. Al momento di votare, però, due dei cinque sindaci, Chiara Frontini e Luca Giampieri, firmatari della stessa lettera, hanno chiesto che la decadenza di Giulivi fosse messa a votazione all’assemblea dei soci. Pare che proprio il sindaco di Viterbo, Chiara Frontini, abbia inserito nella lettera inviata all’Ato una “postilla” dove si chiede di mettere ai voti la decadenza di Giulivi. Ma, a parte il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, anche lui allineato a Chiara Frontini e a Luca Giampieri, tutti gli altri sindaci si sono detti contrari a questa lettura. «Si tratta di una presa d’atto – ha detto Alessandro Romoli – non c’è nessuna decisione politica da prendere su Giulivi, c’è solo l’applicazione automatica del regolamento». Questa la tesi condivisa da tutti i sindaci a parte i tre del comune di Viterbo, Civita Castellana, Bagnoregio che hanno chiesto di mettere in votazione la decadenza di Giulivi. Posizione singolare: se, ipoteticamente, la maggioranza dei sindaci avesse votato no alla decadenza di Giulivi, si sarebbe in pratica disapplicata la norma del regolamento che invece la prevede dopo tre assenze consecutive. Ma questo non è avvenuto, perché i sindaci compatti hanno votato per la presa d’atto e, quindi, Giulivi è decaduto dall’incarico per applicazione del regolamento.

Alessandro Romoli

Ma la spaccatura aperta tra  i sindaci di Viterbo, Civita Castellana e Bagnoregio da un lato e tutti gli altri, di quelli presenti, dall’altro ha scatenato la bagarre. Un vero maremoto in cui Alessandro Romoli ha dato prova di abile e caparbio navigatore.  Dopo una lectio magistralis sul diritto amministrativo, ha proseguito spedito come un treno, seguito da tutti gli altri sindaci, fino al voto finale della maggioranza che ha praticamente dichiarato decaduto il sindaco Giulivi  dalla consulta d’ambito. Ma il colpo da maestro è stato quello di sospendere la seduta dopo la presa d’atto della decadenza di Giulivi, senza di fatto passare  alla surroga dei sindaci eletti, lasciando, quindi, fuori anche quello di Viterbo, Chiara Frontini, eletto con la tornata del 12 giugno scorso. Sospensione motivata con il fatto che l’astensione, rispetto a quanto proposto il giorno prima, ha praticamente creato una situazione da “approfondire”. Il sindaco Bambini durante la discussione ha fatto notare come sia importante «Integrare la consulta d’ambito per farla lavorare sulle tante problematiche di Talete.  Stiamo semplicemente applicando l’art. 3», ha spiegato.

Aldo Maria Moneta

Durissimo Alessandro Romoli, Presidente della Provincia: «Ce lo dovevate dire ieri, non durante la votazione. È arrivato un documento che reca in calce  la firma di voi cinque sindaci. Avete la responsabilità politica di aver attivato la procedura di decadenza di Giulivi. L’assemblea, sennò, non lo avrebbe fatto. È da febbraio che Giulivi è assente dalla consulta e oggi c’è stata questa iniziativa  di un gruppo di sindaci, nella fattispecie quello di Viterbo e di Civita Castellana che hanno dato il via alla procedura di decadenza, per poi venire qui a dire mi astengo.  Siamo arrivati ad oggi con una lettera che dice una cosa, e una posizione in aula che ne dice un’altra. La procedura di decadenza non l’ha avviata l’Ato, signori, l’avete proposta voi. Se arriva un documento e poi in fase di voto si scopre magicamente l’astensione di due Comuni che lo hanno sottoscritto, la cosa non è imbarazzate, è qualcosa di più. La consequenzialità degli impegni assunti, dov’è? Qui non siamo mica al bar o sui social –  ha detto Romoli – qui siamo nella PA, contano le procedure e i provvedimenti amministrativi.   Altri si sono astenuti, ma non sono stati loro i proponenti della procedura.  Questa vicenda è indescrivibile».

Pietro Nocchi

Sul punto è intervenuta anche Chiara Frontini: «Mi spiego – ha detto Frontini -. Abbiamo emendato questo testo per sottoporre all’assemblea la situazione, in modo tale che prendesse delle decisioni. Se fosse stata semplicemente una presa d’atto  – ha proseguito Frontini –  avrebbe potuto essere adottata direttamente dal Presidente dell’Ato. Poteva decidere di imperio, prendendo atto che il sindaco è decaduto, senza sottoporre la questione all’assemblea. Quando qualcuno ti chiede un voto, un motivo c’è – ha detto ancora Frontini -. Se stiamo votando, c’è una valutazione. Mi scuso, sono nuova –  ha esclamato il sindaco di Viterbo – mi rendo conto che vige la questione della rappresentanza nella consulta». Esposizione, quella di Frontini, subito smontata  da Romoli: «Il presidente dell’Ato non ha potere deliberativo, a differenza del Presidente della Provincia che emana decreti – ha spiegato – Ma qui non c’entra nulla. Voi 5 avete avviato, con la lettera che avete scritto, il procedimento. L’Ato prende atto e dice verifichiamo se questi stamattina hanno bevuto o ci sono gli elementi – ha ironizzato Romoli specificando -: lo dico in generale. L’Ato ha verificato e ha accertato che il sindaco di Tarquinia manca da otto sedute. È come quando si fa la presa d’atto dei debiti fuori bilancio – ha spiegato ancora Romoli – ci stanno, è certo, ma ne va preso atto».

Fabio Bartolacci

Il Presidente della Provincia ha aperto, poi, la questione veramente scottante: «Con la lettera che avete firmato, vi siete assunti la responsabilità politica, che oggi viene meno con l’astensione. Ma così viene a mancare anche l’affidabilità. Avremo modo di confrontarci su questo», ha detto Romoli, certificando, di fatto, la crepa aperta all’interno dei soci di Talete: i sindaci. Frontini si è chiamata fuori: «Da queste dinamiche», per questo motivo, «mi astengo in votazione». Qualche sindaco in aula si è detto  “Trasecolato” per quanto stava accadendo. Altri hanno chiesto  le motivazioni dell’astensione: «È come un voto negativo. Ci dovete spiegare le motivazioni», anche perché con l’astensione viene meno l’applicazione della norma del regolamento, cioè la decadenza dopo tre assenze consecutive.  Dalle acque agitate, si è passati al maremoto, con l’intervento del sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci (Lega): «Vorrei stigmatizzare il comportamento del sindaco di Civita Castellana (FDI) che mi pare contrario alla presenza di un membro della Lega nella consulta». Il sindaco designato per la sostituzione di Giulivi, che non farebbe più parte della Lega, facendo venire meno così la rappresentanza del Carroccio nella consulta con la sua permanenza, sarebbe stato proprio Fabio Bartolacci. Sul “sospetto” che la posizione del sindaco di Fratelli d’Italia del comune di Civita Castellana potesse avere uno sfondo politico ha chiarito  lo stesso primo cittadino, Luca Giampieri: «Non sono assolutamente contrario alla presenza di un sindaco della Lega in consulta, come non lo sono stato quando toccò a Giulivi», all’epoca della Lega, appunto. Il sindaco Bambini ha incalzato: «Ci sono otto assenze consecutive, perché astenersi, è una presa d’atto. Chiariteci i motivi dell’astensione». Ma dai sindaci astenuti è arrivata, come unica spiegazione, che non si trattava di una presa d’atto, ma che era necessaria una votazione dall’assemblea. Praticamente un cane che si morde la coda. «Mi pare un lavarsi le mani come Ponzio Pilato», ha detto  qualche altro sindaco. «Le motivazioni non mi sembrano plausibili serve chiarezza». Ha tuonato pure Nicolai: «Gira, gira,qui l’acqua dai rubinetti non la fate uscire più». Romoli: «Non stiamo alle riunioni dei boy-scout o dell’ oratorio siamo nella pubblica amministrazione, non possiamo fare atti, avviare procedimenti e poi tirarci indietro». Duro pure Pietro Nocchi: «Con questa astensione, il rispetto non c’è». «Qui nessuno ce l’ha con nessuno – ha aggiunto il sindaco Moneta di Canepina – La consulta deve lavorare.  Se tutti avessero fatto come i sindaci che oggi si sono astenuti,  pensate cosa sarebbe successo. Altro che la Corte dei Conti». L’assemblea dei soci ha infine votato, prendendo atto della decadenza di Alessandro Giulivi da membro della consulta. La seduta è stata, poi, sospesa, pertanto ne occorrerà un’altra per votare l’ingresso dei nuovi sindaci eletti, tra cui Chiara Frontini in rappresentanza del comune capoluogo che, dopo l’assemblea dei soci di ieri, resta per il momento fuori.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.